Il nuovo saggio dello scrittore Roberto Fiordi, intitolato “L’Italia Sparita: Flashback tra vinili, TV e misteri degli anni ’70 e ’80”, si sta affermando come una delle opere più interessanti per chi desidera ripercorrere due decenni cruciali per la storia e il costume del nostro Paese. Fiordi non si limita a una fredda cronaca storica, ma costruisce un “mosaico” complesso che fonde analisi critica, cultura popolare e memoria personale, offrendo uno sguardo a tutto tondo sull’Italia in “chiaro e scuro”.
L’opera si apre con l’analisi degli anni Settanta, un decennio raccontato nella sua duplice natura: duro, complesso, segnato dalle tensioni sociali e dagli “anni di piombo”, ma al contempo ricchissimo di fermenti culturali e utopie collettive. Fiordi esplora le piazze delle lotte studentesche, le ideologie che dividevano e appassionavano, il fiorire delle prime radio libere, della musica come voce di ribellione e la diffusione delle comuni giovanili. Non vengono ignorati i lati più oscuri del decennio, dalle stragi del terrorismo alla diffusione della droga. L’autore sottolinea come in quel ventennio resistesse un forte senso di “comunanza” e condivisione degli ideali, un valore che, a suo dire, si è via via dissolto.
Con gli anni Ottanta, Fiordi registra un cambio di passo radicale: l’Italia si sposta dal conflitto sociale all’edonismo e all’individualismo. L’obbligo morale dei Settanta lascia il posto al culto dell’apparire. Il libro dipinge un’epoca dominata dal consumo, dall’esplosione delle televisioni private, dall’affermazione dei paninari e delle discoteche come nuovi luoghi simbolo di aggregazione.
L’autore dedica pagine significative a eventi che hanno ridefinito la coscienza collettiva e il ruolo dei media: il trionfo calcistico dell’Italia ai Mondiali del 1982, capace di unire l’intero Paese, e, in netto contrasto, il dramma di Vermicino con la vicenda del piccolo Alfredino Rampi, trasmessa in diretta TV. Quest’ultimo episodio, in particolare, viene citato come un momento che ha trasformato lo spettacolo in emozione collettiva, prefigurando il nuovo corso dei media. L’analisi si estende anche alla politica, con l’ascesa del PSI di Bettino Craxi e l’inaugurazione di una comunicazione politica più vicina al linguaggio televisivo che a quello tradizionale.
“L’Italia Sparita” si presenta così come un’opera imprescindibile per comprendere le radici della nostra contemporaneità, offrendo ai lettori non solo una carrellata di fatti storici, ma anche un nostalgico e lucido affresco culturale di due decadi che non smettono di affascinare e interrogare.
Il saggio è disponibile online e in libreria, pubblicato da Sensoinverso Edizioni.




