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In 1300 alla manifestazione Bauli in Piazza

Si è tenuta in piazza Duomo a Milano la tanto attesa manifestazione dei lavoratori e rappresentanti delle imprese del settore e degli eventi che chiedono alle istituzioni di essere ascoltati.

Il movimento Bauli In Piazza ha radunato 1.300 persone tra lavoratori dello spettacolo e imprese del settore che in questo momento versano in grave difficoltà.

Cinquecento bauli neri, ben distanziati, altrettanti addetti ai lavori hanno alternato momenti di silenzio, ad applausi, al rumore delle mani che battevano sui loro flight case ed infine hanno compiuto una simbolica chiusura dei bauli vuoti per rimarcare la necessità di ricominciare a riempire i flight case con il proprio lavoro.

Al centro è stato inoltre posizionato un baule rosso in rappresentanza di tutti i colleghi che non ci sono più.

Ora per Bauli In Piazza inizia il lavoro di follow up di quanto accaduto sabato 10 ottobre a Milano.

Da adesso in poi è necessario instaurare un tavolo di lavoro con le istituzioni – dichiarano gli organizzatori – e tutti i rappresentanti del settore degli eventi, concerti, congressi, spettacoli e fiere e il Ministero dei Beni delle attività culturali e del turismo, il Ministero delle attività produttive ed il Ministero della SanitàOra più che mai è necessario mettere punti fermi e lavorare compatti per individuare una meta temporale e delle regole in grado di permettere al comparto di ricominciare a lavorare in sicurezza e in maniera economicamente sostenibile. Da oggi deve iniziare un percorso graduale, ma determinato, per rimettere in piedi il settore”, concludono a margine dell’evento.

Ieri Milano ha accolto imprese, lavoratori e professionisti del settore come spesso accadeva nei mesi prima del lockdown grazie alla mole di eventi organizzati in questa città.

 

Caffe’ Kamo: un cappuccino per augurare un buon inizio dell’anno scolastico!

Countdown per l’inizio del nuovo anno scolastico in Campania, mai tanto atteso come in questa occasione poiché considerato dall’opinione pubblica come un segnale di buon auspicio per il territorio al fine di un “ritorno alla normalità” post emergenza Covid 19.

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Fuori Scena: film breve di Sergio Bilotta! Premiere Internazionale all’Ischia Global Fest 2020.

Grande attesa per la “prima” di “Fuori Scena” il film breve del regista Sergio Bilotta, prevista mercoledì sera 15 luglio al Cinema delle Vittorie di Ischia nell’ambito della 18 esima edizione della Kermesse Internazionale “Ischia Global Fest”. Scritto da Gianni Vigilante, Edoardo Tranchese e Sergio Bilotta, prodotto da Edoardo Tranchese, nelle vesti anche di Direttore della Fotografia, grazie al contributo di Nuovo IMAIE, l’opera vanta nel cast: Saverio Mattei (Hopper), Mariano Riccio (Belmonte), Olga Matsyna (Donna col cappello), Andrea Lopez (Jimmy), Ciro Esposito (Smilzo), Antonio Fiorillo (Orso), Edoardo Tranchese (Giornalista), Paolo Elmo (Sergente), Michele Maturo (Poliziotto).

Fuori Scena, ispirato al genere noir americano “anni trenta”, tra Orson Welles e Dick Tracy (quest’ultimo richiamato dalla forte caratterizzazione fisiognomica dei personaggi) propone allo spettatore l’eterno conflitto tra l’arte ed il commercio: diatriba che nella fattispecie, si risolve a favore dell’artista vero e proprio demiurgo della vita. La sovrastruttura thriller è strumentalmente condotta sopra le righe quasi a voler evidenziare il fatto che la vita sia solo una brutta imitazione dell’arte. Nella pellicola si leggono forti ascendenze culturali legate al fumetto americano, mentre la nitidezza della fotografia che con la luce illumina solo gli attori ripresi costantemente in piano americano, ricorda fortemente la scuola del fumetto a stelle e strisce anni 40.

L’ambientazione è quella di una galleria d’arte dove si svolge un vernissage: come per incanto il dipinto Automat di Hopper si rianima ed è da qui che parte il racconto: ci ritroviamo nel 1926 all’interno del quadro ed il suo protagonista prende vita con tutta la sua storia.

Particolarmente significativa è la circostanza che il pittore Hopper  di cui si parla nel cortometraggio è stato definito anche il precursore del distanziamento sociale (covid-19): “Fuori Scena” è patrocinato dal Consolato Onorario della Repubblica del Nicaragua a Napoli, dal FE.N.CO, dal Consolato Onorario della Repubblica di Bulgaria a Napoli, dall’Istituto di Cultura Meridionale e dall’Associazione Nazionale Sociologi Campania.

 

Il contrasto alle dipendenze durante l’emergenza epidemica: l’esperienza della Comunità di recupero Il Camino, sul Monte Faito.

Le lunghe settimane di convivenza forzata per il lockdown prima e poi il drastico ridimensionamento dei contesti sociali esterni dovuto alle disposizioni anti-contagio, hanno imposto e impongono alle famiglie la stretta condivisione di spazi e tempi. Per molti genitori questo sta significando trovarsi improvvisamente di fronte alla scoperta della dipendenza dei figli, spesso minorenni, da sostanze come alcol o droga, ma anche da gioco d’azzardo, sesso o tecnologia, e a dover fronteggiare comportamenti ossessivo-compulsivi che non di rado sfociano nella violenza.

Per sostenere le famiglie in un momento così difficile, e offrire una prima risposta all’approccio più idoneo a ciascun caso, la comunità residenziale campana Il Camino, situata sul Monte Faito, ha attivato dalle prime fasi del lockdown uno sportello telefonico gratuito (081.8793034), seguito da un pool di operatori specializzati guidati dallo psicologo e psicoterapeuta Pietro Falco, direttore della struttura: in meno di un mese di attività sono state oltre 100 le chiamate giunte da tutta la regione.

Nella sede del Faito, inoltre, non si sono mai fermate le attività, grazie all’adozione di efficaci protocolli sanitari fin dai primi segnali di una possibile diffusione del Coronavirus anche in Italia, a tutela di ospiti e personale.  Una piccola storia di efficienza, coraggio e altruismo tutta partenopea che ha conquistato anche il vescovo di Sorrento, Mons. Francesco Alfano che ha annunciato una visita alla Comunità domenica prossima, 7 giugno, alle 16, per conoscerla da vicino e benedire gli ospiti e tutto il personale.

Cafiero Music Pen Drive

Cafiero Music Pen Drive” è il nuovo progetto discografico di Cafiero, disponibile, in versione limitata, dal 25 maggio. Un lavoro esclusivo in formato Music Pen Drive, dalle dimensioni di una carta di credito, contente brani inediti, singoli tratti dall’album di debutto, progetti musicali, sorprese e spazio per archiviazione personale.

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L’opera Il Canto di Circe visibile dal 23 maggio online

La Sala delle Biblioteca del Complesso Monumentale di San Domenico Maggiore a Napoli, ospita l’installazione site specific, dell’artista Nello Petrucci dal titolo “Il Canto di Circe” a cura di Marina Guida. Il progetto installativo pensato appositamente per questa occasione – e reso fruibile in streaming sui canali social dell’assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli – è promosso dall’ Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli in collaborazione con Contemply nell’ambito della manifestazione Maggio dei Monumenti 2020 e presenta tre opere di grande formano, un trittico su tavola, omaggio al pensiero del filosofo nolano Giordano Bruno.

Non a caso è stata scelta dall’artista proprio la Sala della Biblioteca del Complesso Monumentale di San Domenico Maggiore, luogo in cui il giovane filosofo ebbe modo di formare il suo pensiero critico ed indipendente, anche attraverso la lettura di testi proibiti di cui questa biblioteca era fornita.

E non è casuale nemmeno il giorno scelto per l’inaugurazione, quel 23 maggio in cui Giordano Bruno nel 1592 fu arrestato a Venezia e trasferito nelle carceri del Sant’Uffizio di San Domenico di Castello (Venezia). Le opere del trittico raccontano infatti proprio quell’avvenimento in tre momenti: il giorno della mancata abiura, la censura e l’arresto.

Nelle tre tavole di Petrucci – realizzate in tecnica mista fondendo decollage/collage, pittura, grafica computerizzata, fotografia e stampa in quadricromia – la potente icona del filosofo emerge sui frammenti di manifesti strappati che rappresentano simbolicamente le false credenze, i proclami e le finte certezze dell’era globalizzata e massificata. L’ispirazione per quest’opera è stata tratta dal libro il “Canto di Circe” che il filosofo Giordano Bruno pubblicò a Parigi 1582. Nella quarta, quinta e sesta “questione” del “Dialogo Primo” del libro, il filosofo descrive la vera natura di taluni esseri, umani in apparenza ma ferini nella sostanza e, riferendosi alla specie degli uomini ridiventati scimmie fa dichiarare a Circe: ”Questi animaliprivi di qualsiasi utilità nelle faccende serie – si rendevano graditi ai magnati adulandoli, facendo gli istrioni e recitando la parte dei parassiti: anche adesso, giacché non possono portare pesi insieme agli asini, marciare in terra insieme ai cavalli, arare insieme ai buoi, pascersi di cadaveri insieme ai porci, non servono ad altro che a far ridere.” Circe descrive gli uomini scimmia, cortigiani del potere, oppositori del libero pensiero. L’artista Nello Petrucci riprende l’immagine della scimmia – in questo caso è la personificazione della censura, che blocca la libertà di pensiero e di espressione – e costruisce la scena con due figure antitetiche: la libertà di pensiero personificata da Giordano Bruno e la censura che tutti i poteri costituiti, dalla notte dei tempi, esercitano sulla prima, cercando di limitarla e sopprimerla in ogni sua forma.

Nello Petrucci dopo il 2018 – anno della sua residenza artistica presso il 3World Trade Centre, dove ha realizzato la monumentale The Essence of Lightness – ha iniziato a formulare un pensiero visivo che fonde gli stilemi ed i codici iconografici desunti dalla storia dell’arte dei secoli scorsi, con le soluzioni formali tipiche della street-art, in cui una complessa commistione di persistenze e citazioni, rimandi e parallelismi, formano un universo visivo che dà vita a immagini a cavallo tra l’antico ed il contemporaneo, offrendo molteplici livelli semantici. Il Canto di Circe può essere considerata un’opera di street art allestita in un luogo pubblico e rappresenta un omaggio al pensiero libero ed un invito ad andare simbolicamente oltre i doxa di tutte le forme dittatoriali di potere, manifeste o occulte e perseguire sempre la veritas, come il filosofo Giordano Bruno ci ha insegnato, con ostinazione e coraggio.

Nello Petrucci (Castellammare di Stabia, 1981) vive a Pompei ed è un artista e filmmaker italiano, laureato all’Accademia delle Belle Arti di Napoli. Una curiosità onnivora, e un talento poliedrico, hanno generato l’inconfondibile stile dei suoi “Decollage”; tanto che i critici hanno coniato un nuovo termine, “Pop Cinetica”, per definire la sua arte. Una sua opera, The essence of lightness è esposta permanentemente al 45° piano del 3° World Trade Center di New York; unico italiano invitato ad esporre, insieme ai migliori street artist del mondo. Sempre a New York ha esposto due volte all’Agorà Gallery, e poi a Roma all’Ambasciata Americana di Roma con Over the Sky, una serie di tele dedicate all’11 settembre. Sul versante cinematografico, oltre a interpretare diversi ruoli in veste di attore, tra cui anche una piccola parte in Gangs of New York di Martin Scorsese, gira un cortometraggio Lost Love (2019) sul tema del razzismo e firma la regia del videoclip Remove the frame sul tema dell’omosessualità all’interno del Parco Archeologico di Pompei. Nel 2019 fonda la casa di produzione cinematografica Satyr M.B. production.

La Mostra

Promosso da

Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli

Titolo

Il Canto di Circe

Autore                      

Nello Petrucci

A cura di                   

Marina Guida            

Sede                         

Complesso Monumentale S. Domenico Maggiore – Napoli

Date                           

23 maggio 2020 – 28 giugno 2020

Dal 23 maggio online sulla pagina Facebook dell’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli

Best Actor Award: Paco De Rosa candidato come miglior attore!

Paco De Rosa tra i candidati al premio di miglior attore Drammatico al Best Actor Award, grazie alla sua interpretazione nel film: “Ed è subito sera“. Ennesima soddisfazione per l’attore partenopeo, reduce da vari successi, sia al cinema con “Vita, Cuore, Battito” e  “Finalmente Sposi” per citarne alcuni, che a teatro, con la seconda edizione di “Fatti Unici” andata in onda sulla RAI. Paco De Rosa ha ottenuto la nomination per la sua performance nel film “Ed è subito sera” che racconta, in chiave romanzata, le ultime settimane di vita di Dario Scherillo, vittima innocente di camorra. Un film d’impegno sociale e civile, che lo ha visto confrontarsi con attori del calibro di Franco Nero, Salvatore Cantalupo, Gianluca Di Gennaro.

Il Best Actor Award è una competizione cinematografica riconosciuta dall’IMDB , con evento annuale di proiezioni, concepita con lo scopo di celebrare attori provenienti da tutto il mondo. La missione del premio è riconoscere il talento e la passione e premiare le migliori interpretazioni della recitazione del cinema indipendente. Solo i migliori film di un anno intero sono selezionati dalla giuria per l’annuale evento di proiezione a New York City.

Paco De Rosa è il nome d’arte di Pasquale De Rosa (Napoli, 20 febbraio 1986). Nel 2009 partecipa al suo primo film: “Fortapasc”, diretto da Marco Risi che narra la storia di Gian Carlo Siani, giornalista ucciso dalla camorra. Successivamente inizia la sua fruttuosa collaborazione con l’attore, autore e regista Ciro Ceruti, entrando nella sua compagnia teatrale e con il quale gira due film: “Fallo per papà” e “La legge è uguale per tutti…forse ”, e l’ultima stagione della storica sit-com ”Fuori corso”. Dall’esperienza teatrale con Ceruti nasce anche la collaborazione con Nando Mormone, ideatore e produttore di Made in Sud, che apprezza le sue interpretazioni sul palcoscenico, tanto da inserirlo nel cast del film “Vita cuore battito” prima e dello show di RAI 2 “Fatti unici” in seguito. Grazie alla sua partecipazione alla sit-comedy live, nel ruolo del “fuorilegge” Braccio di Ferro, viene diretto da Lello Arena e recita assieme ad attori comici come Paolo Caiazzo, Maria Bolignano, Ciro Ceruti. Oltre al Teatro e alla Televisione è molto attivo sopratutto nel campo cinematografico, dove prende parte a molti film di successo come “All’improvviso un uomo” Regia di Claudio Insegno dove recita assieme a Massimiliano Gallo e Biagio Izzo, “Effetti-indesiderati” Regia di Claudio Insegno con Massimiliano Gallo, Biagio Izzo, Francesco Procopio, Gianluca Di Gennaro, “Finalmente sposi” Regia di Lello Arena con gli Arteteca, Sergio Friscia, “Caccia al tesoro” Regia di Carlo Vanzina con Vincenzo Salemme, Carlo Buccirosso e Max Tortora, “Felicissime condoglianze” Regia di Claudio Insegno con Enzo Salvi, Andrea Roncato, Milena Miconi, Simona Ceruti e il trio ArdonePeluso Massa.Da due anni è anche uno dei protagonisti del cast dei CIAK e MEDICO ,progetto web che sta riscuotendo grande successo sia a livello Regionale che Nazionale.

Acronimo Costanzo e il suo nuovo singolo “Sì(i) signore!”

I suoni e la lingua del Sud incontrano il jazz per raccontare l’amore, i colori, le voci della terra dei ricordi. Si chiama Sì(i) signore! ed è il primo brano in lingua napoletana di Acronimo Costanzo, prodotto dall’etichetta discografica indipendente Suono Libero Music, diretta da Nando Misuraca, produttore e supervisore dell’opera.

Il pezzo farà da apripista al prossimo album, attualmente in costruzione e intimamente legato alla musica e ai colori di Napoli. Realizzato in quartetto jazz, composto dallo stesso Acronimo Costanzo, Emiliano Barrella, Michele Marini e gli arrangiamenti di Marco Corcione, l’intero album è un’indagine sulle sonorità del mediterraneo, rimestate con tanto jazz, blues, soul, funky e cantautorato, il tutto legato insieme, per la prima volta nella carriera dell’artista, da una forte chiave partenopea.

Sì(i) signore! ha un testo molto delicato; a formarlo sono principalmente due vocaboli: Nenné e Sì signore. «Sono due parole che rimandano alla mia infanzia – spiega Acronimo – ai nonni che mi hanno cresciuto e al miglior esempio d’amore possibile. Sì(i) signore! è il suono dei ricordi, l’amore per la vita, un omaggio alla mia Napoli».

Il videoclip, con sceneggiatura dello stesso cantautore coadiuvato da Gaetano Massa, vede la partecipazione degli esordienti Giusy Costanzo, figlia del musicista e disegnatrice di tutte le sue copertine, e Antonio Guarino, un giovane attore partenopeo.

Cresciuto all’ombra del Vesuvio ma toscano di adozione Antonio “Acronimo” Costanzo, attraversa trasversalmente vari generi musicali passando con fluidità dallo studio del pianoforte classico al Rock metal, dal jazz allo swing, alla musica d’autore. «La mia passione per la musica nasce a Venezia – continua Acronimo –   quando vidi per la prima volta i musicisti esibirsi a piazza San Marco. Ascoltare il Valzer di Chopin e assistere al gioco delle mani che si intrecciano acrobaticamente tra il bianco e il nero del pianoforte ha catturato la mia attenzione, che al tempo ero poco più di un bambino. Cominciai per gioco ad associare piccoli brani musicali a stralci di poesie già note: furono quelli i miei primissimi tentativi di composizione. E poi l’esperienza in una rock band e il primo brano, Angel’s dream, che mi dirotta verso la melodia e lo sviluppo della vocalità». Il primo album della maturità, Legame di molecole, contiene tra gli altri, due brani con i quali Acronimo ha vinto il festival Musiconda di Loreto. Con Ho detto tutto a letto, già prodotto dall’etichetta discografica partenopea, il jazz e il cantautorato hanno un peso importante e la sperimentazione musicale assume nuove forme sonore. Nel 2018 esce Il Frastuono delle formiche che insieme con il precedente album ha ispirato il libro Tutto sulla mia pelle (edito da Scatole Parlanti): un romanzo e 14 racconti scritti a quattro mani con la moglie Angela Onorato, scrittrice e logopedista.

Acronimo Costanzo alterna l’attività di musicista all’insegnamento, lavorando anche con bambini con disabilità, organizzando laboratori che fondono insieme musica, arte, giochi motori e letture animate.

Suono Libero Music

Etichetta Discografica, Edizioni Musicali, Scuola di Formazione
Via Aniello Falcone 52, 80127, Napoli
Tel: 0812391410
Mobile: 3512167918
Mail: info@suonoliberomusic.com
Site: www.suonoliberomusic.com

L’Amore è: il Charity Gala per sostenere il progetto Ludoteca!

L’Haute Couture ed il Cinema, inteso come prezioso volano di comunicazione nel “sociale” sono stati gli assoluti protagonisti della IX edizione de “L’Amore è” il Charity Gala ideato e promosso da Maridì Communication teso a sostenere il progetto “Ludoteca” attivato dalla Lilt Napoli all’interno dell’Istituto Tumori Pascale. In pole position anche la Cultura intesa nella sua più ampia accezione, dalla Medicina, all’Arte, al Food &Beverage. L’evento, condotto dalla giornalista Maridi Vicedomini, si è svolto martedi sera 18 febbraio nella suggestiva cornice di Villa Mazzarella, situata a Posillipo con vista mozzafiato sul golfo partenopeo. Ad aprire la scena, una capsule di “Tellenae”, la Collezione Primavera Estate 2020 della Maison Persechino, ispirata ad un’antica città romana  il cui sito non ancora identificato, già presentata con grande successo dalla stilista Sabrina Persechino nell’edizione invernale di Altaromamoda 2020; a seguire, il defilè delle avvolgenti, preziose pellicce di Umberto Antonelli che ha  proposto  un’anteprima della prossima stagione Autunno –Inverno 2020/21 e degli originali outfit realizzati interamente a mano, frutto  di un’accurata selezione di modelli e di tessuti by Sartoria Muti di  Pina Muti, “un’artigiana del costume nel mondo dello spettacolo”.

Ospiti, per il Cinema Erica De Lisio e Giovanna De Luca, allieve della Scuola Cinema dell’ Accademia di Belle Arti di Napoli rispettivamente regista e sceneggiatrice del film breve “Nina e il cielo” tratto da un’ idea di Ester Gatta , realizzato con il sostegno di AN.TRA.CINE Film Industry (Eduardo Angeloni), produttrice esecutiva Sarah Scognamiglio in partnership con l’Accademia di Belle Arti e di Esga Trading (Ester Gatta)  insieme ad Eduardo Angeloni ed Ester Gatta, tutti premiati dal Prof Adolfo Gallipoli d’Errico, Presidente Lilt Napoli .

Premiati sempre per la sezione “Cinema”, Roberto Gasparro regista del film “Lui è mio padre” ispirato all’Umanesimo Ecologico di Papa Francesco, le cui riprese sono state appena ultimate nella città di Agropoli nel cui cast compaiano tra gli altri, Barbara Bacci, Tony Sperandeo, Massimiliano Rossi e Gianni Parisi, Giacomo Rizzo, Giovanna Rei, Ester Gatta, questi ultimi presenti alla serata. Applausi a scena aperta per il riconoscimento speciale attribuito al Maestro Giacomo Rizzo, “Principe della risata”.  Ospite della kermesse, per l’audiovisivo, anche il produttore regista Giuseppe Alessio Nuzzo reduce dal successo ottenuto all’ultima edizione del Festival di Sanremo, nel corso del quale, ha presentato con la Polizia di Stato, le prime immagini de “La Stanza1 Rhe room, film breve VR 360 3D in occasione della Giornata Nazionale contro il Bullismo ed il Cyberbullismo. Ed ancora , da menzionare, per la sezione “Arte”, l’intervento  di lOmar Hassan, l’artista che utilizza “il guantone come pennello, realizzando su tela “botte di colore”  che inaugurerà al “Pan” il prossimo 22 febbraio una mostra personale dal titolo “Sotto sopra” in allestimento fino al  28 marzo, curata da Maria Savarese, promossa dall’Assessorato della Cultura e al Turismo del Comune di Napoli

A seguire, le proiezioni del trailer di “Nina e il Cielo”, ispirato alla canzone dei Foja, testo e musica di Dario Sansone (pubblicato da Hull Heads) e del back stage del set dell’opera “Lui è mio Padre”. Molto significativi anche gli interventi   in materia di scienza, cultura, economia del noto chirurgo plastico Ivan La Rusca, puntuale sostenitore dell’assioma “il miglior risultato è quello che non si vede”, del dentista Domenico Monda, specialista in “Estetica del sorriso”. Prezioso il contributo alla mission apportato da Maurizio De Dominicis , avvocato, esperto in colpa professionale e da Maurizio e Francesco Santoro di Banca Stabiese, puntualmente sensibili al discorso della solidarietà. Ampio spazio anche alle degustazioni eno-gastronomiche by le  “Eccellenze” del Food & Beverage” quali “Caffè Kamo” che ha donato alla Lilt Napoli , trenta confezioni di tazzine d’autore, decorate dall’artista Salvatore Liberti, che sono state  a loro volta devolute a coloro che hanno  effettuato un atto di liberalità presso l’apposito desk Lilt Napoli posizionato all’interno della struttura, Confetti Maxtris, “Cuore di Sfogliatella”, “Dolce e Caffè” di Aniello e Clorinda Esposito, Smaart6 l’Italiana  birra artigianale di alta qualità, prodotta dalla famiglia Saggiomo e “Da Pasqualino al Borgo Loreto” la storica ditta del maestro pizzaiolo Giovanni Gallifuoco con la moglie Annamaria Mazzotta e le figlie Linda, Angela, Rosa, Lella, campionessa mondiale di pizza fritta e la signora Giovanna Mazzotta che in questa  sede ha  presentato  il  nuovo punto vendita “Take Away”, situato nel cuore della city napoletana  a Ponte di Tappia, in piena Toledo.