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Sabato 16 e domenica 17 dicembre primo weekend della mostra Carta Bianca Capodimonte Imaginaire

Primo weekend utile per visitare Carta Bianca Capodimonte Imaginaire, la mostra ideata da Sylvain Bellenger e Andrea Viliani con Laura Bossi Régnier, Giuliana Bruno, Gianfranco D’Amato, Marc Fumaroli,Riccardo Muti, Mariella PandolfiGiulio PaoliniPaolo PejroneVittorio Sgarbi e Francesco Vezzoli: dieci personalità attive in diversi campi del sapere che hanno accettato la sfida di allestire una propria sala-mostra nel Museo di Capodimonte scegliendo dieci opere tra le 47mila custodite.

La mostra sarà visitabile fino al 17 giugno 2018.

Ma sabato 16 e domenica 17 dicembre 2017 ci sarà anche la possibilità di partecipare a laboratori di disegno, visite guidate e performance.

sabato 16 dicembreore 11.30 e ore 16.30

Laboratorio di disegno di Caroline Peyron Quando gli occhi e le mani parlano

Sabato 16 dicembre al Museo e Real Bosco di Capodimonte il terzo appuntamento del 2017 del laboratorio di disegno a cura di Caroline Peyron, artista francese che da molti anni lavora sul disegno, come strumento per insegnare a guardare le opere nei musei. Il laboratorio di disegno Quando gli occhi e le mani parlano promosso da Amici di Capodimonte onlus anche quest’anno si rivolge ad un pubblico vasto ed eterogeneo, e mette insieme attorno all’opera d’arte adulti, adolescenti e bambini, persone che sanno disegnare con altre che non hanno mai preso una matita in mano. La partecipazione è libera, si paga il solo biglietto d’ingresso al museo. Non è necessaria la prenotazione.

Per contatti scrivere a: info@amicidicapodimonte.org

Domenica 17 dicembre, ore 11.00

visita guidata

Gli elementi del contemporaneo – Trame di terra

Domenica 17 dicembre, alle ore 11.00, per l’appuntamento domenicale mensile dedicato alle famiglie con bambini di età compresa fra i 6 e gli 11 anni, si terrà l’ultimo appuntamento del ciclo di laboratori Gli elementi del contemporaneo: una serie di incontri, ciascuno dedicato ad uno dei quattro elementi naturali, finalizzati ad avvicinare i bambini all’arte contemporanea, stimolandone la capacità di osservazione e la rielaborazione creativa attraverso esperienze ludico-formative che ne favoriscono l’interazione con i genitori.

L’appuntamento Trame di terra approfondirà l’elemento terra nella sua duplice accezione materica e simbolica. Le opere di Pignatelli, Kentridge, Kounellis, Burri, Armleder, Mertz, Clemente e Mainolfi,opportunamente illustrate da Daria Giampaglia, storica dell’arte dei Servizi Educativi di Capodimonte, aiuteranno i giovanissimi visitatori a dar vita ad originali brochure realizzate, con il supporto di mamma e papà e dell’operatrice didattica, utilizzando cartoncini colorati, veline e pastelli messi a loro disposizione.

Al termine del laboratorio, al quale è possibile partecipare gratuitamente, con il solo biglietto di ingresso del Museo, gli ‘artisti in erba’ dopo aver assemblato le loro creazioni in una sorta di installazione collettiva potranno portarle via con loro. L’attività dura circa due ore e richiede obbligo di prenotazione al numero 081 7499130 (10.00-13.00 | 15.00-17.00).

Domenica 17 dicembre, ore 17.30 (Sala Beuckelaer, primo piano)

performance

Voci fiammingoletane, 1 opera/1 poemetto di Giovanni Meola

La rassegna di performance prosegue domenica 17 dicembre 2017 ore 17.30 (Sala Beuckelaer, primo piano) con Voci fiammingoletane, 1 opera/1 poemetto di Giovanni Meola che ne cura anche la regia con Mario Faticato come autore che ha scritto un poemetto in versi sciolti in napoletano scritto a partire dalle suggestioni di Mercato in Piazza di Joachim Beuckelaer, uno dei simboli degli enormi cambiamenti avvenuti alla metà del ‘500 nel Nord Europa protestante e anticlericale. La lettura drammatizzata del poemetto crea una relazione tra ciò che il quadro mostra in bella evidenza – la vita attiva del commercio nella città di Anversa secondo la nuova coscienza protestante in totale contrasto con le opere di stampo religioso dei Cattolici che ponevano in primo piano la vita contemplativa e le opere sacre – e ciò che Faticato ha immaginato a partire da quello stesso quadro, creando così un cortocircuito magmatico di personaggi, storie, voci. Voci fiammingoletane è una lettura drammatizzata in napoletano, versi sciolti evocativi e sonori come solo questa lingua sa plasmare, sul ‘500 protestante e i fiamminghi, ispirata dal Mercato in Piazza di Joachim Beuckelaer.

Partecipazione compresa nel biglietto di ingresso al museo. 

Per ulteriori informazioni consultare il sito web www.museocapodimonte.beniculturali.it

seguire i canali social del museo (Facebook, Twitter e Instagram) oppure chiamare ufficio accoglienza: 081.7499130 o scrivere a mu-cap.accoglienza.capodimonte@beniculturali.it

 

Per raggiungere il Museo di Capodimonte:

Navetta Shuttle da Piazza Trieste e Trento (Teatro San Carlo)

Fermate a richiesta lungo il percorso

Tariffe da 2.00 euro per singola tratta per i napoletani e da 5 euro per i turisti

La notte di San Lorenzo e i giovedì d’agosto a Capodimonte: apertura serale straordinaria per ammirare le mostre in corso e le preziose collezioni

Proseguono per tutti i giovedì del mese di agosto – a partire dalla notte di San Lorenzo 10 agosto e proseguendo con il 17, 24 e 31 – le aperture serali straordinarie al Museo di Capodimonte. Un’occasione in più per ammirare al prezzo scontato di 4 euro le mostre in corso: Van Dyck nell’ambito del ciclo L’opera si racconta (sala 6, primo piano) e Jan Fabre. Naturalia e Mirabilia, a cura di Sylvain Bellenger e Laura Trisorio (sala 82, secondo piano) nell’ambito del ciclo Incontri Sensibili, che mette a confronto in questo caso due opere dell’artista belga realizzate interamente con gusci di scarabeo gioiello, elemento distintivo e ricorrente della sua ricerca – Spanish Sword (Knight of modesty) / Spada spagnola (Cavaliere di umiltà) e Railway Tracks to Death / Binari verso la Morte – con la Wunderkammer o “camera delle meraviglie”, una raccolta di curiosità tipica delle collezioni d’arte del Cinquecento e Seicento custodite al Museo di Capodimonte. 

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Educational Day AMACI la terza edizione

Domenica 9 aprile 2017 anche il museo MADRE di Napoli parteciperà al terzo Educational Day AMACI (Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani), di cui il museo regionale campano d’arte contemporanea è membro dal 2013.

Giunto alla sua 3° edizione, l’Educational Day è una giornata di attività didattiche gratuite, a cura dei Dipartimenti Educativi dei 22 musei associati, con il supporto di BNL-Gruppo BNP Paribas in qualità di main partner, e interamente dedicata ad avvicinare il pubblico, a partire da quello più giovane, le famiglie e gli studenti ai musei e all’arte contemporanea. Per questa edizione i direttori dei musei della rete AMACI hanno deciso di affidare all’artista Matteo Rubbi (Seriate, 1980) la realizzazione di un progetto inedito: Isole Fantastiche, un inaspettato giro del mondo solcando mari, esplorando isole, immaginando nuove culture.

Nella giornata di domenica 9 aprile 2017, dalle ore 10:30 alle 13:00, presso la Biblioteca del museo MADRE (primo piano), adulti, bambini e famiglie sono invitati a costruire e dare forma a delle vere e proprie “isole fantastiche”, seguendo le suggestioni fornite dai ragazzi del quarto e quinto anno della scuola primaria e del primo e secondo anno della scuola secondaria di primo grado che, durante la settimana precedente, hanno partecipato ai laboratori del Festival della Cultura Creativa ideato da ABI-Associazione Bancaria Italiana a cui ha aderito BNL, con AMACI. Le isole create durante i laboratori dagli studenti che vi parteciperanno (tracciandone forma e confini, evocandone clima e biodiversità, attribuendo loro anche un possibile nome fantastico) costituiranno la traccia e al tempo stesso le istruzioni per la realizzazione a tre dimensioni di ulteriori isole che saranno plasmate e modellate con plastilina colorata, messa a disposizione del pubblico dell’Educational Day AMACI nella giornata di domenica 9 aprile.

Alla base della proposta le Isole Fantastiche con cui l’artista Matteo Rubbi ha invitato il pubblico a una riflessione sulla natura dell’isola, che per sua stessa definizione risulta essere un’entità distinta dalle altre, separata dal mare e sempre diversa. La morfologia del suo territorio è irripetibile, così come lo sono i suoi edifici e abitanti. Le isole, tuttavia, costituiscono spesso un arcipelago, un insieme limitato nello spazio che si apre a una possibilità di rapporto, di confronto, di dialogo e di vicinanza, non solo fisica, ma spesso anche di condivisione di caratteristiche comuni. Questa interazione, rappresentata simbolicamente attraverso il sistema delle isole, può essere ripensata anche in riferimento a gruppi di persone che decidono di stare insieme: ragazzi chiamati a immaginare e creare qualcosa con altri ragazzi; visitatori che prendono parte a un progetto collettivo; relazioni che intercorrono tra istituzioni museali, territorio e pubblico.

L’Educational Day rimette, dunque, al centro la funzione educativa dei musei, in particolare dei musei d’arte contemporanea, e il loro imprescindibile legame con il territorio e il pubblico cui fanno riferimento, ribadendo che non sono asettici contenitori di oggetti o manufatti, bensì esperienze vive, aperte, inclusive che rivestono un’importante responsabilità sociale nei confronti delle loro comunità di appartenenza. I musei sono, e possono diventare sempre di più, centri di ricerca formazione permanente, piattaforme educative per l’inclusione sociale e l’integrazione culturale, occasioni di scambio e di crescita, laboratori per lo sviluppo del pensiero critico. E l’Educational Day ribadisce che, per poter esercitare questa fondamentale funzione sociale, parte integrante della loro missione istituzionale e del loro progetto culturale, i musei devono sapersi porre in una posizione di ascolto, interrogarsi continuamente sul proprio ruolo e trovare modalità sempre nuove di interagire efficacemente con un’attualità sempre più complessa, dinamica, frammentata. I musei d’arte contemporanea aderenti a AMACI ribadiscono anche in questo modo il loro importante ruolo sociale, e hanno il dovere di farlo, offrendosi come terreno di sperimentazione per nuove forme di cittadinanza culturale promuovendo e sostenendo la coesione e valorizzando al contempo appartenenze territoriali, rendendo il proprio pubblico motore consapevole di processi innovativi, dove ogni persona è protagonista della creazione e diffusione di un nuovo modo di pensare, vivere e diffondere oggi la cultura.

Tutte le attività organizzate in occasione dell’Educational Day sono gratuite.

La 3° edizione dell’Educational Day è promossa da AMACI ed è realizzata con il sostegno e il patrocinio del Mibact-Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo/Direzione Generale Arte e Architettura Contemporanee e Periferie Urbane e Direzione Generale Educazione e Ricerca e con il patrocinio della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea, della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, dell’UPI-Unione Province d’Italia, dell’ANCI-Associazione Nazionale Comuni Italiani e di ICOM Italia. L’Educational Day è stato realizzato grazie al supporto di BNLmain partner dell’iniziativa, e di Morocolor Italia, partner tecnico. AMACI ringrazia inoltre Arena Broker, in qualità di partner sostenitore dell’Associazione.

Per maggiori informazioni sull’evento:
Tel. 081.19313016 (lunedì-domenica 10:00-19:00)
www.madrenapoli.it

“La Campania ama il contemporaneo”: da aprile a settembre appuntamenti tra musica, teatro, arte, danza e itinerari

In occasione della partecipazione alla Borsa internazionale del Turismo a Milano, la Regione Campania, attraverso Scabec, ha organizzato un incontro “fuori fiera” dedicato agli operatori di settore e alla stampa per illustrare le proposte culturali del 2017 nelle arti contemporanee.

Martedì 4 aprile alle ore 11 al Museo del Novecento di Milano (Piazza Duomo), si terrà la conferenza stampa “LA CAMPANIA AMA IL CONTEMPORANEO“, dedicata agli appuntamenti e alle mostre che da aprile a settembre 2017 fanno della Regione Campania una delle mete culturali tra le più interessanti d’Europa. La conferenza stampa è moderata dal consigliere d’amministrazione di Scabec Nicola Oddati. Introduce il Consigliere per le Politiche Culturali della Presidenza della Regione Campania Sebastiano Maffettone. Le conclusioni sono affidate al Direttore Generale Politiche Culturali della Regione Campania Rosanna Romano.

Dopo il saluto dell’Assessore alla Cultura del Comune di Milano Filippo Dal Corno, sarà presentato in anteprima il programma delle nuove mostre del MADRE-Museo d’arte contemporanea Donnaregina di Napoli, fra cui le mostre che inaugureranno a maggio e il nuovo progetto Pompei@Madre. Materia archeologica, che rende l’archeologia protagonista in un museo d’arte contemporanea, relazione di cui parleranno il Direttore del MADRE Andrea Viliani e il Soprintendente di Pompei Massimo Osanna. Il sindaco di Salerno Vincenzo Napoli parlerà di Archistar e dell’itinerario da Salerno alla costiera amalfitana, con opere da Zaha Hadid a Oscar Niemeyer.  Sarà presentata un’anticipazione delle produzioni del Ravello Festival sia nel programma musicale dedicato alla danza, che vedrà quest’estate sul palco a strapiombo sul mare, tra gli altri, il compositore Philip Glass e il New York City Ballet con le scenografie di Francesco Clemente. A presentare le novità in campo teatrale sarà il direttore artistico del Napoli Teatro Festival Italia Ruggero Cappuccio, che parlerà delle produzioni internazionali e delle contaminazioni di linguaggi di questo evento che, per la sua decima edizione, ha scelto come immagine un’opera di Mimmo Paladino. E al termine l’attrice Licia Maglietta leggerà un brano tratto dal suo prossimo spettacolo, prodotto dal festival.

La conferenza stampa è organizzata da Scabec, società campana beni culturali, in collaborazione con la Fondazione Donnaregina-Museo Madre, Fondazione Campania dei Festival-Napoli Teatro Festival Italia, Fondazione Ravello-Ravello Festival, oltre che con la Soprintendenza Speciale di Pompei e il Comune di Salerno. Scabec realizza e promuovere da un anno Artecard del Contemporaneo, la card turistica che ha messo in rete i principali siti del contemporaneo in Campania, dal Museo MADRE di Napoli alla collezione Terrae Motus presso la Reggia di Caserta alle stazioni della Metropolitana dell’Arte di Napoli (www.campaniartecard.it).

Riapre il Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato

Cresce l’attesa per il Grand Opening del nuovo Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato, in calendario il prossimo 16 ottobre 2016, dopo il completamento dell’avveniristico ampliamento a forma di navicella spaziale dell’architetto di stanza a Rotterdam Maurice Nio e la riqualificazione dell’edificio originario di Italo Gamberini. Il Centro Pecci sarà infatti l’unica istituzione pubblica dedicata all’arte contemporanea in Italia, e una tra le poche in Europa, a inaugurare un nuovo edificio nel decennio 2010-2020.
Fondato nel 1988 — prima istituzione in Italia con una sede costruita ex novo per esporre, collezionare, conservare, documentare e diffondere le ricerche artistiche più avanzate — il Centro Pecci si appresta a diventare un punto di riferimento internazionale per la
sperimentazione dei molteplici linguaggi artistici contemporanei. La sua missione sarà, infatti, quella di indagare tutte le discipline della cultura contemporanea, toccando anche cinema, musica, perfoming arts, architettura, design, moda e letteratura, cercando al contempo di
avvicinare il più possibile l’arte alla società.
A questo scopo il nuovo Centro, oltre a spazi espositivi più che raddoppiati, avrà a disposizione anche l’archivio e la biblioteca specializzata, che conta un patrimonio di oltre 50.000 volumi, il teatro all’aperto, un cinema/auditorium, uno spazio performativo all’interno delle gallerie, un bookshop, un ristorante, un pub/bistrot. Sarà un luogo non solo espositivo, ma il più versatile e trasformabile possibile, basato sulla sperimentazione e la ricerca. Punterà a una relazione dinamica con il suo pubblico, divenendo un luogo particolarmente attivo con il prolungamento dell’apertura alla sera, quando alle mostre si affiancano performance, concerti e proiezioni, ma anche conferenze, laboratori e corsi per adulti.
La mostra inaugurale, intitolata La fine del mondo, a cura del direttore Fabio Cavallucci con il supporto di vari collaboratori e advisor, occuperà l’intera superficie espositiva del museo, arricchita da un fitto programma di eventi collaterali e interventi multidisciplinari. La mostra non intende manifestare una visione catastrofica e apocalittica, ma semmai dare uno sguardo al nostro presente con l’occhio della distanza, che spinge a vedere il mondo da lontano e a pensare alle incommensurabili distanze cosmiche e ai lunghissimi tempi della storia della Terra e dell’Universo, di fronte ai quali le nostre esistenze sono solo frammenti inconsistenti. La
mostra si snoderà tra spazi che aprono a un senso di silenzio e tranquillità cosmica e ambienti più frenetici e caotici, con opere di artisti internazionali come quelle dell’artista svizzero Thomas Hirschhorn, del cubano Carlos Garaicoa, del cinese Qiu Zhijie o del brasiliano Henrique Oliveira. Mescolerà tutte le arti in un flusso continuo, grazie a interventi anche di architetti, musicisti, operatori teatrali come parte integrante del percorso espositivo.
L’occasione della riapertura del Centro Pecci, al quale la Regione Toscana attribuisce il compito di coordinamento del contemporaneo in regione, darà anche l’opportunità di ospitare, nella città di Prato, una serie di eventi e mostre parallele. Tra queste un’iniziativa con grandi opere prodotta dai galleristi toscani in uno spettacolare edificio di archeologia industriale, mostre dedicate ai giovani artisti, opere negli spazi pubblici, e i progetti del recente concorso per il Parco Centrale di Prato che vede la partecipazione di alcuni dei migliori architetti e paesaggisti mondiali.
In attesa della sua riapertura, sotto la direzione di Fabio Cavallucci, il Centro Pecci ha intrapreso una serie di iniziative finalizzate a mettere al centro il dibattito, il confronto sull’attualità per tornare alle radici del “fare cultura”, attraverso numerosi strumenti di dialogo e condivisione come conferenze con personalità di fama internazionale — da Zygmunt Bauman a Luis Sepúlveda a David Grossman — o come il Forum dell’arte contemporanea italiana, primo Forum nazionale per analizzare il “sistema arte in Italia” e capire le ragioni che non lo rendono competitivo su scala internazionale.

Negli ultimi mesi il Centro Pecci ha poi spostato il dibattito sul nuovo sito internet in tre lingue – italiano, inglese e cinese – trasformato da mero canale informativo e promozionale del museo, con sezioni dedicate alle mostre, alla collezione, agli eventi e alla didattica, a piattaforma di ricerca e discussione sviluppate intorno a temi che abbracciano molteplici campi del sapere.
Lo strumento d’approfondimento all’interno del sito è il Journal, che ospita saggi, interviste, contributi di scrittori, filosofi, scienziati, teorici che investigano tutte le complesse sfaccettature della contemporaneità: un luogo partecipato, interattivo e aperto a tutti coloro che vorranno anche nei prossimi mesi alimentare il dibattito, con commenti, integrazioni, proposte.
Il Journal è anche lo spazio virtuale di “costruzione” della mostra inaugurale e sarà arricchito di volta in volta da anticipazioni, video e foto, interviste coi protagonisti della mostra. Un esperimento che riformula il concetto stesso di esclusività dell’informazione, anticipando i
contenuti, mettendoli a disposizione di tutti e soprattutto modificandoli progressivamente a seconda della partecipazione del pubblico, del flusso di contributi e degli stimoli ricevuti.

Dall’autunno, in concomitanza con la riapertura, il Centro Pecci organizzerà presso BASE Milano (negli spazi ex-Ansaldo) delle anteprime e incontri sul tema dell’arte contemporanea.

Con il Pietrarsa Express un viaggio indietro nel tempo

Un appuntamento al mese per recarsi al Museo di Pietrarsa (Napoli) vivendo l’emozione di un breve viaggio a bordo delle carrozze d’epoca. Il prossimo appuntamento è previsto per domenica 3 aprile; seguiranno altri appuntamenti nei giorni 1 maggio, 5 giugno, 3 luglio, 7 agosto, 4 settembre, 2 ottobre, 6 novembre, 4 dicembre.

La composizione del Pietrarsa Express
Il Pietrarsa Express, trainato dalla locomotiva elettrica E626.428, è formato da cinque carrozze tipo “Centoporte” (4 della serie 36.000 e 1 della serie 39.000). Il convoglio proviene dal deposito di Palermo, utilizzato come hub dei treni storici della Fondazione FS organizzati in Sicilia.

La Locomotiva E626
Le locomotive a 3000V c.c. del gruppo E626, progettate nel 1926 e prodotte in 448 esemplari su tre differenti serie dal 1927 al 1939, risulteranno essere dei veri e propri “muli della rotaia”. Esse nacquero sostanzialmente come locomotive multiruolo, ma con l’entrata in servizio delle E428, molto più veloci e potenti, saranno adibite principalmente al traino dei treni merci, di quelli viaggiatori locali ed alle spinte in coda ai convogli pesanti sui tratti acclivi. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, alcune di queste macchine si ritroveranno disseminate in varie parti d’Europa, cosicché diciassette resteranno in Jugoslavia e saranno acquisite da quelle ferrovie, mentre altre quattro andranno ad incrementare il parco rotabili cecoslovacco. Dismesse dall’esercizio nel 1999, ad oggi diciotto di esse (alcune di proprietà FS, altre invece di reti concessionarie) risultano tuttora in piena efficienza e trovano utilizzo alla testa dei treni storici o in coda agli stessi, in sussidio alla trazione vapore.
Nella cinematografia italiana le locomotive di questo gruppo appaiono in molte pellicole. Ad esempio, questa tipologia di locomotiva fu protagonista nel film “Il rapido delle 13.30” di Ruggero Deodato (1972) dove la macchina è ripresa anche al suo interno durante la corsa. In “Accadde tra le sbarre” di Giorgio Cristallini poi, un’ altra E626 è catturata alla testa di un treno che corre sulla Roma-Pescara, in una delle scene più lunghe del film. Per finire, un’altra E626 è inquadrata nel film “La stazione”, drammatico di Sergio Rubini del 1990.

Carrozza “Centoporte”
Le carrozze del tipo “Centoporte”, progettate nel 1928 e costruite a partire dal 1931 e fino al 1951 (con una pausa fra il 1940 e il 1947), furono le prime carrozze italiane realizzate in cassa metallica, anziché in legno. Con una capacità di settantotto posti a sedere, dotate di impianto di riscaldamento a vapore o elettrico, esse erano concepite per soddisfare l’elevata domanda di mobilità su tratte particolarmente affollate. Proprio per agevolare le operazioni di salita e discesa dei viaggiatori, erano dotate di un elevato numero di porte distribuite per tutta la lunghezza delle fiancate, che potevano arrivare fino a dieci per ciascun lato.
Questa tipologia di carrozze fu riclassificata con la denominazione attuale nel 1956, in occasione dell’abolizione della terza classe dai treni italiani. La colorazione originale delle prime vetture Centoporte era il verde vagone, abbandonato in favore del castano Isabella nel 1935 e del castano semplice nel 1963. Gli anni Settanta vedranno queste vetture nella loro ultima tonalità prima della dismissione, quella grigio ardesia.
Ad oggi sopravvivono ancora cinquantadue esemplari delle diverse serie prodotte e tutti sono utilizzati nelle composizioni dei numerosi treni d’epoca, che la Fondazione delle Ferrovie dello Stato Italiane organizza ogni anno lungo itinerari di grande valenza storica e paesaggistica. Queste vetture sono, in assoluto, le più filmate nella storia della cinematografia nazionale.

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Grand Tour di Campania>Artecard: ultimi appuntamenti al Museo del Tessile e dell’Abbigliamento

Tre appuntamenti dedicati all’Artigianato chiudono il programma di “Viaggio in Campania. Sulle orme del Grand Tour”, il progetto di valorizzazione e promozione culturale realizzato dalla Scabec, che a partire dallo scorso mese di maggio ha proposto oltre 110 eventi su cinque grandi temi d’eccellenza – Musica, Sapori, Vini, Notte e Artigianato – alla scoperta dei più importanti siti e musei della Campania.

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Il museo MADRE partecipa al MuseumSelfie Day su Twitter

Il museo MADRE di Napoli partecipa mercoledì 20 gennaio 2016 al MuseumSelfie Day su Twitter, nuova edizione della giornata internazionale che celebra il rapporto dei visitatori con i loro musei preferiti. L’iniziativa è promossa da Mar Dixon e Culture Themes, già animatori di altre iniziative che mettono in relazione il mondo dei musei e il pubblico digitale, come l’AskACurator Day, a cui il MADRE ha partecipato nel 2014 e 2015.

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