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Mika al Giffoni Film Festival: “questo posto mi ricarica”

L’incontro di Mika con le giurie del Giffoni Film Festival è come un viaggio che ha le sue canzoni come colonna sonora: una ragazza del Qatar gli chiede l’ispirazione di Lollipop, un giovane bielorusso confessa che gli ha rubato il cuore con Elle me dit. E la popstar di origini libanesi risponde alle curiosità e ai complimenti con il candore e l’entusiasmo di sempre, con una piccola-grande premessa: “Sono tornato in questo festival perché qui si respira un’energia che mi permette di dimenticare quello che non mi piace del mondo della musica. Quando vado via da Giffoni mi riscopro meno cinico, questo posto mi ricarica. E sapete una cosa? Giffoni è uno dei più bei ricordi dei miei ultimi anni e il più bello in assoluto del mio 2016”. A chi gli ha chiesto come si fa a restare se stessi in un mondo che richiede omologazione e conformismo ha detto: “Se qualcuno mi dice che sono strano lo prendo come un complimento, è essenziale e importante esserlo perché l’individualità è il coraggio di trovare la propria strada attraverso l’amore”. I rischi, ha detto, li ha presi nella musica ma anche in tv e in autunno infatti torna su Rai due con la seconda stagione di Casa Mika: “mi piace parlare del teatro delle meraviglie, uno spazio in cui racconto quello che fa paura o non si conosce, come l’opera, ma non in maniera noiosa; d’altronde il pop è questo: canta cose serie in toni allegri”.

Margherita Buy al Giffoni Film Festival: “I ragazzi sono una garanzia di rinnovamento”

Un palmarès da record e da stasera un altro riconoscimento in bacheca per Margherita Buy, ospite della seconda giornata del Giffoni Film Festival che le riserva il Giffoni Experience Award. Un modo per sottolineare la straordinaria carriera di un’attrice, acclamata dalla giuria internazionale della 47esima edizione sull’onda del successo di Piccoli Crimini Quotidiani, di Alex Infascelli, che l’ha vista al fianco di Sergio Castellitto. “È stata un’esperienza incredibile, diversa da ogni altra cosa fatta prima e questo mi piace” racconta ai ragazzi in sala Truffaut, che le chiedono, inevitabilmente, consigli sulla carriera dell’attore. “Già sentire una vocazione è un dono, in un’epoca in cui sembra essere disinteressati a tutto, ma bisogna studiare” confida al giovane pubblico.

La chiave è la fiducia in se stessi, anche se messa a dura prova dal giudizio degli altri, tanto più nell’epoca di Internet “che ti mette a contatto con critiche spesso ingiuste ed espresse talvolta senza sapere di cosa si parla. Alla fine il giudizio vero lo dà il pubblico. A chi tra voi avrà voglia di fare il critico dico di studiare: c’è una superficialità preoccupante nel giudizio di quel che è importante in un film e in generale del lavoro altrui“.
Nella sua carriera del resto, dice, “ho sempre raccontato quello che mi interessa raccontare, anche rifiutando ruoli magari più comodi, più divertenti” ribadisce la Buy che non si sbilancia, però, sui prossimi progetti: “Cosa verrà dopo? Non lo so. Magari dovrei fare un po’ di teatro… mi fa bene” aggiunge quasi distrattamente.
La sua capacità di rinnovarsi sempre in una carriera che procede tra cinema, teatro e tv incuriosisce i ragazzi, che le chiedono come riesca a rigenerarsi sempre, tanto più in un’epoca di cambiamenti rapidi come la nostra: “Mia figlia è la mia garanzia di rinnovamento, lo sono i ragazzi” ai quali consiglia di ribellarsi anche ai genitori troppo protettivi, come lei. “Ho una figlia di 16 anni alla quale io sto dando tutto, togliendole magari il desiderio di volere e di combattere per qualcosa. Voi però ribellatevi, fate cose creative, opponetevi a questo mondo che vi rende piatti, che vi schiaccia con questi cellulari e inseguite i vostri sogni“. E il cinema è uno spazio di libertà, anche per i ragazzi, “che almeno per due ore si allontanano dai cellulari“. Anche questa è la magia di Giffoni.

 

 

Une legge che tuteli i sogni d’arte dei ragazzi: l’appello di Francesco Apolloni e Francesco Montanari dal Giffoni Film Festival

Masterclass non è solo cinema. Grazie alle importanti partnership portate avanti dal Giffoni Film Festival, i ragazzi della sezione over 18 hanno avuto modo di dibattere e di confrontarsi con Elio Lo Cascio sull’azione sinergica che Save the children compie in Italia da diversi anni attraverso il sostegno dei Punti Luce. Padrini d’eccezione i due famosi attori Francesco Montanari e Francesco Apolloni.
Sin da bambino sognavo di poter essere parte del dorato mondo dell’arte, ma senza la presenza e i mezzi offerti dalla mia famiglia probabilmente quella sarebbe rimasta unicamente un’ambizione irrealizzabile”, ha chiarito Francesco Montanari, uno dei volti simbolo della fiction italiana di qualità.Save the Children, da questo punto di vista, costituisce realmente un faro nella notte: attraverso i Punti luce, centri di raccolta e di aggregazione emersi in alcuni dei quartieri simbolo del degrado cittadino, tantissimi volontari si impegnano quotidianamente a concretizzare un sogno o un’ispirazione di vita“.
Il progetto umanitario, che ha trovato resa attraverso spazi ad alta densità educativa, permette a bambini e famiglie di usufruire di diverse attività – sostegno allo studio, laboratori artistici e musicali, gioco, attività motoria, promozione della lettura, accesso alle nuove tecnologie, consulenze pedagogiche -, così da ridurre il gap sociale sempre più evidente all’interno delle grandi città. “Sono felice di poter raccontare di esempi virtuosi come quelli portati avanti da Save the children –  ha aggiunto Francesco Apolloni -. Essere parte di questa grande famiglia ha aiutato me in primis, permettendomi di coltivare e salvare il bambino che porto dentro. E non è un caso ne abbia scelto sottolinearlo da un luogo come il Giffoni Film Festival: venga quanto prima istituita una legge che stimoli e tuteli i sogni d’arte dei nostri ragazzi“.