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Sergio Assisi incontra il pubblico del Duel Village

Sguardo sornione, battuta sempre pronta, sorriso rassicurante. In due parole: Sergio Assisi alias Barnaba. Questo il nome del personaggio interpretato dall’attore napoletano nel suo primo film da regista “A Napoli non piove mai” che sarà presentato al Duel Village di Caserta domenica 4 ottobre alle ore 20:30. Sul palco del cine-teatro di via Borsellino, Sergio Assisi sarà affiancato da Ernesto Lama e Massimo Andrei. Tre personaggi molto particolari alle prese con una commedia, spontanea e fresca, che mette in scena tre diverse sindromi sullo sfondo di un Sud ricco di tesori nascosti. Il film, di cui Assisi è anche autore e produttore, è stato girato infatti in alcuni dei beni monumentali più belli di Napoli. Tra le location la Chiesa di Santa Marta, Castel dell’Ovo e il Maschio Angioino, la Villa Vannucchi di San Giorgio a Cremano e tanti quartieri caratteristici come Posillipo, Mergellina, Montecalvario, Chiaia e Vomero. Nel cast anche Valentina Corti, Francesco Paolantoni, Nunzia Schiano, Gaetano Amato, Benedetto Casillo e tanti altri. Reduce dal successo della commedia teatrale “Oggi sto da Dio” di cui è coautore e interprete, Sergio Assisi, divenuto famoso grazie a serie televisive di successo come “Capri” e “Il commissario Nardone” e ruoli cinematografici di spessore come il re Ferdinando IV di Borbone nel lungometraggio di Lina Wertmuller, si prepara ora a girare l’Italia e l’Europa con questo progetto filmico che ha ottenuto il riconoscimento di interesse culturale dal Mibact. “A Napoli non piove mai” ha infatti l’obiettivo dichiarato di promuovere la città, da un punto di vista turistico e culturale, non soltanto sul territorio nazionale, ma anche all’estero.

 

LA TRAMA

Dopo l’ennesimo litigio col padre, che ogni giorno gli ripete di trovarsi un lavoro stabile e la rottura con la fidanzata che lo accusa di soffrire della sindrome di Peter Pan, Barnaba (Sergio Assisi) decide di andare via di casa. L’unico a dargli ospitalità è Jacopo (Ernesto Lama), un suo vecchio compagno di scuola che soffre della sindrome dell’abbandono, e che tenta continuamente il suicidio. Intanto in una città del nord Sonia (Valentina Corti), che ha appena discusso la tesi di dottorato, pur di sfuggire al padre che la vorrebbe a lavorare in azienda con lui, decide di accettare un lavoro di restauro in una piccola chiesa di Napoli. Il problema è che soffre della sindrome di Stendhal che la fa svenire di fronte alle opere d’arte. Certo che San Gennaro possa fargli il miracolo di ricaricargli il bancomat, Barnaba continua a pregare il santo proprio nella chiesa dove arriva Sonia per restaurare un dipinto. L’incontro tra Barnaba, Sonia e Jacopo porterà questi tre personaggi a superare le rispettive “sindromi” e affrontare la vita con ottimismo e positività, come se ci fosse sempre il sole, convinti che tanto a Napoli non piove mai…

 

“Barbara ed Io” da oggi in tutte le sale cinematografiche

BARBARA ED IO”, dal 17 settembre al cinema (distribuito da ARTURO MARIO PRODUCTION e EASYCINEMA), racconta, in un’atmosfera paradossale, le vite della bella Barbara (Martina Colombari) e del simpatico ma goffo IO (Raffaele Esposito). Barbara vive a Roma col marito Alfredo (Blas Roca Ray), un uomo arrogante e machilista e travolgerà il goffo e misogino Io, che vive a Napoli e mai è stato travolto da una passione tanto improvvisa e assolutamente senza limiti che ne sconvolgerà la vita, per poi svanire repentinamente. Io abita a Napoli, Barbara a Roma. I due sono amici e quando incidentalmente si rincontrano scatta una scintilla per cui finiscono per innamorarsi di un amore passionale e travolgente. Dopo mille promesse e mille progetti lei ovviamente ritornerà dal suo uomo lasciando l’altro alle prese con l’ennesima delusione. In una girandola di storie, sentimenti, racconti di personalità semplici e complesse, feroci e umani allo stesso tempo, scorre la vita, che finisce per imitare la cattiva televisione. La città di Napoli sarà l’altra protagonista della storia di “BARBARA ED IO”, nella sua veste più contraddittoria, romantica e tragicomica, palcoscenico, sfondo e orizzonte di sentimenti e situazioni forti, quali amori, matrimoni, tradimenti, figli, relazioni familiari, amicizie vere…

Note di regia
Quando la vita imita la cattiva televisione. Nelle quotidiane vicende c’è tanto di filosofico, di grande che spesso non ce ne accorgiamo, se non quando tutto esplode in un paradosso che ci stupisce ma che era già visibile senza che noi ci sforzassimo di vederlo. Ed ecco che tutto sembra buffo, comico, grottesco che altro non è che il modo di esorcizzare la tragedia o l’altra sua faccia. Lei, sposata con un figlio, vessata da un marito violento; lui un po’ misogino, alla ricerca di un sentimento vero. Lei abita a Roma, lui a Napoli, i due sono amici e quando incidentalmente si rincontrano scatta una scintilla per cui i due finiscono per innamorarsi di un amore passionale e travolgente. La storia si dipana in un anno di vita insieme. E dentro ci sono tutti gli ingredienti di un riscatto umano da parte della donna grazie all’amore e alla poesia romantica di lui. Ma tutti avvinti da una nevrosi moderna. Tutto sembra andare per il meglio comunque, ma dopo mille promesse e mille progetti lei ovviamente ritornerà dal suo uomo lasciando l’altro alle prese con l’ennesima delusione.

barbara e io locandina

“PER AMOR VOSTRO”: il film con Valeria Golino oggi alla Mostra del Cinema di Venezia. Dal 17 settembre in sala

Anna (Valeria Golino), la protagonista assoluta del film, è stata una bambina spavalda e coraggiosa. Ma a causa dei tanti e diversi stimoli esterni, che generano confusione soprattutto nei soggetti più sensibili, non sempre la crescita è evoluzione… Da grande Anna diventa una donna, una femmina napoletana in tutto e per tutto: questo è bene sottolinearlo in quanto quel senso di altruismo che generalmente connota il gentil sesso, nelle femmine napoletane diviene talvolta estremo senso del sacrificio. Le mamme napoletane (Anna è mamma amorevole di tre adolescenti, due ragazze e un ragazzo sordo, infatti le scene in casa sono quasi tutte in lingua dei segni) sono apprensive, annullano se stesse pur di aiutare i propri figli; le donne napoletane dedicano intere giornate alla casa e ai propri mariti, ne subiscono lo stress, ne camuffano gli errori, a volte ne sono vittima (Anna per quieto vivere sorvola sulle attività del marito). Una frase significativa del film, che pronuncia la protagonista, è: “a furia di dirlo sono diventata anch’io una cosa da niente”. In conseguenza a tutte le scelte che è stata costretta a fare per il bene dei suoi cari – “per amore vostro” per l’appunto -, Anna si è annullata; a forza di essere succube è diventata refrattaria a qualsiasi stimolo esterno, un colore vale l’altro, diventa “una cosa da niente”… Vive insomma una vita in bianco e nero! L’unica cosa che non è stata contaminata dal suo sguardo grigio è il mare, nonostante affermi di averne paura. Perché è rassicurante, dopo la tempesta ritorna comunque bello, ancora più bello…


Solo alla fine del film Anna riprende a vedere il mondo a colori, quando ritrova il “coraggio di vivere” e si libera dai fantasmi del passato Inizia un nuovo lavoro (suggeritrice per la televisione) e incontra Michele (Adriano Giannini), un attore del quale si innamora: quell’”amore” che ai tempi del suo matrimonio era illusione, diventa amore vero; Michele riesce a toccarle le pieghe del suo essere e a ridarle quella speranza che ormai aveva perso da tempo. Un film che ci spinge a riflettere su quanto siamo “esseri consapevoli”, che ci ricorda di vivere non subendo gli errori e le ripetizioni, evitando le scelte “di comodo” che forse tanto comode non sono…
I temi della criminalità organizzata, del lavoro precario, della povertà del sud Italia, ma anche dell’amore per la famiglia, delle tradizioni popolari napoletane sono sempre molto presenti in tutto il film.
“Per amor vostro” è in concorso al 72° Festival Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. La proiezione ufficiale avverrà oggi, 11 settembre. Il film uscirà in sala il 17 settembre.


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