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Microfinanza e Fondi Strutturali 2014-2020: Inclusione, Coesione e Sviluppo

La “giornata” è stata organizzata dalla Onlus Finetica, dalla Rete Italiana di Microfinanza (RITMI) e dall’Associazione Nazionale Studio Problemi Credito (ANSPC), nell’ambito di una comune e condivisa “visione” del Microcredito e della Microfinanza, che è sfociata nella pubblicazione di un “Manifesto” laddove, dice Ercole Pellicanò, Presidente dell’ANSPC “… Bisogna capire cosa non ha funzionato nella fase di attuazione all’articolo 111 del TUB, ad impedire l’affermarsi della figura dell’Operatore di Microcredito. Doveva essere questa un’importante occasione per moltiplicare ed estendere l’offerta di servizi finanziari inclusivi sull’intero territorio nazionale. Solo un’offerta di prossimità, professionalmente capace e socialmente sensibile, consentirà di dare risposte a un’enorme domanda di credito attualmente insoddisfatta…”.

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E’ il momento di investire in borsa, “Birkin” ovviamente!

I mercati sono fluttuanti, ragion per cui comprare azioni o investire nell’oro al giorno d’oggi non è poi così conveniente… Sembra invece che investire in “Birkin“, l’iconica it-bag di casa Hermès dedicata all’attrice e cantante inglese Jane, rappresenterebbe una garanzia per il futuro. Lo studio è stato riportato sul sito americano Baghunter, e riportato dal quotidiano “The Independent“: negli ultimi 35 anni l’it-bag della maison di Faubourg St. Honoré ha visto un rialzo del valore del 500%, senza mai subire un decremento di valore nel mercato statunitense.
Acquistare una “Birkin”, insomma, rappresenterebbe una vera e propria fortuna in termini di patrimonio. Lo studio rivela inoltre che se dal 1980 l’oro ha registrato un decremento di valore a un tasso del 1,5% l’anno, quello della Birkin è salito del 14,2%, facendo dell”it-bag “l’investimento più sicuro e meno volatile sul mercato”.

Nel complesso – ha detto la fondatrice di Baghunter Evelyn Fox i risultati dello studio mostrano come il settore ultra-lusso sia rimasto stabile nel corso degli ultimi 35 anni rispetto alle tradizionali forme di investimento. In particolare, gli oggetti rari e preziosi come la “Birkin” di Hermès non sono mai scesi di valore, anche durante i periodi di recessione e di difficoltà economica“.

Declinata in cuoio, vitello, struzzo, e in coccodrillo, la “Birkin” fu ribattezzata così nel 1984, dopo che Jane Birkin, seduta accanto all’allora presidente di Hermès Jean-Louis Dumas durante un volo, gli raccontò la propria difficoltà nel trovare una borsa che fosse comoda e femminile al tempo stesso. Dumas ne realizzò in seguito un prototipo e gliela fece arrivare a casa, dando inizio a una vera leggenda del lusso.
Da allora, le celebrities, da Victoria Beckham (che ne avrebbe la più grande collezione al mondo) a Kim Kardashian, fanno a gara per sfoggiare i modelli più costosi o quelli in edizione limitata. Nonostante la “Birkin” sia tra le borse più richieste al mondo, ancora oggi risulta inaccessibile ai più: per ottenerla si deve passare per liste d’attesa che sfiorano i sei anni, e il suo prezzo oscilla tra i 6.000 euro (per la versione base) e i 100.000 (per i modelli in coccodrillo e struzzo).