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La pioggia non ferma il secondo Presepe della Maddalena

Nonostante maltempo e pioggia tantissime persone hanno affollato la Maddalena per la seconda edizione del presepe vivente “Na Luce dint’a Matalena”, alla sua seconda edizione.

Per il secondo anno di fila l’area di Vico Sopramuro e via Postica Vecchia si è trasformata in una Betlemme a cielo aperto. Maestro di cerimonie un Pulcinella che fa da trait-d’union tra napoletanità e cristianità. Tante le donazioni che vanno a finanziare le attività – in un territorio complesso a ridosso di Forcella – dell’oratorio di San Giuda Taddeo e dell’Annunziata Maggiore, motore dell’iniziativa che ha raccolto attorno a sé decine di adesioni volontarie per la messa in scena del presepe vivente.

Di questa esperienza – spiega il parroco dell’Annunziata Maggiore Luigi Calemmeporterò nel cuore la tenacia e la compattezza di tutti, perché si poteva dire ‘interrompiamo le danze’ con delle condizioni meteorologiche davvero avverse. Invece ci si è incoraggiati a vicenda: questa è l’espressione più bella di una comunità che sta crescendo e si sta fortificando”.

L’apporto di tutto il quartiere – continua Calemme – si è rivelato importante ancor più dell’anno scorso. Anche chi non è strettamente legato alla comunità parrocchiale c’è stato fattivamente in termini di organizzazione e partecipazione”.

Il messaggio che viene fuori – conclude Calemme – è insistere nonostante le contrarietà. E non mi riferisco solo a pioggia e grandine. La Maddalena ha mostrato il suo lato umano, con persone pronte a rinunciare a qualcosa (come i propri spazi) in funzione della comunità. Questo è significativo. Il presepe diventa anche ripristino della legalità. Senza legalità non si va da nessuna parte”.


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‘Na Luce dint’â Matalèna, seconda edizione del presepe vivente della Maddalena contro violenza e abbandono

Dopo la prima edizione, dedicata alla memoria di Maikol Giuseppe Russo (vittima innocente della criminalità, raggiunto da un proiettile vagante durante una stesa), torna il Presepe Vivente della Maddalena “‘Na Luce dint’â Matalèna”. L’idea di base è la stessa: aprire le case di quel rione a cavallo tra Forcella e Piazza Garibaldi all’intera città. Via Postica Maddalena, Vico Sopramuro e tutta l’area diverranno un presepe che invade strade e case, con tante luci accese su una zona che troppo spesso balza agli onori della cronaca per ben altre dinamiche: spari, truffe, illegalità diffusa. L’appuntamento è per il 28 dicembre dalle 17:00 alle 20:00.

Variegato il programma: oltre ai figuranti in costume arte e musica, con gli interventi musicali del Coro della Basilica del Carmine Maggiore e la Banda Musicale don Bosco.

Questa manifestazione – spiega Don Luigi Calemme, parroco della Chiesa dell’Annunziata Maggiore – vuole essere un’opportunità che il quartiere vive nella distensione delle festività natalizie per dimostrare che è una porzione viva della città di Napoli. Far parlare della Maddalena non per gli episodi criminali significa offrire l’immagine autentica di persone che riescono a trasformare davvero ‘le spade in falci’. Il 28 dicembre vivremo insieme, quindi, una manifestazione sì religiosa, ma che sarà anche la celebrazione di energie positive a 360 gradi dove anche l’arte troverà il suo spazio. Pulcinella sarà quasi un Maestro di cerimonie, che inviterà a volgere lo sguardo verso quella stalla (la cappella dell’Arciconfraternita S. Maria delle Grazie dei Bianchi detta dei Verdummari) dove la Sacra Famiglia ci ricorderà di non perdere di vista l’essenziale”.

La Chiesa – continua Calemme – è promotrice di questo movimento costruttivo di idee, ma il Presepe vivente si estende in maniera ampia, totale, assoluta, coinvolgendo tanto i bambini della catechesi quanto i ragazzi dell’oratorio con le rispettive famiglie, fino alle associazioni di volontariato. Quest’anno Asso.Gio.Ca, che opera su Piazza Mercato e dintorni, metterà a disposizione i suoi talenti per allargare la famiglia dei figuranti”.

Il successo inatteso ed indimenticabile dello scorso anno – conclude Calemme – ci ha incoraggiati a ricostruire questo momento comunitario che sia l’augurio per un anno sereno dove gli unici fuochi che vogliamo vedere sono quelli che partono dai cuori di chi l’amore per la sua città lo vive in maniera crea(t)tiva”.


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