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Galalite, bachelite & Co. 121 impugnature d’ombrello e altre meraviglie

La storia raccontata in questa mostra è curiosa: un ricco campionario di impugnature di ombrello in galalite (“corno artificiale”) prodotte artigianalmente a Casalmaggiore negli anni Cinquanta da Fulvio Rangoni e Umberto Ghezzi, mai arrivate sul mercato perché “bruciate” dalla scoperta e dalla diffusione del Moplen, plastica ben più economica e adatta a riprodurre in serie ogni oggetto… compresi manici per parasole/parapioggia. Nonostante il mancato decollo della ditta FAIO, quelle impugnature di ombrello sono a testimoniare ancora oggi le capacità artigianali ed artistiche che hanno saputo raggiungere Rangoni e Ghezzi, la tecnica e l’inventiva un po’ “guascone” che purtroppo non hanno tenuto conto dell’evolversi dei tempi. Custodite negli anni, quelle impugnature di ombrello in resina ora sono patrimonio di tutta la città, donate da Franco Rangoni e Ariela Ghezzi al Comune di Casalmaggiore e conservate – dopo la mostra –  presso quello scrigno di eccellenze casalasche che è la Scuola Bottoli, sezione staccata del Museo Diotti, di cui è conservatore Valter Rosa.

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Di sole e d’azzurro, la collezione Celeste di Dori Csengeri

Lo stile inconfondibile di Dori Csengeri emerge in tutta la sua creatività con la linea Celeste in cui importanti sautoir, bracciali, orecchini e pendenti hanno un tocco glamour in più evocando giocosi motivi floreali stilizzati.
Esplosioni turchesi, tocchi di rosso, sfumature dorate, creano uno stile elegante e ricco di personalità. Forme artistiche, tratti inconfondibili e colori affascinanti come solo la designer israeliana sa interpretare nei suoi accessori d’autore più sfiziosi. Un sottile incanto si nasconde dietro ogni singola creazione di Dori Csengeri, sempre più sorprendente nella sua radiosa femminilità.
I materiali utilizzati per la collezione Celeste sono: cabochons turchesi, cristalli e cupchains Swarovski, perle in vetro e Miyuki.
L’universo fantastico di Dori Csengeri si ispira alla storia del costume, alla moda contemporanea, all’arte. La sensibilità per il colore, la lunga tradizione del ricamo a mano, la conoscenza del design tessile sono alla base delle sue creazioni. Le collezioni di Dori Csengeri spaziano dall’alta moda a una selezione di bijoux prêt-à-porter. Sensuali e sorprendentemente leggeri da indossare, i bijoux della designer israeliana distribuiti in Italia da Aibijoux, racchiudono delicati inserti con cabochon, pietre raffinate, cristalli, perle bohème, conchiglie, legno o metallo foderati in cuoio per addolcirne la vestibilità. Sono creazioni che suggeriscono disinvoltura, grazia ed eleganza. “Nella fase di progettazione visualizzo la donna che indosserà il mio gioiello. Una donna che si distingue per uno stile definito e personalità. Cerco di creare per lei qualcosa di diverso, fresco ed emozionante, affinché possa entrare nel gioco della moda con me ed essere partecipe della creazione della propria immagine”.
Dori Csengeri collabora regolarmente con l’Atelier Swarovski. Recentemente ha realizzato due linee per la collezione Atelier Swarovski e ha disegnato i gioielli per la linea di tendenza Swarovski CRYSTALLIZED™. Alla base della formazione di Dori c’è lo studio del design tessile: si è laureata al “Shenkar” College of Fashion di Tel Aviv, in seguito si è specializzata in design del tessuto presso la Total Fabrics a Manchester e nello studio di Cyril Kowalewsky a Parigi. Per molti anni ha praticato la professione di disegnatrice tessile freelance sia in Israele che all’estero. Ha completato la formazione con studi di Storia dell’Arte all’Università di Zurigo e di pittura all’Accadémie de Port Royal a Parigi.

Indossare la Bellezza. La grande bigiotteria italiana in mostra al Museo del Bijou di Casalmaggiore

La storica e critica del gioiello Bianca Cappello è la curatrice di una nuova mostra sulla grande bigiotteria italiana. Una selezione che conta oltre 100 bijoux, la maggior parte dei quali inediti, si potrà ammirare grazie alla mostra
dal titolo Indossare la Bellezza. La grande bigiotteria italiana.
Dopo il successo di media e di pubblico che l’evento ha riscosso presso l’Istituto Italiano di Cultura di Belgrado lo scorso dicembre, l’esposizione arriva per la prima volta anche in Italia e sarà ospitata presso il Museo del Bijou di Casalmaggiore dal 19 marzo al 26 maggio. La mostra è organizzata dal Comune di Casalmaggiore con la partecipazione dell’associazione Amici del Museo del Bijou, il patrocinio di Fondazione Cologni Mestieri d’Arte e dell’Istituto Italiano di Cultura di Belgrado.
Bijoux ideati e realizzati in Italia dalla fine dell’Ottocento ai giorni nostri provenienti da prestigiose collezioni private, enti pubblici, archivi e musei aziendali.
Una sorprendente esposizione dove l’arte, la sapienza artigianale, il design e l’inventiva nella ricerca dei materiali non preziosi tipici della tradizione regionale italiana (tra cui il vetro di Murano, il corallo di Torre del Greco, la
paglia di Firenze, il micro mosaico romano) testimoniano il susseguirsi delle mode e degli eventi storici italiani negli oltre 150 anni di unità nazionale.
Bianca Cappello con questa attenta selezione, e con la serie di mostre in calendario nei prossimi mesi, si propone di valorizzare e divulgare la cultura del bijou italiano con la vocazione di affermare il Museo del Bijou di Casalmaggiore, unico in Italia dedicato a questo argomento, quale polo attrattivo d’eccellenza in Italia e nel mondo.
Si potranno ammirare, tra gli altri, il sautoir decò con perle millefiori di Ercole Moretti, le spille inzio secolo dei Fratelli Traversari, i girocolli firmati Moschino, Armani e Ugo Correani, i bijoux di Bozart per Tita Rossi alta moda, quelli di Luciana de Reutern e Coppola e Toppo per Ken Scott e gli splendidi bijoux di Pellini che, da Emma Caimi a Donatella, è oggi alla terza generazione di una gloriosa stirpe di bigiottieri milanesi. E ancora in mostra le creazioni di Giuliano Fratti, uno dei più importanti bigiottieri italiani insieme agli ornamenti per il corpo firmati Bijoux Cascio, Sharra PaganoAngela Caputi, Carlo Zini, Unger, Ornella Bijoux, De Liguoro, Artigiana Fiorentina Bigiotteria, Sorelle Sent. Una sezione a parte è dedicata ai bijoux pezzi unici realizzati da Corbella negli anni ’30 per il teatro la Scala di Milano.
Creazioni splendide, talvolta audaci, altre volte dall’ironia disarmante, sempre capaci di far correre la fantasia su fili preziosi, tutti rigorosamente Made in Italy.
Questo è possibile perché la bigiotteria – spiega la curatrice Bianca Cappello – come gioiello popolare è più di ogni altro oggetto a contatto con le persone e con le loro idee e gusti e, mentre il gioiello parla a determinate élite sociali
ed è simbolo di status e di potere, la bigiotteria, sia quella di imitazione che fantasia, esprime il gusto di una collettività mappandone orizzontalmente le varie espressioni culturali. Parlare di bigiotteria italiana significa raccontare la storia delle abitudini e dei costumi di un popolo che, costituitosi in tempi abbastanza recenti in unità nazionale, si è costantemente adoperato per evolvere la moltitudine di caratteristiche estetiche e formali delle tradizioni locali che lo compongono per creare un codice condiviso e identificativo sotto l’egida della Bellezza”.
Il catalogo della mostra è edito da Sillabe.

 

Le proposte di di Sence Copenhagen e Kurshuni per la primavera

Si alza il sipario. Comincia la stagione più frizzante, ouverture di una passerella infinita di proposte immagine, miscela esaltante di tinte calde e di tagli freschi.
Affascinanti tendenze di mezza stagione che alternano interpretazioni nordiche e mediterranee, in un pout pourri di look che dal minimal sconfinano nel ricercato e sfizioso.
Casual o chic, a recitare il ruolo di protagonista è l’accessorio d’autore, sempre pronto a impreziosire ogni attimo, ogni occasione.
Nelle sconfinate collezioni di Sence Copenhagen, bracciali, anelli, collane, charm danno forma a una fashion jewellery estrosa e stuzzicante, di carattere e personalità, “immaginario” della donna del nuovo millennio. Semplicemente brillante.
Nel fascino di una tradizione artistica, i friendship bracelet lucky symbol firmati Kurshuni, patinati di sottile femminilità e inimitabile charme. Elegantissimi.
Forma e fantasia, due modi diversi di “vestire” la primavera, una maniera unica di sentirsi donna…

Indossare l’Arte: i monili di Euridice Grassi in mostra a Napoli

Il 5 marzo, in occasione dell’imminente festa della donna, presso l’Associazione Culturale il Corno, in Via Enrico Alvino 129/E, Vomero (Napoli), si terrà il Vernissage di Euridice MoniliIndossare l’Arte” organizzato da Anna Pernice Communication: riproduzioni di quadri e dipinti famosi su gioielli con la tecnica del decoupage.
Maria Euridice Grassi, artigiana napoletana, classe 1961, da molti anni si occupa di artigianato artistico inteso come trasformazione e riutilizzo di materiali vari attraverso tecniche di decorazione. La spinta creativa le ha permesso di spaziare in vari ambiti del “fatto a mano”, dal cucito alla pittura, dal piccolo restauro al decoupage, dalla creazione di gioielli a quella di accessori.
Dopo un diploma al liceo classico ed una laurea in scienze politiche, ha deciso di esprimersi attraverso diverse forme d’arte.
Insegnante di danza prima, ha poi scelto di dedicarsi alla sua attività di artigiana/artista, facendone la sua occupazione principale.
Dopo aver partecipato, nel 2015, al progetto del Comune di Napoli “Vivaio Donna” ed alla sfilata “Moda all’ombra del Vesuvio”, in collaborazione con Rosaria Ceraso, artigiana esperta nella creazione di bijoux con pietra lavica, ha deciso di mettersi in proprio e ha iniziato a creare gioielli sfruttando la tecnica del decoupage pittorico su una base di argilla a freddo creando il brand “Euridice Monili”.
Nel 2016 nasce la sua prima collezione da artigiana autonoma “INDOSSARE L’ARTE”, una proposta personalizzata di accessori, un vero e proprio “viaggio” attraverso stili ed opere d’arte che Euridice “ripropone”.
Gioielli dal gusto ricercato ma molto versatili, pensati per regalare e regalarsi piccoli momenti di bellezza quotidiana.­­
I principali pezzi della collezione sono:

  • Le “mimose”: dedicato all’8 marzo ed alla festa della donna, gioiello ispirato da un dipinto di Veronika Krasnohorska, ex insegnante di danza classica, che ora si dedica alla scrittura e alla pittura;
  • Le “Riggiole”: riferimento all’arte della maiolica e della ceramica, ma anche e soprattutto all’artigianato siciliano, che influenza molto le sue creazioni;
  • “Viola Klimt”: esempio di ciò che si può realizzare scorporando e sviluppando un particolare o più di singole opere d’arte. Per una proposta più “moderna” in linea con alcune tendenze attuali (pensiamo ad esempio al tanto in voga, seppure ormai piuttosto commerciale Desigual);
  • “Posillipo”: da una “Guaches” napoletana dell’800 in quanto Euridice non riesce a prescindere dalla sua napoletanità, e dall’arte che si respira ad ogni angolo della città di Napoli, fonte di ispirazione ma soprattutto di continua carica energetica vitale;
  • “La musa”: una delle muse dipinte da Mucha, pittore dell’epoca Liberty fonte d’ispirazione di Euridice;
  • “Liberty”: collezione realizzata ritagliando e sviluppando un particolare di un dipinto di Mucha;
  • “Venere”: la Nascita di Venere di Botticelli;
  • “Albero della vita”: autore sconosciuto. Nello sfondo riprende il “cielo stellato” di Van Googh. Immagine presa da Internet, esempio di come la “rete” renda facilmente accessibile l’arte a chiunque abbia voglia o necessità di curiosare….
  • “Corallo”: uno dei primi soggetti realizzati da Euridice e che la rappresentano di più. Riferimento all’arte della “Grottesca” fiorentina;
  • “Mare d’inverno”: insieme a “Tempesta”. Da dipinti di Teresa STANKIEWICZ, pittrice polacca che vive e lavora a Roma. Fa parte dei “100 PITTORI DI VIA MARGUTTA”. Euridice ha scelto di “usare” i suoi quadri semplicemente perché le piacciono. “Voglio riproporre il suo modo di rappresentare il mare e la natura in generale – dichiara Euridice – per evocare la bellezza e l’energia positiva che comunicano e ….indossarla!”.

Appuntamento dunque per il 5 marzo dalle ore 17,00 alle ore 22,00
Ingresso libero.

Il bijou si è fermato a Milano

“Accessorio indispensabile” di un fascino senza tempo, riceve il tributo dell’arte nel crocevia della moda, grazie alla mostra L’ARTE DEL BIJOU ITALIANO visitabile fino al 2 marzo con ingresso libero nello spazio incantevole di Palazzo Reale a Milano.
Un evento prezioso, ricco di storia e di bellezza, fortemente voluto dal Comune e da HOMI, Il Salone degli Stili di Vita di Fiera di Milano, curato nel dettaglio da Alba Cappellieri e Lino Raggio, firme d’autore del settore.
Insieme a quelle di altri autorevoli “compagni di viaggio”*, spiccano per l’occasione le creazioni di Maria Vittoria Albani, in arte Ornella Bijoux, protagonista da oltre settant’anni nella sua “Bottega Storica” milanese di creazioni indimenticabili, piccoli capolavori di femminilità che hanno attraversato generazioni di stili e di eleganza.
Una collezione giunta a sfiorare i quarantamila pezzi, tutti forgiati a mano, in uno scenario emozionante di forme preziose e materiali rari.
Settanta i pezzi del brand milanese in mostra a Palazzo Reale, frammenti di estro e design ancora oggi riproducibili dalle stesse mani magiche della loro stilista, un’ottantaseienne con più smalto, passione e verve che mai, com’è facile intuire osservando le sue ultime, incantevoli creature.
Dalle espressioni della natura nascono impressioni nobili e affreschi da brivido, che plasmano quasi d’incanto collane, bracciali, tiare, spille, orecchini: una galleria infinita di opere inimitabili degne di una principessa. E della sua regina…
Da indossare, da esporre a Milano, la sua città.

 

 

 

 

 

 

 

 

Garden Meditation by Ayala Bar, pezzi di paradiso

Note magiche di un affresco botanico echeggiano nell’eden dei riflessi argentati di una collezione gioiello formato divina creatura, firmata Ayala Bar. Classic non è soltanto la classica linea d’alto profilo di una stilista che sa come stupire in ogni sua interpretazione, va oltre il classico contesto, racchiude in sé tutte le sensazioni ed emozioni che la designer israeliana sente in ogni suo singolo pezzo d’arte.
La linea Classic Garden meditation sboccia nel fascino sottile di una femminilità patinata che riaffiora in collier, pendenti, bracciali dalle forme leggere e dai colori splendenti.
Trasparenze di verde e turchese si specchiano in una rugiada di proposte intriganti, prezioso profumo di paradiso. Da “indossare” nell’incantevole giardino di Ayala Bar.

Lo stile Ayala Bar
Un soffio di mistero e magia aleggia nelle collezioni estive della designer che vive e lavora a Tel Aviv.  Ayala traduce le sue emozioni in splendidi gioielli dalla personalità decisa, che vanno oltre la moda e le tendenze e trasmette la stessa energia positiva che percepisce dagli elementi naturali e utilizza, collezione dopo collezione, sempre più sapientemente differenti  materiali giocando con le tonalità dei colori. La spasmodica cura del dettaglio, la genialità degli accostamenti, la scelta dei colori, quel suo talento innato nel cogliere le minime suggestioni, fanno di Ayala Bar un’interprete assoluta e inconfondibile del bijoux d’arte. Per Ayala i gioielli sono capaci di trasformare l’ordinario in straordinario: l’ornamento diventa tutt’uno con la donna che adorna, un’estensione della sua personalità. La valenza del percorso artistico è, in Ayala Bar, importante quanto la “destinazione”. Il risultato è un gioiello prezioso e sofisticato, un’opera d’arte da conservare e curare con amore. Dopo un trascorso nel mondo della moda, Ayala Bar sceglie negli anni Novanta di concentrare la propria creatività nell’ambito del design del gioiello. L’innata capacità del suo occhio di osservare e cogliere i particolari, i minimi dettagli, sommata alla passione per i materiali più svariati, per i contrasti e i colori, le permettono di creare dei manufatti d’arte “da passeggio” che, indossati,  accentuano la femminilità di ogni donna. Il marchio Ayala Bar si afferma, in breve, in Israele fra i più importanti nel campo del design del gioiello. Secondo il calendario dettato dalla moda, le collezioni si rinnovano due volte all’anno: primavera/estate – autunno/inverno, componendosi per ogni stagione di circa 400 pezzi fra collane orecchini, bracciali e anelli. I prototipi vengono ideati ed eseguiti da Ayala  stessa nel suo laboratorio in Israele; ogni pezzo viene poi riprodotto artigianalmente dedicando cura e attenzione ai minimi dettagli. Le sue collezioni si compongono di choker, collane con medaglioni centrali, sautoir, orecchini, bracciali, anelli e spille. Collezionista sfrenata di perle e perline, raccoglie con frequenza e accuratezza un’infinità di oggetti trovati nel deserto, al mare e in città, che diventano per lei fonte di ispirazione.  Il percorso creativo che origina i suoi gioielli è inconfondibile.