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A Eboli torna “La Terra delle zucche”

Inizia il conto alla rovescia per l’evento più atteso dell’autunno. Sabato 26 settembre torna il Pumpkin Patch più cool della Campania: “La Terra delle Zucche”. Dopo il successo dello scorso anno la kermesse organizzata da “Animazione in corso srl” di Aurora Manuele, nell’ambito del progetto sociale “Ma dove vivono i cartoni?”, con la direzione artistica di Francesco Chiaiese, si terrà dall’ultimo week end di settembre e per tutti i week end di ottobre fino al 1 novembre nel suggestivo scenario dell’Oasi naturale Vivinatura di Lagosele (a Santa Cecilia in località Torretta) ad Eboli.

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#cosapossofareperlaltro: un’iniziativa di Lidia Ianuario e Gioia Nasti

#cosapossofareperlaltro, è questo l’hashtag lanciato da ‘O Purtusillo, il blog in lingua italiana, inglese, napoletana e spagnola di Lidia Ianuario e Gioia Nasti: l’una Presidente del Comitato Organizzatore Volla Music Festival, il cui scopo è la creazione di una società multiculturale; l’altra, insegnante di inglese, traduttrice professionista e provetta scrittrice.

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«A Carnevale ogni fiaba vale»: da Avellino a Salerno attraverso Napoli e Caserta, il tour teatrale di Carnevale

La carovana di «Animazione in corso Srl» con i suoi fantastici protagonisti è in giro per la Campania per regalare a grandi e piccini una festa di Carnevale mai vista prima. «A Carnevale ogni fiaba vale» è la nuova tappa di «Ma dove vivono i cartoni!?» che si snoderà in quattro teatri (ubicati a Avellino, Caserta e Salerno) per portare la sua scia di buonumore, cultura e tradizione.

Si parte sabato 15 febbraio al Teatro d’ Europa di Cesinali (Avellino) con spettacoli alle 16.30 e alle 18.30 per poi proseguire domenica 16 febbraio al Teatro Don Bosco di Caserta, con spettacoli alle 11, 16, 18.30. Sabato 22 febbraio è la volta del Teatro Centro Sociale a Pastena (Salerno) con spettacoli alle 16.30 e 18.30, mentre domenica 23 febbraio la compagnia arriverà al Complesso Monumentale San Giovanni di Cava de’ Tirreni con spettacoli alle 11.30, 16.30 e 18.30. Il 22 e il 23 febbraio. Inoltre, il Museo Nazionale di Pietrarsa ospiterà l’esilarante “Treno di Carnevale”, una festa in maschera davvero avventurosa. Ma questa è solo un’anticipazione…

Un cartellone ricchissimo per un febbraio da favola, durante il quale principesse, pirati, burattini e marionette si esibiranno in un magico spettacolo teatrale dove le fiabe si fondono con i cartoni animati, dove la magia sopraggiunge con un colpo di scena e porta l’incanto.

Mangiafuoco e il segreto che salvò le Favole” è lo spettacolo inedito che rappresenta una rivisitazione dell’antica trama, attraverso la scomposizione della fiaba come insegna il linguista l’antropologo Vladimir Propp nel celebre saggio “Morfologia della fiaba”.
È Carnevale e al Gran Teatro di Mangiafuoco tutto è pronto per un nuovo ed emozionante spettacolo, ma qualcuno ha fatto sparire le sue marionette magiche. Tutti gli indizi conducono al regno delle favole, dove il burbero burattinaio accompagnato da uno scanzonato Grillo parlante cercherà di rimettere a posto le cose. Tra incontri fantastici con eroi e principesse e avventure straordinarie con i buoni e i cattivi dei cartoni, i due “improbabili amici” proveranno a salvare lo spettacolo e il carnevale dalla sparizione prima che sia troppo tardi. Una storia inedita e coinvolgente, uno spettacolo nello spettacolo, un modo nuovo di festeggiare il carnevale da protagonisti insieme ai personaggi delle favole. Sfilata e premiazione per tutti i partecipanti in maschera.

Non scherzate col fuoco, il vero carnevale si festeggia a teatro: parola di Mangiafuoco“…

Protagonisti assoluti dello spettacolo gli attori: istrionici, variopinti, divertenti, formativi, amati dai bambini. Artisti poliedrici che esprimono la loro professionalità attraverso il tour continuo che “Ma dove vivono i cartoni?” porta avanti nel corso dell’anno nei siti più importanti della Campania. Attori, ballerini, maghi, illusionisti professionisti che attraverso l’arte e grazie al progetto di Animazione in corso srl che tende, attraverso casting e provini, a dare spazio alle eccellenze del territorio, riescono a creare atmosfere magiche e percorsi teatrali, ludici, educativi di alta qualità.

Attore brillante nonché mattatore e spesso Cicerone delle favole capace di emozionare tutti con le sue imprevedibili performance, Ivan Improta racconta la sua esperienza da quando è entrato a far parte della famiglia di «Ma dove vivono i Cartoni?». Dai Teatri ai Castelli passando per dimore storiche, oasi e giardini incantati, i nostri spettacoli rappresentano una realtà nella quale attori e spettatori sono totalmente immersi nei sogni e nella fantasia…

«Io per primo mi lascio coinvolgere in questa dimensione straordinaria – dice Ivan Improta –  dove i bambini diventano l’asse portante intorno al quale ruotano le nostre storie. Una macchina meravigliosa attraverso la quale i grandi ritornano piccoli e i piccoli si sentono grandi. È difficile raccontare solo con le parole ciò che accade nei nostri eventi, bisogna viverli nella più totale spensieratezza e allegria, proprio come faccio io seguendo il mio motto: un giorno senza sorriso è un giorno perso».

Costo del biglietto Euro 8,00 a persona (adulti e bambini dai 3 anni)

Info e prenotazioni 081/8678369 – Whatsapp 327/2540679

Bambini sempre più pigri: a Pompei esperti a confronto

Studi e ricerche scientifiche riportano ogni giorno dati allarmanti sulla sedentarietà dei bambini, sui rischi dell’uso smodato della tecnologia nell’età evolutiva e sull’importanza dell’attività motoria. Fondamentali le raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che impone il divieto assoluto di restare fermi davanti ad uno schermo per i bambini da 0 a 2 anni, mentre dai 2 ai 4 anni i bimbi non dovrebbero essere mai lasciati per più di un’ora a guardare passivamente lo schermo televisivo, come quello di cellulari e tablet, raccomandando almeno tre ore al giorno di attività fisica.

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«Un Natale da Favola» bissa a Cava de’ Tirreni

Torna giovedì 12 dicembre nel suggestivo Complesso Monumentale di Santa Maria del Rifugio, in piazza San Francesco a Cava de’ Tirreni (Salerno), «Un Natale da Favola», lo spettacolo natalizio itinerante di «Animazione in corso Srl» di Aurora Manuele facente parte del progetto sociale «Ma dove vivono i cartoni?» con la direzione artistica di Francesco Chiaiese.

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L’Oasi Vivinatura di Eboli è diventata la “Terra delle Zucche”

Un evento mostruoso, ma senza incubi. Tanta natura, personaggi dei cartoni e delle favole e migliaia di zucche da decorare, intagliare e portare a casa come trofeo. All’Oasi Vivinatura di Lagosele ad Eboli il week end di Halloween è fantasmagorico con il gran finale della Terra delle Zucche, il mega evento promosso da “Ma dove vivono i cartoni?” di Aurora Manuele con la direzione artistica di Francesco Chiaiese, che nel mese di ottobre ha registrato oltre seimila presenze.

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C’era una Volta: sei appuntamenti con il family show

Dopo essere scesi in piazza e aver scelto di “combattere” il fenomeno “Samara Challenge” regalando a piccoli e grandi la gioia di un abbraccio con Cenerentola, la Compagnia dell’Arte torna a scommettere sul sogno e la magia della favola proponendo un Gala con effetto wow. Tappeto rosso venerdì 4 ottobre dalle 19 al Teatro delle Arti di via Grimaldi sul quale sfileranno tutti i protagonisti della ottava stagione di “C’era una Volta”: sei appuntamenti con il family show in programma da ottobre ad aprile sempre di domenica.

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La terra delle Zucche: dal 5 ottobre al 1 novembre a Eboli

Vivere l’autunno e la sua magica atmosfera in un villaggio ispirato alla più antica tradizione anglosassone e americana. Dal 5 ottobre al 1 novembre l’Oasi Vivinatura di Eboli farà da scenario, per cinque week end, al percorso ludico-didattico «La terra delle Zucche», un vero e proprio villaggio autunnale con spettacoli dal vivo e attività creative dedicato alle famiglie allo scopo di riunire grandi e piccini, in un’epoca in cui i cellulari e il web conducono al distacco e all’isolamento.

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“Mettiamocelo In Testa” : una campagna per sostenere l’istruzione delle bambine rifugiate

Spose a soli 10 anni. Oppure sole in un paese straniero, senza genitori, esposte al rischio di subire abusi e violenze sessuali. O ancora, sfruttate, costrette a raccogliere legna nelle ore serali, rischiando aggressioni potenzialmente fatali. Sono questi i gravi pericoli che le bambine rifugiate corrono quando non hanno accesso all’istruzione. Rischi che sono stati al centro dell’evento-performance “Una bambina rifugiata non può scegliere, ma noi sì”, organizzato dall’UNHCR per lanciare la campagna “Mettiamocelo In Testa” cui hanno aderito Cecilia Dazzi, Maria Chiara Giannetta e Francesco Pannofino.

Con questo evento-performance dall’alto valore simbolico, l’UNHCR ha raccontato cosa puó accadere alle bambine rifugiate quando non hanno accesso a scuola. Attraverso delle installazioni, in un gioco di luci e ombre, oggetti, suoni e racconti, i partecipanti sono stati accompagnati in un viaggio “al contrario”: dai banchi di scuola all’incubo degli abusi, violenze e sfruttamenti, per poi essere riportati nuovamente in classe, al sicuro, ma con una nuova consapevolezza.

Giunta alla terza edizione, la campagna #mettiamocelointesta mira a sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza dell’istruzione per le bambine rifugiate e raccogliere fondi per garantire loro l’accesso a un’istruzione di qualità. Stando ai numeri emersi nel rapporto dell’UNHCR Turn the Tide, sono circa 4 milioni i bambini rifugiati in tutto il mondo che non hanno la possibilità di andare a scuola (quasi 500 mila in più rispetto allo scorso anno). E l’accesso all’istruzione tra i bambini e le bambine rifugiate non è uguale. Sono le bambine le più discriminate: per loro è ancora più arduo accedere all’istruzione e completare il corso di studi. Le ragazze rifugiate infatti hanno la metà delle probabilità di iscriversi ad una scuola superiore rispetto ai loro coetanei maschi.

“E’ tempo di investire concretamente nell’istruzione delle bambine rifugiate. Più alto è infatti il loro livello di istruzione, più elevate saranno le loro abilità in termini di autonomia, leadership e capacità imprenditoriale, qualità fondamentali che aiuteranno sia l’integrazione nelle comunità ospitanti e il loro sviluppo, che la ricostruzione dei paesi di provenienza – commenta Carlotta Sami, portavoce dell’UNHCR per il Sud Europa.Obbligate a diventare adulte prima del tempo, private della loro infanzia, costrette a rinunciare ai propri sogni e speranze, alle bambine rifugiate non è lasciata alcuna scelta. Ma noi possiamo scegliere di assicurare loro un’istruzione di qualità per ricominciare a sognare e costruire un futuro dignitoso. Per queste ragioni – conclude Sami – chiediamo a tutti di sostenere la campagna UNHCR con un sms o una chiamata da rete fissa al 45588. Bastano due euro per garantire un mese di scuola a una bambina rifugiata”.

Secondo i dati del Rapporto dell’UNHCR Turn the Tide, solo il 61% dei bambini rifugiati frequenta la scuola primaria, rispetto al 92% dei bambini nel mondo. E con l’età, questo divario aumenta: alla scuola secondaria accede solo il 23% dei rifugiati rispetto all’84% dei bambini su scala globale; questa percentuale scende, infine, all’1% quando si parla di istruzione superiore (vs. il 37% dei ragazzi nel mondo). E per le bambine rifugiate la situazione è ancora più drammatica e allarmante: crescendo, devono affrontare una maggiore emarginazione e il divario di genere in età scolare aumenta, complici le convenzioni sociali e culturali (che fanno sì che i ragazzi abbiano priorità a scuola), le strutture inadeguate (come la mancanza di servizi igienici dedicati o forniture per il ciclo mestruale), oltre al fatto che i libri, le uniformi scolastiche e il viaggio per arrivare a scuola possono avere costi proibitivi per le famiglie.

Inoltre, secondo i dati Unesco, se tutte le ragazze potessero completare la scuola primaria, i matrimoni precoci si ridurrebbero del 14% (se terminassero la scuola secondaria anche del 64%); pure la mortalità infantile dovuta alla diarrea, alla malaria o alla polmonite decrescerebbe drasticamente (dell’8% con un’istruzione primaria e del 30% completando quella secondaria).

Servono inoltre più scuole per far spazio anche alle bambine rifugiate; maggiore protezione dalle molestie o aggressioni durante i viaggi per raggiungere la scuola; una lotta costante contro il bullismo e la violenza sessuale di genere nelle classi; incentivi alle famiglie rifugiate per permettere alle figlie di continuare a studiare; più insegnanti donne, che rendano le bambine più propense a frequentare la scuola; infine, dei doposcuola che possano fornire alle ragazze un arricchimento e migliorare il loro rendimento scolastico e la fiducia in se stesse.

I fondi raccolti con la campagna #mettiamocelointesta andranno quindi a sostenere il progetto “Educate a child”, avviato dall’UNHCR nel 2012 in 12 paesi: Siria, Iran, Pakistan, Yemen, Etiopia, Malesia, Kenya, Uganda, Ruanda, Sud Sudan, Ciad, Sudan. Nei primi 5 anni dall’avvio del progetto, nei 12 paesi coinvolti si è riusciti a garantire un’istruzione a 1 milione e 350 mila bambini; sono state costruite e ristrutturate 263 scuole; è stato garantito sostegno economico diretto a più di 104 mila bambini provenienti da famiglie vulnerabili; sono stati reclutati e formati 31.402 insegnati (ben 12.091 solo nello scorso anno). Dal 2012, a tutti i bambini rifugiati l’UNHCR ha distribuito circa 3.075.000 tra libri di testo e altri materiali didattici e 752.776 uniformi scolastiche; infine ha fornito sostegno a 8.233 bambini con disabilità, che altrimenti non avrebbero potuto frequentare la scuola.

#METTIAMOCELOINTESTA

Fino al 17 febbraio la campagna può essere sostenuta inviando un SMS da 2 euro al numero solidale 45588. Il valore della donazione sarà di 2 euro per ciascun SMS inviato da cellulari Wind Tre, TIM, Vodafone, PosteMobile, Iliad, Coop Voce e Tiscali. Sarà di 5 euro per ciascuna chiamata fatta allo stesso numero da rete fissa TWT, Convergenze e PosteMobile, di 5 o 10 euro per ciascuna chiamata fatta sempre al 45588 da rete fissa TIM, Wind Tre, Fastweb, Vodafone e Tiscali.

EVENTI E INIZIATIVE

La campagna – che gode del sostegno di Responsabilità Sociale della RAI, di La7, SKY per il Sociale e di Radio Capital – è sostenuta da un nutrito parterre di volti noti del mondo dello spettacolo, tra cui: Nicole Grimaudo, Lino Guanciale, Francesco Pannofino, Paola Saluzzi, Cecilia Dazzi, Maria Chiara Giannetta, Carolina Crescentini, Simone Montedoro e Tosca, Beppe Bergomi, Demetrio Albertini, Thaisa Moreno e il campione della pallavolo Luigi Mastrangelo.

L’AGGIUSTAFAVOLE: il libro dove ogni bambino sarà il principale protagonista!

Lunedì 24 Dicembre dalle 11:30 presso Centro Carta Manzo (via Nazionale, 528 Torre del Greco) la Dott.ssa Mariapina Accardo presenterà L’AGGIUSTAFAVOLE un racconto tutto da personalizzare per bambini da 0 a 10 anni.  
Psicologa e Psicoterapeuta Mariapina lancia questo progetto per la lettura facilita con competenze cognitive, emotive e sociali. La lettura di fiabe e racconti  nell’infanzia permette di comprendere e ricostruire i contenuti in maniera creativa e simbolica infatti con L’AGGIUSTAFAVOLE il bambino non si immedesima nei personaggi ma sarà proprio lui il protagonista. Il racconto rappresenta anche uno spazio protetto per la famiglia. Ai più piccoli lo leggeranno i genitori, i più grandicelli possono completarlo personalmente e dedicarsi con piacere alla lettura. 

L’AGGIUSTAFAVOLE è pubblicato con il patrocinio di ATENEO Centro Studi e Ricerche di cui sono presidente e il ricavato della vendita verrà destinato ad iniziative culturali per l’infanzia. 

Le illustrazioni sono state realizzate dai bambini delle classi 2°A e 2°B della Scuola Primaria “T. Minniti” Torre del Greco.