Un ponte digitale tra Napoli e il fronte ucraino per restituire dignità e movimento a chi ha perso tutto. Il dottor Salvio Zungri, figura di riferimento dell’ortopedia italiana e guida di Ortopedia Meridionale e 3DR, lancia il “Progetto Ucraina”: un sistema rivoluzionario di protesi realizzate a distanza che unisce innovazione tecnologica e solidarietà.
L’emergenza: 100mila amputati e un sistema al collasso
In Ucraina, l’uso massiccio di mine, artiglieria e droni ha generato una crisi umanitaria senza precedenti, con una stima di oltre 100.000 amputati tra militari e civili. Negli ospedali di Zaporizhzhia giungono ogni giorno tra i 40 e gli 80 feriti; una domanda che il sistema sanitario locale non riesce a soddisfare. Su 60 aziende del settore, solo una manciata è in grado di gestire i casi più complessi. Centri d’eccellenza come il Superhumans Center producono circa 300 protesi al mese, ma il fabbisogno supera le 1.000 unità. Oltre alla carenza di materiali e tecnici, il rischio logistico rende quasi impossibile il trasporto dei pazienti all’estero per le cure.
Il Progetto Ucraina: come funziona la protesi 3D a distanza
Il progetto nasce dalla sinergia tra l’Associazione “Dateci le Ali”, presieduta da Tetyana Onyskiv-Genovese, e l’esperienza del Cavaliere Salvio Zungri. Grazie a una tecnologia digitale unica in Europa, è ora possibile produrre protesi altamente personalizzate senza che il paziente debba lasciare il proprio Paese.
Il processo si articola in fasi rapide e sicure:
Scansione 3D: Il rilievo del moncone avviene in Ucraina tramite scanner a luce strutturata.
Trasmissione dati: Il file digitale viene inviato istantaneamente a Napoli.
Modellazione Biomeccanica: Gli esperti di Ortopedia Meridionale elaborano il modello digitale.
Produzione Locale: Il file definitivo torna in Ucraina, dove la protesi viene stampata in 3D, assemblata e consegnata al paziente.
La dichiarazione di Salvio Zungri
“In un tempo in cui la guerra semina distruzione, ho sentito il dovere umano e professionale di tendere la mano a chi ha perso persino la possibilità di camminare”, ha dichiarato il dottor Salvio Zungri. “Il Progetto Ucraina non è solo un traguardo tecnologico, ma un atto d’amore. Abbiamo messo le risorse di Ortopedia Meridionale al servizio di una causa senza confini: ogni arto ricostruito è un passo verso la rinascita. La tecnologia, se guidata dal cuore, può davvero cambiare il mondo”.




