Dal granaio al Lido: quando la pasta italiana incontra la magia del cinema a Venezia 83

Dalle piazze di provincia alla Mostra del Cinema: il brand agroalimentare “Terra delle Marche” approda a Giffoni Hub con un progetto che unisce filiera cerealicola, narrazione audiovisiva e cineturismo.

Dai maccheroni provocatori di Alberto Sordi in Un americano a Roma alle forchettate di spaghetti afferrate a piene mani da Totò e Sophia Loren in Miseria e nobiltà: la storia del cinema italiano si è spesso intrecciata, fotogramma dopo fotogramma, con il piatto simbolo della nostra identità culturale. Una tradizione visiva e gastronomica che oggi trova una declinazione contemporanea sul palcoscenico della 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

A portare questo connubio in laguna è Terra delle Marche, progetto agroalimentare nato dalla sinergia di sei famiglie di imprenditori agricoli determinate a valorizzare una filiera cerealicola controllata e autentica. Attraverso una partnership strategica con la casa di produzione Alfiere Productions, guidata dal produttore Daniele Urciuolo, il brand marchigiano debutta al Lido con la presentazione di una clip cinematografica ufficiale, concepita per raccontare il lavoro della terra con il linguaggio suggestivo del grande schermo.

L’incontro al Lido: valorizzare il territorio attraverso lo schermo

La presentazione si tiene nella cornice di Giffoni Hub (a Villa Zavagli, sul Lungomare Marconi), all’interno del panel intitolato “Il potere del cineturismo e del Made in Italy”. L’incontro esplora la capacità delle produzioni multimediali di farsi veicolo di promozione territoriale, trasformando l’agroalimentare in racconto culturale.

Nel corso del talk, Fabio Bugiardini (portavoce di Terra delle Marche) si confronta con il produttore Daniele Urciuolo in un dialogo moderato dalla conduttrice Rossella Vitolo:

“Siamo partiti da un granaio come realtà sconosciuta e oggi, attraverso questo connubio tra piazze popolari, panel e festival, promuoviamo la nostra identità,” racconta Bugiardini. “L’obiettivo è trasformare la nostra pasta in un simbolo concreto dei valori culinari e produttivi che definiscono l’eccellenza italiana nel mondo.”

Un tour che unisce l’Italia: dalle piazze storiche ai festival

La presenza a Venezia non è un episodio isolato, bensì la tappa nevralgica di un itinerario culturale iniziato a luglio. Il tour ha preso il via nel Lazio, sul palco del Fara Film Festival a Fara in Sabina, per poi scendere in Calabria ad Acri in occasione di Cineincontriamoci, kermesse diretta da Mattia Scaramuzzo. In Piazza Sprovieri, l’evento ha richiamato un pubblico caloroso con suggestioni che hanno ricordato le proiezioni comunitarie di Nuovo Cinema Paradiso, confermando come il cibo e il cinema rimangano due tra i più potenti catalizzatori di relazioni umane e promozione locale.

A sottolineare il valore strategico di questa rete è lo stesso Daniele Urciuolo:

“La missione di Alfiere Productions è costruire ponti tra le diverse anime culturali del nostro Paese grazie alla settima arte. La collaborazione con Terra delle Marche nasce da una visione comune: il cinema non si limita a narrare storie di finzione, ma può dare risalto alle radici produttive e all’agricoltura di qualità. Portare un’eccellenza rurale dai centri storici alla vetrina internazionale del Lido dimostra quanto il cineturismo possa trainare l’immagine e l’economia del Made in Italy su scala globale.”

Il cineturismo come leva economica

L’appuntamento a Giffoni Hub diventa anche un tavolo di confronto corale, ospitando direttori e rappresentanti di diverse rassegne cinematografiche nazionali per discutere di cineturismo come risorsa economica e leva di marketing territoriale.

A suggellare l’incontro, la consegna dei premi Eccellenza Made in Italy, assegnati da Terra delle Marche ad alcuni dei volti e talenti presenti alla kermesse veneziana. Un ponte ideale che, conclusa la parentesi lagunare, continuerà il proprio percorso: la prossima tappa del tour è già fissata per ottobre a Civitanova Marche, per riportare a casa, tra le colline e i campi di grano, i frutti di un racconto che guarda al mondo.

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