“Napoli s-velata” da Franco Cutolo in un docufilm

Cinque capitoli che mettono a fuoco argomenti mai esplorati, raccontati lungo una passeggiata per le strade di Napoli. Settantacinque minuti di storie e confessioni che toccano l’anima, accompagnati dalle musiche di Marco Zurzolo. Sono gli ingredienti di ‘Napoli s-velata‘, il docufilm di Franco Cutolo (Flock produzioni).

Com’è Napoli, escludendo camorra, pizza e mandolini? Partendo da questa domanda – illustra l’autore – ho voluto mettere in luce aspetti inediti di Napoli e della cultura napoletana, come un reporter, con una narrazione laica e onesta, dando voce a coloro a cui non viene mai data la voce, ma che nel contempo sono la vera anima di Napoli”.

Vi siete mai chiesti –  prosegue Cutolo – come saranno diventati gli scugnizzi che intervistò Joe Marrazzo negli anni ’80? O come sarebbe interpretato Caravaggio dall’aristocrazia e dalla nobiltà napoletana? E come sarebbe un’intervista a un ‘femminellò in casa sua? E come sarà una miss Trans mondiale? Potrebbe essere che ‘un artista di strada’ dia da mangiare ai diseredati durante la pandemia, e che egli stesso viva facendo teatro ambulante. E come racconta ai non vedenti il golfo di Napoli un corrimano di acciaio?“. Sono queste alcune delle storie di “Napoli s-velata”.

L ‘obiettivo che si pone l’autore è quello di mettere in luce aspetti inediti di Napoli e della cultura napoletana.

L’assonanza nel titolo con il film di Ozpetek non è una casualità. Ormai esiste uno stile  di cinema generalmente legato ad ambienti radical chic che rappresentano in maniera faziosa ed ipocrita,direttamente proporzionale di certo cinema Noir/camorra che insieme rappresentano una oleografia napoletana del ventunesimo secolo, a danno di una verità mai rappresentata (benchè molto complicato vista la policentricità della cultura di questa terra).

Cinque capitoli che mettono a fuoco   argomenti mai esplorati raccontati da  una passeggiata per le strade della città Partenopea.

Una narrazione laica ed onesta esposta con una verità da reporter.

75 minuti di storie e confessioni che toccano l’anima..

Franco Cutolo

Diplomato in scenografia all’Accademia di Belle arti di Napoli con il massimo dei voti, Franco Cutolo inizia l’attività di regista nel 1989 fondando il gruppo dei Febi Armonici. Nel 1992 è assistente di Roberto De Simone nell”Idolo cinese’ di Paisiello, e collabora con l’Accademia al fianco dello scenografo Giovanni Girosi. Nel 1995 l’incontro con Nunzio Areni al festival di Settembre al Borgo. Tra i circa cento lavori messi in scena, che hanno visto la partecipazione, tra gli altri, di Isa Danieli, Tony Esposito, Lello Giulivo, Peppe Parisi e Monica Sarnelli, si segnalano ‘La Mandragola‘ alla sala Umberto di Roma (2006), in una sua libera trascrizione, con Peppe Barra, Patrizio Trampetti, Maria Del Monte e Luigi Montini; e il cortometraggio ‘Il Silenzio delle Bambole’ (2015), che – presentato al Terra di Siena film festival – viene candidato al David di Donatello e al Magna Grecia film festival riceve una menzione speciale; il protagonista Sebastiano Somma è premiato come miglior attore protagonista al Castelli romani Film festival. Nel 2019 Cutolo presenta al teatro Trianon Viviani una sua riscrittura di ‘Lisistrata’.

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