Liste d’attesa per una prestazione cardiologica superiori ai due mesi, una visita cardiologica specialistica di controllo rimborsata appena 6,30 euro, budget insufficienti e rischi sempre maggiori per cardiopatici e malati oncologici. È questo il quadro emerso nel corso dell’assemblea dei soci di Federcardio, tenutasi martedì 30 giugno al Centro Congressi “Sakura” di Torre del Greco.
All’incontro hanno preso parte tutti gli associati, anche attraverso un collegamento da remoto, il presidente Leonardo Di Maggio, il presidente onorario Silvio Siciliano, Alessandro Totaro, presidente di Confesercenti Salute e dell’VIII Commissione Sanità e Servizi Sociali dell’Intergruppo Parlamentare “Sviluppo Sud, Aree Fragili e Isole Minori” presso la Camera dei Deputati, Giovanni Barretta, presidente del Tavolo Tecnico dello stesso Intergruppo Parlamentare, oltre a numerosi operatori del settore.
Al meeting erano stati invitati anche il presidente della Regione Campania Roberto Fico, che non ha potuto partecipare per precedenti impegni istituzionali, e il ministro della Salute Orazio Schillaci. A loro, infatti, è rivolta la proposta di Federcardio di sostenere la Regione, attraverso un eventuale protocollo d’intesa, per affrontare e risolvere l’annoso problema delle liste d’attesa.
Nel corso dell’evento, attraverso le testimonianze degli operatori, è emerso che nel settore cardiologico — le malattie cardiovascolari rappresentano infatti la prima causa di morte in Italia, con oltre 220 mila decessi l’anno (circa il 30-40% del totale) — la situazione è sempre più critica a causa della mancanza di interventi tempestivi e di una strategia condivisa tra operatori e istituzioni, che affronti anche il tema dei tariffari e dei budget.
Esistono realtà, come nel Beneventano, in cui il Pronto Soccorso è operativo solo dalle 8 alle 18: se un paziente necessita di cure oltre tale fascia oraria, è costretto a percorrere decine di chilometri per raggiungere Napoli o Caserta.
A cento giorni dall’inizio del suo mandato alla guida di Federcardio, Leonardo Di Maggio si dice sempre più determinato a risolvere le numerose criticità del settore, attraverso un dialogo costruttivo sia con la Regione Campania sia con il Governo.
“Oggi siamo qui per dire alla Regione che abbiamo una soluzione — ha dichiarato Di Maggio —. Abbiamo la possibilità di essere parte attiva nell’organizzazione dell’assistenza cardiologica. Vogliamo poter gestire le prescrizioni con classe di priorità urgente e breve all’interno dei nostri centri di cardiologia, così che il paziente cardiopatico che necessita di un intervento rapido possa ricevere una risposta immediata.
Noi siamo erogatori di prestazioni e svolgiamo ciò che il medico di medicina generale ci richiede: se quest’ultimo ha un dubbio diagnostico basta una semplice impegnativa, può consultare il CUP regionale e individuare la prima disponibilità utile.
La cosa più importante, però, è che la Regione ci metta nelle condizioni di lavorare serenamente. Queste prestazioni devono essere escluse dai tetti di spesa, perché non possiamo lavorare gratuitamente né offrire una sanità impoverita. Dobbiamo operare con dignità, mettendo sempre il paziente al centro.
Oggi siamo qui per dire basta. Possiamo fare la differenza. Ho chiesto alla Regione una convocazione per sottoscrivere un protocollo d’intesa. Ogni giorno vediamo pazienti con patologie gravi che necessitano di prestazioni in tempi brevi: non possono rivolgersi tutti al Pronto Soccorso, ma possono essere accolti dai nostri centri, distribuiti capillarmente sul territorio.
Discuteremo anche delle tariffe: non è accettabile che una visita cardiologica specialistica di controllo venga remunerata 6,30 euro. È davvero dequalificante per la nostra professionalità.”
“Il nostro è un lavoro condiviso con il presidente Di Maggio, entrato a ottobre in Confesercenti — ha affermato Alessandro Totaro, presidente di Confesercenti Salute e della Commissione Sanità dell’Intergruppo Parlamentare “Sviluppo Sud, Aree Fragili e Isole Minori” presso la Camera dei Deputati —. È un lavoro istituzionale fatto di impegni che ci ha visto confrontarci a Bruxelles e presso la Commissione Sanità del Ministero.
Oggi, nel mio ruolo di presidente della Commissione Sanità dell’Intergruppo, ho la possibilità di dialogare con circa cinquanta parlamentari e portare all’attenzione delle istituzioni le istanze del nostro territorio e della nostra realtà associativa.
Ogni giorno cerchiamo di dare risposte che possono arrivare soltanto attraverso il sostegno delle istituzioni. L’Intergruppo coinvolge parlamentari di tutti gli schieramenti politici e rappresenta uno strumento importante per la Campania, il Sud e le isole minori.
Il nostro sistema sanitario è in forte difficoltà e, sebbene siamo usciti dal piano di rientro dopo circa diciannove anni, permangono ancora numerose criticità: liste d’attesa interminabili, enormi difficoltà per le aree interne nell’accesso alle cure, disagi per operatori e pazienti.
Dobbiamo continuare a portare queste istanze prima ai parlamentari, per ottenere risposte immediate, e poi ai livelli istituzionali regionali. È ciò che facciamo quotidianamente anche attraverso la nostra attività sindacale, confrontandoci con situazioni sociali sempre più complesse.
Rappresentando il comparto sanitario a 360 gradi, rileviamo difficoltà concrete in tutti i settori. La mia proposta, proprio per sostenere le aree più fragili, è quella di organizzare tra settembre e ottobre delle Giornate della Salute gratuite, dedicate alle persone più vulnerabili e penalizzate dalle estenuanti liste d’attesa.”
“Lo scorso 11 giugno abbiamo affidato al presidente Totaro la guida della Commissione Sanità dell’Intergruppo — ha dichiarato Giovanni Barretta, presidente e coordinatore del Tavolo Tecnico dell’Intergruppo Parlamentare “Sviluppo Sud, Aree Fragili e Isole Minori” presso la Camera dei Deputati —. Da oggi entrerà inoltre a far parte della Commissione Sanità, come componente, anche il presidente di Federcardio Leonardo Di Maggio.
Partiamo dalla convinzione che le competenze e l’esperienza di chi vive quotidianamente queste realtà siano fondamentali per rappresentarle efficacemente ai parlamentari.
All’Intergruppo aderiscono cinquanta tra deputati e senatori ed è affiancato da una struttura tecnica composta da circa quattrocento esperti, articolata in ventisei commissioni, che coordino personalmente.
La spesa sanitaria pesa enormemente sui bilanci regionali e anche il processo di regionalizzazione non sembra aver prodotto i risultati sperati. Si parla sempre più spesso dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), ma siamo ancora molto lontani dal loro pieno raggiungimento.
Quando e come saranno realmente garantiti questi livelli essenziali? La differenza tra Nord e Sud del Paese, così come tra centro e periferia, si misura soprattutto nella diversa rapidità con cui i cittadini riescono ad accedere alle prestazioni sanitarie.
Le problematiche emerse oggi saranno portate all’attenzione del Parlamento, perché il nostro Intergruppo dialoga con tutte le forze politiche. Le vostre istanze, anche attraverso il presidente Totaro, saranno fatte proprie mediante gli strumenti parlamentari disponibili, quali interrogazioni, interpellanze ed emendamenti.
La Regione Campania ha superato prima il commissariamento e poi il piano di rientro, ma ora è necessario recuperare il tempo perduto. Le liste d’attesa sono inconcepibili, persistono gravi difficoltà nelle assunzioni e manca personale medico. La situazione è seria.”
Presente anche Antonio Ferraro, rappresentante di un’azienda specializzata nella formazione e nella fornitura di defibrillatori per ambienti extraospedalieri.
“Abbiamo iniziato dieci anni fa — ha spiegato — con progetti rivolti al territorio e alla comunità. La nostra mission ci spinge a fare sempre di più e siamo orgogliosi di essere presenti a un evento che non ha soltanto una valenza scientifica, ma rappresenta anche un importante momento di sensibilizzazione, capace di coinvolgere non solo gli addetti ai lavori, ma anche i cittadini privi di competenze tecniche, che comprendono il valore di questa mobilitazione.”




