Un teatro gremito, un pubblico partecipe e un messaggio potente hanno reso memorabile la serata di sabato 20 dicembre all’Auditorium Seraphicum, dove è andato in scena lo spettacolo “Uniti da un Filo d’Oro… Con la musica!”. Un evento capace di unire eccellenza artistica e impegno sociale, nato dall’organizzazione di Giovanna Bario e dedicato al sostegno del progetto “Weekend di sollievo” della sede romana della Lega del Filo d’Oro.
Il momento più intenso della serata ha avuto il volto e il corpo di Maria Sofia Palmieri, protagonista assoluta con la performance “Storia di una violenza”, un’opera di grande forza emotiva che ha saputo toccare corde profonde del sentire collettivo. L’esibizione si è aperta con un raffinato passo a due insieme al ballerino Giuseppe Ranieri, in cui la fluidità dei movimenti e l’intensità coreografica hanno catturato immediatamente l’attenzione della platea.
Il vertice artistico è stato raggiunto nel momento in cui la Palmieri ha intrecciato la danza con la Lingua dei Segni, affiancata dalla performer LIS Eleonora Ponticelli. Un passaggio di straordinario impatto simbolico e poetico, in cui il corpo è diventato voce e la musica si è fatta visibile, abbattendo ogni barriera comunicativa. Un atto performativo che ha incarnato perfettamente i valori di inclusione e accessibilità, trasformando lo spettacolo in un’esperienza condivisa e universale.
Attorno a questo nucleo emotivo si è sviluppato un programma ricco e articolato, che ha visto alternarsi sul palco realtà musicali di grande rilievo come Soul Singers, CIAORINO, Musicanova, Kol Rinà e Notecontrovento. Ospite d’onore della serata, la Fanfara dei Carabinieri di Roma, che con le sue esecuzioni solenni ha conferito ulteriore prestigio e valore istituzionale all’evento.
La conduzione di Paolo Mellucci e il costante supporto dell’interprete LIS Carlo Wialletton hanno garantito un’esperienza pienamente accessibile, in linea con la missione della Lega del Filo d’Oro.
Il lungo e sentito applauso finale ha suggellato il successo di una serata in cui l’arte ha superato i confini dello spettacolo per diventare strumento di consapevolezza, inclusione e solidarietà. Un trionfo per Maria Sofia Palmieri e per tutti coloro che credono in una cultura capace di farsi ponte tra le persone.



