Vivere e prevenire le problematiche del Covid19 in uno studio dentistico, al fine di arginare gli effetti nefasti che il “male invisibile” produce nei confronti della salute orale: è questa la linea professionale vincente che Domenico Monda, odontoiatra napoletano con studi ubicati in Italia e in Svizzera, pratica con il suo eccellente team, fin da tempi in cui il Covid 19, in maniera latente, cominciava a diffondersi nel mondo, non ancora pubblicizzato dagli organi di informazione.

Dottore Monda, ci racconti la sua esperienza professionale in tempo di Covid

A settembre 2019, vale a dire alcuni mesi prima che il Covid19 fosse stato rilevato e comunicato al mondo intero dai media, da alcune fonti collaterali avevamo già ricevuto notizie allarmanti a riguardo, supportate anche dal fatto che molti medici di base  denunziavano polmoniti ricorrenti che non guarivano; alla luce  della mia esperienza professionale e  di una mia acuta capacità di osservazione di tutto ciò che stava accadendo in Italia e nei paesi esteri, il mio studio dentistico si preparava ad un evento che poteva risultare pandemico”.

Con quali modalità?

Appena avuto il sentore che sarebbe accaduto un fenomeno  sanitario che avrebbe stravolto la nostra vita in tutti i suoi aspetti,  mi sono subito attivato a fare per il mio  studio ampie scorte di guanti, mascherine, igienizzanti, farmaci, adeguando gli spazi di lavoro alle esigenze atte a fronteggiare un’ipotetica pandemia, acquistando ed utilizzando sterilizzatori d’aria sovradimensionati, funzionanti h 24,  che mantengono gli ambienti asettici da batteri, virus, allergeni ed acari. Inoltre, l’avvicendarsi in studio di più pazienti veniva modulato  secondo un protocollo sanitario molto rigido che prevedeva anche l’attività di ozonizzare gli ambienti  nello spazio temporale di alternanza tra un paziente ed un altro. La mia equipe di lavoro veniva divisa in due gruppi che operavano uno la mattina ed uno il pomeriggio in modo che , qualora avessimo avuto in studio un paziente  Covid  o se uno di noi si fosse infettato , un gruppo di lavoro rimaneva a casa in quarantena e l’altro poteva continuare l’operatività. Inoltre all’interno dello studio  veniva smontata una unità odontoiatrica per adibirla a “stanza filtro”, qualora nei rituali controlli d’ingresso dei pazienti fosse stato riscontrato qualcuno infetto; a quel punto il paziente veniva collocato nella sala ad hoc,  in attesa dell’arrivo dell’ambulanza. Infine, accanto alle ordinarie modalità di prevenzione previste dall’ANDI, come la sanificazione in lava-strumenti a 90 gradi di tutte le attrezzature chirurgiche, gli ambienti venivano  igienizzati  con protocolli personali  quale l’utilizzo di vaporiere  professionali a 100 gradi su tutte le superfici e nell’aria. Naturalmente tutto ciò ha provocato un riassetto dell’organizzazione dello studio in quanto  abbiamo dovuto triplicare il tempo  di operatività destinato alla cura dei pazienti”.

Dottore Monda, lei ha praticato anche un’attività di prevenzione per i componenti del suo team?

Esatto: dopo un’attenta riflessione sulle modalità e le capacità reattive al Covid 19 dell’organismo umano, tutti i miei operatori sanitari sono stati sottoposti a terapia di prevenzione attraverso l’assunzione  di vitamine e di  stimolanti immunitari  in maniera tale da fornire loro la massima protezione in caso di contatto con una persona infetta”.

Quali sono i danni più rilevanti del Covid 19 per la salute orale?

A parte una notevole dose di paura e di stress che spesso ha provocato e provoca tuttora  la richiesta dei pazienti di avere visite mediche a domicilio, gli effetti negativi più rilevanti della pandemia per la salute orale derivano dall’uso prolungato delle mascherine; ciò ha provocato  un aumento significativo  dell’incidenza  di carie  nei pazienti  ed un aumento dei danni al  parodonto”.

Perché?

L’obbligo di indossare le mascherine in uno spazio temporale prolungato porta ad asciugare l’umidità del cavo orale;  aumentando la secchezza delle fauci si andava a squilibrare il dismicrobismo orale” .

Quali rimedi suggerisce?

Consigliamo di bere un sorso d’acqua circa ogni 20 minuti e  di assumere dei probiotici orali destinati al riequilibrio della flora orale”.

Le sue previsioni sul futuro del Covid 19?

Abbiamo appreso che il virus, come l’influenza, aumenta d’inverno con il freddo, mentre d’estate con il caldo diminuisce. Le strade d’ingresso del Covid 19 nel corpo umano sono occhi, naso, bocca, e pertanto noi odontoiatri, per l’attività che svolgiamo, siamo indubbiamente la categoria dei medici più a rischio contagio. Poiché il virus ha un tempo di latenza prima che si manifesti, si può risultare negativi al primo tampone e contemporaneamente essere un portatore sano della patologia.  A mio modesto avviso, il Covid 19 non andrà via facilmente ed in breve tempo; il virus non è stupido, vuole vivere nell’ospite. Ciò  posto bisogna imparare a conviverci  modificando concretamente il nostro modo di vivere, e per quel che riguarda la nostra categoria di medici specialisti è assolutamente necessario, al di là della cura delle patologie, garantire ai nostri operatori ed ai pazienti i massimi indici di sicurezza“.

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