“Di chi sono i nostri figli?”: Il Viaggio di Concita De Gregorio e Melania Petriello nel Labirinto della Maternità

Chi ricorda il cognome da nubile della propria trisavola? Partiamo da questa semplice, ma potente provocazione per addentrarci in uno dei temi più complessi, dibattuti e viscerali del nostro tempo. La maternità non è mai solo un fatto privato: è un atto politico, un terreno di scontro e, se compresa fino in fondo, un immenso spazio di libertà.

Ed è proprio per esplorare queste infinite sfumature che Concita De Gregorio e Melania Petriello fanno tappa a Vico Equense con l’incontro “MADRE. Una conversazione, nessuna colpa, centomila donne”. L’appuntamento, inserito nel cartellone di Vico D’Estate 2026, si terrà mercoledì 15 luglio alle ore 20.30 nella suggestiva cornice del Chiostro dell’Istituto SS. Trinità Paradiso. Non una semplice data in calendario, ma un evento trasformativo che promette di tradurre i sentimenti più intimi in una narrazione collettiva potente e necessaria.


Oltre la Biologia: Il Vocabolario Politico del Corpo Femminile

Madre è, prima di tutto, un sostantivo femminile plurale. Il palcoscenico di Vico Equense si prepara ad accogliere una riflessione acuta che smonta l’idea tradizionale e monolitica della genitorialità. Oggi, il campo semantico di questa parola è più affollato e vibrante che mai: include le genitrici biologiche, le mamme per scelta e le portatrici anonime di vita.

Nel dialogo tra De Gregorio e Petriello, il corpo delle donne emerge come il vero termometro della nostra epoca. La maternità viene spogliata del suo velo istituzionale, liberata da millenni di aspettative sociali, per essere restituita a ciò che è realmente: un linguaggio politico contemporaneo attraverso cui rivendicare l’autodeterminazione e scacciare, una volta per tutte, i sensi di colpa imposti dalla società.

Il Filo Spezzato della Memoria Matriarcale

L’angolo più affascinante di questa conversazione a due voci riguarda l’indagine sulla nostra linea matriarcale. Mentre l’albero genealogico paterno è spesso celebrato e scolpito nella roccia della storia ufficiale, quello materno tende inesorabilmente a sfumare nell’oblio. Le madri, le madri delle nostre madri e quelle venute prima ancora, compongono la catena più certa dell’evoluzione umana eppure, paradossalmente, la più smarrita nella nostra memoria quotidiana.

Il dialogo sul palco prende vita nutrendosi di slanci vitali e ricerche sul campo. Si affronterà il dramma silenzioso delle madri che partoriscono in anonimato, siglando con lo Stato un impenetrabile “patto di silenzio” lungo cento anni. E, dall’altra parte, si esplorerà il disperato bisogno dei figli di ritrovare e rammendare le proprie radici, culminando nella domanda che fa da bussola all’intero incontro: di chi sono, in fondo, i nostri figli?

Due Generazioni a Confronto: Da “Di madre in figlia” a “La strada di casa”

Il motore narrativo della serata poggia su due architetture letterarie capaci di scavare in profondità. Da un lato, le pagine amate di “Di madre in figlia” di Concita De Gregorio, firma che si conferma maestra nell’uso chirurgico e chirurgico della parola; dall’altro, le lucide analisi del saggio “La strada di casa” di Melania Petriello.

L’intreccio di queste due opere non genera una lezione frontale, ma una lettura a voce alta che diventa luogo fisico di sorellanza. Le autrici offrono un filtro unico di restituzione della realtà, mettendo a confronto due generazioni di donne che dialogano per ricucire strappi storici ed emotivi.

Un Incontro Pubblico di Sentimenti Privati

L’appuntamento a Vico Equense (con ingresso libero fino a esaurimento posti) si preannuncia come un’esperienza immersiva e travolgente. Nessun distacco accademico: sarà un confronto emotivo e senza filtri, capace di abbattere le barriere tra chi parla e chi ascolta.

In questo spazio condiviso si piange, si ride e, soprattutto, non si resta mai in silenzio. È l’occasione per far sentire la propria voce e per riconoscersi nelle “centomila donne” di Pirandelliana memoria, oggi padrone della propria narrativa. Un evento imperdibile per chi cerca non solo di decifrare la società contemporanea, ma di ritrovare, in un racconto corale, i frammenti della propria identità.

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