C’è un filo invisibile ma solidissimo che unisce la visione imprenditoriale contemporanea al ritmo delle onde del mare teramano. È quel senso di ospitalità innata che si respira sul Lungomare Marconi di Alba Adriatica, dove lo Chalet Barbanera festeggia quest’anno un traguardo importante: dieci anni di gestione illuminata sotto la guida di Gabriele Di Giampietro.
Quella che un decennio fa era iniziata come una scommessa, oggi è una delle realtà balneari più amate e dinamiche della costa abruzzese. Il segreto? Un successo condiviso con uno staff storico – affiatato da oltre nove anni – e la capacità costante di intercettare i desideri del pubblico. Con l’arrivo della bella stagione, lo stabilimento si trasforma in un place-to-be per turisti e insider alla ricerca del perfetto equilibrio tra relax e sperimentazione.
Dalla colazione pieds-dans-l’eau alla tavola
Al Barbanera l’accoglienza è una questione di dettagli che comincia fin dalle prime luci dell’alba, con i dolci artigianali e le colazioni di mamma Nanda serviti a due passi dall’acqua, e prosegue su una spiaggia curata ogni mattina millimetricamente. Ma è la proposta gastronomica a rivelare la doppia anima del beach club: da un lato la freschezza assoluta del pescato del giorno, dall’altro una linea di pizze d’autore pensate per i palati più esigenti, capaci di nobilitare la grande tradizione dei lievitati anche in riva al mare.
Il fenomeno dell’isolotto: pranzare in mezzo al mare
A proiettare lo Chalet Barbanera sotto i riflettori della cronaca e della viralità social è stata però un’intuizione geniale, nata assecondando con creatività i mutamenti della natura. Grazie al posizionamento delle nuove scogliere parallele alla costa, le correnti hanno generato una suggestiva e temporanea secca di sabbia: un vero e proprio isolotto emerso a pochi metri dalla battigia.
Invece di considerare il fenomeno un semplice cambiamento geografico, Gabriele Di Giampietro vi ha letto un’opportunità di storytelling unica. Ha posizionato sulla lingua di sabbia un tavolo con quattro sedie, regalando agli ospiti l’esperienza esclusiva di pranzare letteralmente sospesi nel blu dell’Adriatico, coccolati da un servizio che sfida l’acqua per portare i piatti a tavola.
Un’esperienza immersiva, fotografatissima e già cult, che dimostra come l’ospitalità balneare moderna possa e debba nutrirsi di intuito, rispetto per la natura e quel pizzico di audacia capace di trasformare un pranzo estivo in un ricordo memorabile.



