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IL PROTAGONISTA DEL FILM ” LUI E’ MIO PADRE” CONQUISTA I BAMBINI DI AGROPOLI

Grande successo per l’anteprima nazionale del film “Lui è mio padre” del regista Roberto Gasparro, svoltasi ad Agropoli, città dove l’opera è stata interamente girata ed ivi in programmazione fino al 2 settembre.

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Il lingotto di Nunzio Spagnuolo: lo chef del Rada di Positano mette l’oro sul dessert!

Un dessert realizzato con un croccante di riso soffiato salato e tre cremosi a base di cioccolati selezionatissimi (fondente, al latte e bianco) ricoperto con una glassa al cioccolato e una foglia d’oro 24 kt: tanto bello da vedere quanto buono da mangiare! E’ il “lingotto d’oro” di Nunzio Spagnuolo, chef del ristorante “Rada” di Positano.

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Fase 3, spiagge: cibo e bevande si ordinano via smartphone

Spiagge sempre più smart quelle italiane. Per rispettare le normative di igiene e sicurezza stanno nascendo diverse soluzioni digitali per ridurre al minimo i contatti diretti tra persone, anche sotto l’ombrellone. Viene incontro a queste esigenze la piattaforma Cibilio (www.cibilio.it) per ordinare cibo e bevande senza muoversi dalla sdraio direttamente dallo smartphone. 

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Sfogliatella Happy Hour Experience… E per i nostalgici di Napoli, arrivano le “sfogliatelle virtuali”

Durante le giornate estive non c’è niente di meglio che godersi momenti di relax come quello dell’aperitivo. Approfittando delle ricchezze gastronomiche locali, Vincenzo Ferrieri – patron del marchio “SfogliateLab“, da anni impegnato nella valorizzazione dell’arte pasticciera napoletana e dei prodotti tipici campani – propone nel nuovo bar pasticceria ubicato a piazza Dante un aperitivo “neapolitan style” da gustare con calma in vacanza, tra una sessione di shopping e l’altra, o dopo un’impegnativa giornata di lavoro. 


Sfogliatella Happy Hour Experience: Spritz e sfogliatelle (rustiche)
Lo Spritz è senza dubbio il long drink alcolico più famoso d’Italia. E’ nato in Veneto e ben presto è divenuto il simbolo del rito dell’aperitivo all’italiana. Le sue origini risalgono al 1800, quando nel Regno Lombardo-Veneto le truppe dell’impero austriaco usavano allungare i vini locali, per loro troppo alcolici di gradazione, con una spruzzata di acqua frizzante. È proprio da “spritzen”, il termine tedesco che descrive questa usanza, che deriva il nome Spritz! Ovviamente la versione napoletana servita presso SfogliateLab prevede l’utilizzo di bollicine campane. Vincenzo Ferrieri accanto a questo drink serve delle buonissime sfogliatelle rustiche in versione “mignon” farcite con: zucchine e provola, ricotta e salame, salsicce e friarielli, peperoni e provola, melanzane e provola.
Ho lanciato la “Sfogliatella Happy Hour Experience” per spronare turisti e giovani a conoscere ed approfondire l’arte della pasticceria napoletana – spiega Vincenzo Ferrieri -. Lo stesso obiettivo che mi ha spinto a creare e promuovere prodotti come la Sfogliacampanella oppure lo Sfogliapanettone“.
 
Tipicità napoletane da sgranocchiare: i taralli
Ovviamente un aperitivo napoletano non non può non comprendere una buona dose di taralli sugna e pepe. Ma di cosa si tratta? Di biscotti secchi salati la cui  particolarità sta nel connubio tra il gusto dolce delle mandorle e il sapore piccante del pepe. Questi taralli hanno una storia antichissima, sono nati dall’usanza dei fornai di intrecciare gli avanzi del pane (“lo sfriddo”) al quale aggiungevano sugna e pepe e ne ricavavano biscotti. Nell’800 nella ricetta di classici taralli ‘nzogna e pepe si è aggiunta la mandorla, ed è sotto questa veste che si conoscono oggi questi golosi biscotti rustici napoletani.

Le sfogliatelle “virtuali”
La sfogliatella è il dolce simbolo della città di Napoli, e tra i dolci più iconici della pasticceria italiana. La maggior parte di coloro che visitano Napoli, per svago o per lavoro, portano a casa le sfogliatelle per prolungare la loro esperienza partenopea e condividerla con i loro conviventi.
Purtroppo a causa dell’emergenza sanitaria legata al Covid19 la sfogliatella è diventata un miraggio per tanti, soprattutto per gli studenti fuori sede e i napoletani che lavorano fuori, ed oggi continua ad essere un po’ difficile il loro reperimento “a distanza” per questioni di sicurezza. Così il pasticciere Vincenzo Ferrieri ha pensato di omaggiare con delle sfogliatelle virtuali tutti coloro che ne hanno la nostalgia. Da oggi è possibile inviare delle sfogliatelle virtuali attraverso WhatsApp: gli stickers, che raffigurano sfogliatelle, babà, e sfogliacampanelle (un dolce inventato da Vincenzo Ferrieri, ovvero una sfogliatella riccia con il cuore di babà), sono reperibili gratuitamente attraverso l’app “Wemoji” scaricabile dallo store Android. 

Arte e dolci nel ricordo di Luciano De Crescenzo ai Quartieri Spagnoli di Napoli

A un anno dalla scomparsa di Luciano De Crescenzo i Quartieri Spagnoli di Napoli celebrano l’indimenticabile scrittore napoletano con un’iniziativa artistica a vico Tre Regine (angolo via De Deo): l’inaugurazione sabato 18 luglio alle 11.30 di un mural dal titolo “O pallone miez ‘e macchine”, opera di Michele Quercia e Francesca Avolio. Alla manifestazione, promossa dall’Associazione Quartieri Spagnoli 1536 e dal suo presidente Raffaele Esposito, si è aggiunta anche la Pasticceria Seccia, storico locale quartieriano di via Concordia 66, che porterà ai partecipanti un dolce assaggio di mignon al sapor di cioccolato e con crema chantilly all’italiana e fragoline di bosco, insieme a una piccola scenografia creata ad hoc per ricordare De Crescenzo. Per un giorno torneremo tutti ad essere uomini d’amore, come suggeriva il Professor Bellavista, e ad abbracciarci virtualmente nella memoria del filosofo partenopeo (ovviamente nell’assoluto e rigoroso rispetto delle norme di sicurezza sul distanziamento sociale) che proprio un anno fa ci lasciava a 91 anni a Roma. Oltre alla già citata suddivisione in uomini d’amore e di libertà, che oggi tra l’altro nell’era covid calzerebbe a pennello con la rappresentazione dei paesi frugali in Europa, già anticipata da De Crescenzo sulla mappa del film “Così parlò Bellavista”, e se il professore potesse ancora raccontarci storie, punterebbe sulla distinzione tra dubbio e certezza, discussione e fede, quest’ultima sempre più foriera di intolleranza e violenza nelle sue forme estreme, come dimostrano i casi di cronaca e l’attualità dei no vax, dei negazionisti e dei contestatori antiscientifici. Napoli poi con la sua storica generosità, e soprattutto attraverso le immagini che hanno fatto il giro del mondo sui social del “panaro” calato ad uso dei più bisognosi in tempo di pandemia e crisi economica, ha dimostrato ancora una volta quest’anno di essere “l’ultima speranza per l’umanità”. Da qui è venuta infatti l’idea di street art agli autori Quercia e Avolio, coadiuvati da un collettivo di giovanissimi artisti come Giuliano Lotti, Benedetta Morelli, Mattia Russo, e in totale sinergia con Paola De Crescenzo, figlia del compianto intellettuale, e dell’amico storico di De Crescenzo, Renato Ricci, fondatore del primo fan club dedicato al Professor Bellavista. Nell’immagine che sarà scoperta sabato il volto sorridente e compiaciuto di De Crescenzo osserva divertito un gruppo di ragazzini impegnato a recuperare un pallone perso, fondendo con fare tipicamente napoletano il sacro dell’edicola e il profano del pallone e della famosa manovella ritrovata, insieme al tema dell’adolescenza e delle nuove generazioni da cui ripartire per il futuro post covid.

Alla cerimonia parteciperà una rappresentanza della famiglia di Luciano de Crescenzo, nonché istituzioni e personalità dello spettacolo che hanno accompagnato la carriera del maestro. Il tutto allietato dal caffè espresso e dagli assaggi di piccola pasticceria di Casa Seccia, realizzati per l’occasione dal giovane Antonio Duraccio sotto la supervisione del maestro Franco Seccia.

WORLD TOP MODEL: LA TAPPA CAMPANA IL 23 LUGLIO PRESSO VILLA DOMI

Al via la Tappa Campania Italia del World Top Model, il Concorso Internazionale di bellezza che si svolgerà la sera del 23 luglio nella splendida cornice di Villa Domi, Napoli. Deus ex macchina dell’evento, la WGM COMMUNICATION del vulcanico, giovane imprenditore Walter Guido Mariani.  La manifestazione che vanta come patron Fiore Tondi, abbraccia cinque continenti e cinquanta paesi ed ha al suo attivo trent’anni di storia; non a caso costituisce un importante trampolino di lancio per chi sogna una brillante carriera nel mondo della moda e dello show-biz internazionale. Basti pensare alcuni “nomi” altisonanti come Claudia Shiffer e Valeria Mazza che hanno fatto la storia delle passerelle Haute Couture mondiali per rendersi conto della validità e della concretezza dell’ambiziosa mission di Fiore Tondi. Un’autorevole giuria presieduta da Michele Lettieri, Presidente dell’Accademia della Moda con sedi a Milano e a Napoli e composta da esponenti del mondo dell’impresa, del professionismo italiano, giudicherà le aspiranti Miss per attribuire i il titolo di finaliste nella tappa conclusiva “Italia”, che si svolgerà a settembre nel Resort “La Casarana” in Salento.  La kermesse che vanta come Main Partners L’Accademia della Moda, lo Studio Dentistico di Domenico Monda Medico Odontoiatra, definito per eccellenza il “Mago dell’Estetica del Sorriso”,  HM  Make Up Italia di Luciano Carino,  Ferdinand griffe altisonante nel mondo dell’Alta Moda, sarà condotta da Alfredo Mariani coadiuvato dalla giornalista Maridì Vicedomini e si articolerà tra momenti di moda e di spettacolo.  Ad aprire la scena le aspiranti Miss che, coadiuvate da Nancy D’Anna, trucco e parrucco by HM Make Up Italy, indosseranno una capsule dei preziosi abiti Haute Couture by Ferdinand ed il beach wear di Bikini Angel. A seguire, una performance inedita di costumi d’epoca del “700, in omaggio alla dimora patrizia ospitante a cura dell’associazione Culturale Passi &Note. Ispirato alla tradizione eno-gastronomica Italiana  che privilegia il gusto dell’artigianalità e della qualità delle materie prime, il percorso di degustazione food & beverage  per tutti i selezionatissimi invitati ,con le prelibatezze di “Da Pasqualino al Borgo Loreto” , la storica ditta  del maestro pizzaiuolo Giovanni Gallifuoco con la moglie Annamaria Mazzotta e le figlie Linda, Angela, Rosa, Lella, campionessa mondiale di pizza fritta a e la signora Giovanna Mazzotta, da qualche mese operativa nel cuore della city nei pressi di  via Toledo con un fornitissimo punto vendita “Take Away”, Smaart6 l’Italiana, birra artigianale di alta qualità prodotta dalla famiglia Saggiomo, le dolcezze di “Dolce e Caffè” di Aniello e Clorinda Esposito, i vini della Casa Vinicola Michele Setaro ed il Caffè Kamo, con il suo gusto inebriante “Semplicemente più su”  e le sue cialde dagli aromi differenti, ispirati ai vulcani più  famosi del mondo, Tolima, Tambora, Fuego.        

Fuori Scena: film breve di Sergio Bilotta! Premiere Internazionale all’Ischia Global Fest 2020.

Grande attesa per la “prima” di “Fuori Scena” il film breve del regista Sergio Bilotta, prevista mercoledì sera 15 luglio al Cinema delle Vittorie di Ischia nell’ambito della 18 esima edizione della Kermesse Internazionale “Ischia Global Fest”. Scritto da Gianni Vigilante, Edoardo Tranchese e Sergio Bilotta, prodotto da Edoardo Tranchese, nelle vesti anche di Direttore della Fotografia, grazie al contributo di Nuovo IMAIE, l’opera vanta nel cast: Saverio Mattei (Hopper), Mariano Riccio (Belmonte), Olga Matsyna (Donna col cappello), Andrea Lopez (Jimmy), Ciro Esposito (Smilzo), Antonio Fiorillo (Orso), Edoardo Tranchese (Giornalista), Paolo Elmo (Sergente), Michele Maturo (Poliziotto).

Fuori Scena, ispirato al genere noir americano “anni trenta”, tra Orson Welles e Dick Tracy (quest’ultimo richiamato dalla forte caratterizzazione fisiognomica dei personaggi) propone allo spettatore l’eterno conflitto tra l’arte ed il commercio: diatriba che nella fattispecie, si risolve a favore dell’artista vero e proprio demiurgo della vita. La sovrastruttura thriller è strumentalmente condotta sopra le righe quasi a voler evidenziare il fatto che la vita sia solo una brutta imitazione dell’arte. Nella pellicola si leggono forti ascendenze culturali legate al fumetto americano, mentre la nitidezza della fotografia che con la luce illumina solo gli attori ripresi costantemente in piano americano, ricorda fortemente la scuola del fumetto a stelle e strisce anni 40.

L’ambientazione è quella di una galleria d’arte dove si svolge un vernissage: come per incanto il dipinto Automat di Hopper si rianima ed è da qui che parte il racconto: ci ritroviamo nel 1926 all’interno del quadro ed il suo protagonista prende vita con tutta la sua storia.

Particolarmente significativa è la circostanza che il pittore Hopper  di cui si parla nel cortometraggio è stato definito anche il precursore del distanziamento sociale (covid-19): “Fuori Scena” è patrocinato dal Consolato Onorario della Repubblica del Nicaragua a Napoli, dal FE.N.CO, dal Consolato Onorario della Repubblica di Bulgaria a Napoli, dall’Istituto di Cultura Meridionale e dall’Associazione Nazionale Sociologi Campania.

 

I vini di Selvanova: sociali, biologici e a km0

Sono vini biologici e a chilometro zero, e raccontano una storia sociale: il progetto di Selvanova, azienda di Castel Campagnano (Caserta) del gruppo di imprese sociali Gesco, presentato questa mattina presso il Gran Caffè La Caffettiera, in piazza dei Martiri.

All’incontro hanno partecipato: il presidente del gruppo di imprese sociali Gesco, Sergio D’Angelo; la pittrice Alessandra Illiano, autrice delle etichette dei vini; l’attore Massimiliano Gallo; e l’oncologo Paolo Antonio Ascierto cui è stato consegnato un riconoscimento per il suo impegno nella ricerca.
Selvanova è un’azienda biologica vitivinicola che ospita un agriturismo e una fattoria didattica, avviata nel 1997 da Antonio Buono e presa in gestione dal gruppo Gesco due anni fa, con l’obiettivo di rivitalizzarne le attività tradizionali e di realizzarvi una comunità per adolescenti a rischio.
A Selvanova, che si estende per circa 50 ettari sulle colline attraversate dal Volturno,  viene praticata una viticoltura sostenibile che intacca il meno possibile, con l’azione umana, quello che la natura ha formato in migliaia di anni. Qui vengono prodotti quattro tipi di vino (Pallagrello Bianco, Pallagrello nero, Fiano, Aglianico e Cabernet Sauvignon) e olio biologico, oltre che miele e paté di olive caiazzane. Il vino è l’anima centrale di Selvanova, che è anche agriturismo e fattoria didattica.

Le etichette dei vini Selvanova ne raccontano la storia attraverso l’immaginario artistico dei quadri di Alessandra Illiano, giovane pittrice formatasi nel laboratorio artistico del Centro Diurno Dipartimentale di Riabilitazione Aquilone (del Dipartimento di Salute Mentale dell’Asl Napoli 1 Centro, gestito da Gesco attraverso la cooperativa Era). Coloratissimi e postmoderni insediamenti urbani sulle sponde del fiume, nel mezzo del quale c’è la rappresentazione grafica e stilizzata di una zattera, divenuta il logo aziendale.

Da qualche anno abbiamo esteso il raggio d’azione dall’area del disagio a quella dell’agio, che poi è strettamente legata alla prima – spiega il presidente di Gesco Sergio D’Angelo -. Lo abbiamo fatto soprattutto con un grande investimento nell’integrazione sociale, nella cultura, negli eventi, nel turismo e tempo libero, nella ristorazione. Oltre al ristorante Il Poggio, che nasce da un’operazione di rigenerazione urbana e sociale, lo facciamo oggi presentando i vini biologici dell’azienda Selvanova che ospiterà a breve anche una comunità di accoglienza per adolescenti problematici”. “Oggi occuparsi di salute e ambiente – conclude D’Angelo – significa pure preoccuparsi di ciò che arriva sulle nostre tavole, e sicuramente i vini di Selvanova sono biologici e genuini. Questa iniziativa ha poi un valore aggiunto in fatto di bellezza: le bottiglie di questi vini sono impreziosite dai disegni di Alessandra Illiano, una ex utente di un nostro centro di salute mentale, le cui opere sono state anche esposte al Pan. Insomma, dietro al vino che presentiamo qui oggi c’è molto di più”.

Sono quattro vini declinati in chiave assolutamente contemporanea – ha spiegato l’enologo Gennaro Reale –. Si va da quelli più strutturati a vini più leggeri, a gradazione alcolica minore, adatti alle diverse esigenze e ai diversi gusti. La Corda di Luino Rosso è composto da un uvaggio prevalentemente  di Pallagrello Nero, con dieci per cento di Aglianico e altrettanto di Cabernet. Si passa poi ai bianchi con La Corda di Luino Bianco, prodotto con Pallagrello Bianco al 70% e Fiano al 30%, e lo spumante Londro Bianco, 100% Fiano, per finire con il rosè, il Londro Rosato, ottenuto da uve all’ 80% Pallagrello Nero e 20% Aglianico”.

Riapro….a modo mio! Dal Teatro Bolivar in TV

Il 15 giugno è la data ufficiale per l’apertura di teatri e cinema, che arriva come una sorta di imbonimento a stagione praticamente chiusa. Il Teatro Bolivar c’è, raccoglie la sfida e apre, ma a porte chiuse. Da un’idea di Romina De Luca, lunedì 15 giugno ore 21, dagli spazi del Teatro Bolivar di via Bartolomeo Caracciolo 30, andranno in onda le riprese dello spettacolo “Riapro…a modo mio!”, visibile su ItaliaMia, canale 274 del digitale terreste, a cura di Lorenza Licenziati, nell’ambito del format televisivo …In Città.
Lo spettacolo è una composizione di diversi quadri, in ognuno dei quali un artista esprime nel proprio linguaggio la volontà di esserci, di generare arte, di dare e ricevere emozioni.
«Prendere impegni per la prossima stagione preoccupa e destabilizza- spiega Romina De Luca, direttore artistico del teatro– per l’impossibilità di riuscire a prevedere l’evoluzione del virus e per le restrizioni anti-covid che il Governo ha imposto, andando ulteriormente a gravare su un settore già fortemente provato dall’emergenza epidemiologica. Portare il teatro nella scatola televisiva è un po’ come privarlo della sua funzione sociale, di aggregazione, non può essere la soluzione definitiva. Ma in questo particolare frangente è un mezzo che abbiamo a disposizione per metterci nuovamente in gioco, con la stessa passione ed emozione di prima». Così, Renato Di Meo, alla regia teatrale e nelle vesti di interprete, porterà in scena due pièce teatrali, alternandosi con Imma Russo. Parliamo di testi di antiche radici da lui riadattate alla contestualità dei tempi moderni (come il San Gennaro chiamato in causa per salvare Napoli dall’epidemia). Roberta Tondelli omaggia Enzo Avitabile cantando When I believe, E ancora il teatro di Giorgio Gori, la danza aerea di Mariagrazia Manzo, la danza contemporanea di Luisa Pellino, la canzone napoletana interpretata da Mario Cavallini e il canto lirico di Miriam Artiaco, entrambi accompagnati al pianoforte dal Maestro Andrea De Luca. Tutte le arti performative trovano uno spazio di scena e si esprimono seguendo il filo rosso della volontà di ribadire l’importanza dell’espressione artistica e la funziona catartica del teatro.

 

 

Anche LiberTaxi e il suo presidente Enrico Romano, crede nell’idea di Romina De Luca. Con LiberTaxi è possibile scaricare l’App che mette a diretto contatto l’utente con i tassisti. Si può prenotare il taxi in qualsiasi momento e avere garantite puntualità e tariffe agevolate, soprattutto per chi deve andare in teatro.

Riapro…a modo mio!
Teatro Bolivar – via Bartolomeo Caracciolo 30 – Napoli

In onda su ItaliaMia – canale 274 del digitale terrestre

Gli artisti:

Renato Di Meo, Imma Russo, Giorgio Gori, Mario Cavallini, Roberta Tondelli, Mariagrazia Manzo, Luisa Pellino, Miriam Artiaco e Andrea De Luca.

Il contrasto alle dipendenze durante l’emergenza epidemica: l’esperienza della Comunità di recupero Il Camino, sul Monte Faito.

Le lunghe settimane di convivenza forzata per il lockdown prima e poi il drastico ridimensionamento dei contesti sociali esterni dovuto alle disposizioni anti-contagio, hanno imposto e impongono alle famiglie la stretta condivisione di spazi e tempi. Per molti genitori questo sta significando trovarsi improvvisamente di fronte alla scoperta della dipendenza dei figli, spesso minorenni, da sostanze come alcol o droga, ma anche da gioco d’azzardo, sesso o tecnologia, e a dover fronteggiare comportamenti ossessivo-compulsivi che non di rado sfociano nella violenza.

Per sostenere le famiglie in un momento così difficile, e offrire una prima risposta all’approccio più idoneo a ciascun caso, la comunità residenziale campana Il Camino, situata sul Monte Faito, ha attivato dalle prime fasi del lockdown uno sportello telefonico gratuito (081.8793034), seguito da un pool di operatori specializzati guidati dallo psicologo e psicoterapeuta Pietro Falco, direttore della struttura: in meno di un mese di attività sono state oltre 100 le chiamate giunte da tutta la regione.

Nella sede del Faito, inoltre, non si sono mai fermate le attività, grazie all’adozione di efficaci protocolli sanitari fin dai primi segnali di una possibile diffusione del Coronavirus anche in Italia, a tutela di ospiti e personale.  Una piccola storia di efficienza, coraggio e altruismo tutta partenopea che ha conquistato anche il vescovo di Sorrento, Mons. Francesco Alfano che ha annunciato una visita alla Comunità domenica prossima, 7 giugno, alle 16, per conoscerla da vicino e benedire gli ospiti e tutto il personale.