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Lo chef Marco Nitride apre “Garage Gourmand” al Vomero

Il 13 ottobreGarage Gourmand” aprirà finalmente le serrande. Lo chef Marco Nitride ha voluto che il suo primo ristorante fosse ubicato in una delle zone più esclusive di Napoli, ovvero il Vomero, precisamente in Via Aniello Falcone,30.

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A Napoli un nuovo locale di “Tendentia”

A Napoli da pochi giorni ha aperto i battenti un nuovo locale: “Tendentia”, un lounge restaurant ubicato nel cuore di Mergellina frutto di una felice intuizione dei fratelli Stefano e Roberto Gagliardi, di Fabio Arzillo, Alessandro Guglielmini, Andrea Parisi e Carmine Romano, imprenditori e professionisti già affermati nel settore della ristorazione e della movida napoletana.

All’inaugurazione hanno partecipato personaggi del mondo dello sport, della cultura, dello spettacolo, dell’economia e della moda, invitati da Lorenzo Crea ed Enzo Agliardi e accolti nell’ampia ed elegante area cocktail del locale di via Sannazzaro.

Tendentia è un concept innovativo dall’atmosfera elegante in grado di rispondere alle esigenze di un pubblico giovane ma non solo. E’ uno spazio che si sviluppa armoniosamente in tre aree diverse: un lounge bar ove vengono serviti cocktail originali abbinati ad assaggi di crudo; un take-away di special T-burger con panini al vapore con astice, burrata, lime e pomodorini (aperto nel weekend anche di notte); e, dulcis in fundo, un elegante ristorante con menu composto da piatti particolari come le tartare di tonno rosso e guacamole, oppure di marchigiana, l’uovo in camicia con fonduta di parmigiano e tartufo, il polpo croccante con cremoso di patata avezzana e paprica, la guancia di vitello e la cheesecake “Tendentia”.

Altra specialtà di Tendentia, il “tonnarello”: un formato particolare (più doppio del normale) di spaghetto tipico romano che sarà proposto in maniera classica cacio e pepe o “componibile” in vari modi (alla “Nerano” con le zucchine, oppure con funghi e guanciale, oppure con crudo di gamberi o all’astice).

Presenti all’opening di Tendentia, tra gli altri, il campione di judo Marco Maddaloni, l’attrice Miriam Candurro, il campione mondiale e olimpico di pugilato Patrizio Oliva.  

Credit foto: Mario Occhiobuono

Farinella si rifà il look: restyling del ristorante a La Reggia Outlet di Marcianise

Tra il sacro e il profano, tradizione e modernità. Farinella cambia il look del suo ristorante ubicato a La Reggia Designer Outlet, e lo fa senza stravolgere la prelibatezza di un menù che rispecchia a pieno i sapori, gli odori e le tradizioni della dieta mediterranea.

Un restyling che avvicina il ristorante di Marcianise a quelli delle più recenti aperture nelle principali capitali estere e che si propone di ricreare un ambiente conviviale, dove sentirsi a casa, mozzafiato come una terrazza della Costiera e moderno, per poter servire i propri clienti supportati dalla tecnologia.

Il gruppo Farinella rilancia, come dalle parole di Federica De Angelis, brand ambassador del gruppo: «Le ceramiche vietresi ed un pergolato di bouganville incorniceranno l’atmosfera che abbinerà il buon gusto culinario all’arredamento».

Cucina Borbonica “di classe” all’Archivio Storico di Napoli

Se è vero che il cibo è un aggregatore di persone, anche se di culture diverse, è altrettanto vero che la cucina napoletana lo fa ancora di più! Questa importante funzione del cibo era già nota all’epoca dei Borbone, quando sia “O’ Scarpariello” (il ciabattino) che il “Monzù” (il cuoco di corte) preparavano i pasti utilizzando ingredienti comuni ma in ambienti diversi (il primo per strada, il secondo nelle spaziose cucine patrizie). Infatti gli ingredienti più conosciuti sono essenzialmente quelli semplici e genuini, che venivano poi maggiormente elaborati per le pietanze destinate ad imbandire le tavole dei nobili. Coesisteva, quindi, una cucina assai raffinata che si era sviluppata soprattutto grazie ai Borbone, che favorirono una fusione fra la cucina napoletana e quella francese concretizzando dei risultati spettacolari e di gran gusto.  E’ dedicato alla cucina napoletana borbonica il ristorante dell’”Archivio Storico”, locale napoletano che omaggia la cultura borbonica in ogni suo angolo: le sale principali sono dedicate ai Re Borbone delle Due Sicilie Carlo, Ferdinando I, Francesco I, Ferdinando II  e Francesco II (con le rispettive Regine) ed all’ultimo pretendente al trono, l’erede legittimo, Sua Altezza Reale il Principe Carlo di Borbone, Duca di Castro e Gran Maestro di tutti gli Ordini Dinastici. Da  più di un anno il locale – tra i più frequentati di Napoli, essendo tra l’altro collocato in uno dei quartieri più inn della Città, ovvero il Vomero – divulga un patrimonio culinario che Luca Iannuzzi – ideatore del progetto, attento conoscitore della storia del Regno delle Due Sicilie e Cavaliere di Merito del Sacro Militare ordine costantiniano di San Giorgio –  ha riscoperto indagando nei testi dell’epoca e riproposto con l’ausilio di professionisti del gusto del calibro di Pasquale Palamaro, chef stellato che ha firmato il nuovo menù “di classe” dell’Archivio.

Il menù
4 antipasti, 5 primi piatti, 6 secondi, due zuppe, 4 dolci, due menù degustazione: tutte pietanze ispirate alla cucina napoletana di corte, riscoperte nei testi che parlano della storia dei Borbone e sapientemente reinterpretate dallo chef. Ad esempio la “Parmigiana”, piatto le cui origini sono contese da  Napoli, Parma e Sicilia: l’etimologia del nome deriverebbe dal termine siciliano “parmiciana” (le parmiciane sono le aste di legno che sovrapposte formano le persiane); tuttavia la ricetta di questo piatto è contenuta nel “Cuoco Galante” di Vincenzo Corrado (1733), che utilizzava le zucchine come ingrediente principale,  e poi ripresa Ippolito Cavalcanti che utilizzava invece le melanzane per assemblare la pietanza. Perciò nel menù dell’Archivio questo piatto diventa “Parmigiana di melanzane vista nell’Orto di Ippolito Cavalcanti”. Altro esempio, le zuppe: in particolare durante il regno di Ferdinando I si diffusero molto le zuppe di mare essendo il re goloso di pesce, che pescava egli stesso nelle acque sotto Posillipo; tuttavia questo piatto era spesso anche sulle tavole dei più poveri, veniva preparato con il pesce rimasto invenduto dai pescatori. Inoltre presso la corte borbonica era in uso uno gnocco realizzato con mandorle tritate, latte e mollica di pane (gli gnocchi di patate arrivarono solo dopo le importazioni di patate dall’America; furono Alessandro Volta a portare la nuova ricetta nei salotti del re e Vincenzo Corrado a convincere i Borbone a investire nella diffusione della coltura del tubero per sfamare la popolazione dopo la carestia della rivoluzione del 1799). Dunque, la zuppa di “mare” e gli gnocchi di patate sono due capisaldi della tradizione napoletana che formano un connubio perfetto nel piatto ideato dallo chef Palamaro, ovvero la “Zuppa di scampi con gnocchi di patate ripieni di mozzarella”. Ancora, un altro esempio di  ingrediente comune alla cucina di corte e a quella popolare: il pollo. Il “Pollo alla Marengo” (che nel menù dell’Archivio diventa “Pollo ruspante e gamberi rossi laccati su mais piccante ed erbe amare “) era un ricco e prelibato secondo piatto, le cui origini risalgono al 1800 quando Napoleone Bonaparte sconfisse l’esercito austriaco a Marengo e chiese a Dunand, il suo cuoco, di creargli un piatto che fosse buono e nutriente. Non avendo materie prime a disposizione, improvvisò una pietanza con ciò che riuscì a reperire nelle vicine campagne: un pollo, dei gamberi di fiume, qualche pomodoro, delle uova, del pane raffermo e del cognac. Napoleone, soddisfattissimo, richiese questo piatto a Dunand dopo ogni battaglia e divenne per il condottiero un portafortuna.

Pasquale Palamaro
Lo chef Pasquale Palamaro, nato nella splendida isola di Ischia nel 1978, era destinato alla qualifica di “stellato” sin agli esordi della sua carriera: vanta, infatti, importanti collaborazioni con nomi illustri del panorama culinario, italiano ed internazionale, come gli chef stellati Aimo e Nadia, Ugo Alciati, Alfonso Iaccarino, Antonino Cannavacciuolo, Anthony Genovese. Uno scambio continuo che ha portato il giovane chef a consolidare la sua cucina come specchio gustativo del territorio in cui vive, ovvero il meridione d’Italia. Il 2013 rappresenta, per la carriera dello Chef Palamaro, una pietra miliare: viene, infatti, insignito dell’ambita stella Michelin grazie al suo encomiabile lavoro presso l’”Indaco”, il ristorante dell’Albergo della Regina Isabella per cui è Executive Chef.

Archivio Storico
via Alessandro Scarlatti, 30 – Napoli
www.archiviostorico.com
FB: @archiviostoriconapoli
IG: Archivio Storico Napoli

Ph. Paola Tufo

 

Una nuova era per l’Archivio Storico di Napoli

È uno dei locali più frequentati di Napoli, un progetto giovane con alle spalle una storia lunga più di duecento anni durante i quali napoletani e non, più o meno famosi, hanno occupato i tavoli e goduto della cucina borbonica.  Per l’Archivio Storico, un posto di grande atmosfera i cui arredi rimandano alla storia di Napoli, in particolare al tempo dei Borbone,  inizia una nuova era. Lo spiega Luca Iannuzzi, patron dell’Archivio, imprenditore che ha deciso di investire nella rinascita della cultura borbonica, prima con la realizzazione di questo premium bar e poi nella sua recente evoluzione in ristorante: “Veicolare questo genere di cultura attraverso il cibo – dice – è l’obiettivo che anima l’Archivio Storico dal 2013, anno della sua nascita”. “Napoli aveva bisogno di una location d’eccellenza, di prestigio, ma alla portata da tutti – continua  -. Un posto che facesse sentire importante chi vi entra”. Un locale come l’Archivio Storico.

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A Nocera Superiore un’osteria “Terra Santa” del Gusto

A Nocera Superiore (in provincia di Salerno), nel piccolo borgo medievale di Materdomini, nei pressi del santuario dedicato alla Madonna nera, si trova l’hostaria “Terra Santa“, un ristorante ove vengono serviti piatti della tradizione riformulati in chiave moderna, preparati con ingredienti a Km 0 di produzione propria. Ecco qualche esempio delle pietanze proposte nel menù:

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Gika, un locale 3 in 1: pizzeria, ristorante e lounge bar

A pochi passi dal mio ufficio c’è il ristorante – pizzeria Gika, un posto che conoscevo, ma che non ho mai preso in considerazione visto che tendo sempre a complicarmi la vita recandomi per cena, pranzo o aperitivo in posti lontanissimi dalla sede del mio lavoro oppure da casa mia. Ma, una sera di mezz’estate, dopo una lunghissima giornata di lavoro, stremata dal caldo, affamata e senza idee su cosa cucinare per cena, ho deciso di recarmi nella pizzeria più vicina per mangiare qualcosa di buono e sano. Dopo cinque minuti di macchina, arrivo da Gika, un bel locale su due piani ubicato al confine tra Torre del Greco (ove lavoro) e Torre Annunziata.

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“Da Ciccio Cielo Mare Terra” l’estate è nel piatto

Giovedi 13 Luglio è stato presentato il menù estivo del ristorante “Da Ciccio Cielo Mare Terra” di Amalfi. Un momento di convivialità e relax,durante il quale gli ospiti hanno avuto l’occasione di conoscere i quattro fratelli che si occupano in toto della gestione del locale, il loro papà (Ciccio) – che, oltre ad occuparsi dell’accoglienza degli ospiti stranieri della struttura, cura anche l’orto da cui vengono fuori gran parte degli ingredienti di terra che finiscono nei piatti del ristorante -, e la loro mamma che coadiuva il figlio – nonchè chef –  Marco Cavaliere in cucina.

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Notti magiche al Grand Hotel Parker’s: telescopi puntati al cielo sulla Terrazza Le Muse

Due telescopi hi-tech puntati al cielo e una terrazza liberty che domina il golfo: è l’estate al Grand Hotel Parker’s, esclusivo Cinque Stelle L di Napoli, icona di accoglienza dal 1870. Durante tutto il periodo delle Perseidi, note come Lacrime di San Lorenzo, l’albergo invita gli ospiti a vivere la Terrazza Le Muse sul roof top, tra stelle cadenti e after dinner. La formula è drink con telescopi per guardare il cielo estivo e godersi la vista del golfo partenopeo di notte. Per tutto il mese di agosto inoltre il ristorante George’s sarà aperto sia a pranzo che a cena con una nuova carta estiva ricca di piatti freschi dove trionfano i sapori e i prodotti tipici campani. Tra le novità l’introduzione di un set di insalate a base di pesce fresco, la mozzarella della piana di Paestum con crudo di gamberi e olive disidratate, il risotto con gemme di zucca e scampi e come dessert il gelato di mozzarella in cialda di pomodoro o il più classico babà. Per chi desidera esplorare la gastronomia partenopea, lo chef executive Vincenzo Bacioterracino, in arte Chef Baciòt, propone agli ospiti uno speciale Menù della Tradizione composto da quattro inedite portate al costo di 30 euro a persona bevande escluse. Per il 15 Agosto infine gran menù di Ferragosto in terrazza.

IL GRAND HOTEL PARKER’S – Unico per le sue caratteristiche e sinonimo di ospitalità fin dal 1870, il Grand Hotel Parker’s è tra i più antichi ed esclusivi alberghi di Napoli. Nel quartiere elegante di Chiaia, è in posizione dominante con una vista spettacolare sulla città e il golfo che spazia dal Vesuvio passando per la penisola sorrentina, Capri fino alla collina di Posillipo. Cinque Stelle L e “Small Luxury Hotel of the World”, l’albergo nasce dalla villa liberty che fu del Principe Salvatore Grifeo e quindi di Mr. George Bidder Parker, biologo marino inglese. Dal 1870 è meta prediletta di uomini di cultura e viaggiatori internazionali e punto di riferimento per chi cerca atmosfera ed eleganza. L’albergo offre 82 camere e suite che conservano inalterato il carattere storico degli interni con marmi, arredi d’epoca e finiture di pregio. All’ultimo piano, con vista mozzafiato, si aprono il Ristorante George’s, che interpreta la cucina delle antiche tradizioni in chiave contemporanea, e il Bidder’s Bar con il suo “Cigar Corner” in cui è possibile scegliere un ampio menu di sigari, finissimo cioccolato e pregiati distillati.

Grand Hotel Parker’s Corso Vittorio Emanuele, 135 80121 Napoli, Italia tel. 39 081 7612474 www.grandhotelparkers.it