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Harry Potter alla Floridiana con gli Incantesimi in mostra a Natale

La mostra “Incantesimi in Floridiana” è la prima in Italia a proporre un sorprendente e inedito incontro tra più di duecento oggetti della saga di Harry Potter e le antiche opere di pregio storico del Museo Duca di Martina. Dall’8 dicembre al 7 gennaio, per tutto il periodo delle feste natalizie, la saga della Rowling trasposta sul grande schermo prende vita nelle sale del sito museale, con il vernissage inaugurale previsto per il pomeriggio di giovedì 7 dicembre su invito.

Un suggestivo allestimento, sui tre i piani del museo, che invita a un dialogo tra cultura classica e cultura contemporanea di cui la saga del maghetto può ormai definirsi uno dei più interessanti testimoni.

Un’occasione, dunque, per sorprendersi e trovare relazioni inattese tra oggetti appartenenti a differenti epoche e differenti narrazioni ma capaci insieme di creare una evocazione di straordinaria potenza, in cui bellezza, immaginazione e narrazione si uniscono come per magia e incantesimo.

Vi saranno anche spettacoli a cura del Teatro nel Baule e laboratori dedicati a tutte le età: realizzazione di bacchette, ‘esperienze vocali’ e di doppiaggio a cura del dott. Daniele Apredda, esecuzione musicali, quadri parlanti, reading in inglese e workshop esclusivi per le scuole, sul potere magico delle parole.

Alla fine del percorso espositivo i visitatori, nel concept store dedicato a Harry Potter e curato da FantaUniverse, potranno trovare gadget della saga, compresa la burrobirra.

Nata da un’idea del Consiglio Europeo Sviluppo Umano insieme alla Direzione del Museo Duca di Martina, e con la collaborazione di FantaUniverse, la mostra viene realizzata – come alla British Library di Londra e alla Feria di Madrid (IFEMA) – a vent’anni dalla prima edizione di Harry Potter e la pietra filosofale. 

La scelta della saga di Harry Potter, con l’innovativo intento della mostra, risiede nel suo essere “un’opera d’arte della cultura pop”, ma anche una stimolante possibilità per approfondire valori etici, quali l’amore, la giustizia, l’amicizia, la solidarietà e il coraggio. Non a caso l’esposizione è in linea con le iniziative che il Museo dedica ai valori ispiratori di diritti universali e fondamenti della Costituzione Italiana, di cui quest’anno ricorre il 70esimo anniversario.

Nel periodo dell’evento espositivo, il Polo museale della Campania offrirà uno spazio nel Museo Duca di Martina per sostenere l’Agop (Associazione Genitori Oncologia Pediatrica) e Medici Senza Frontiere Italia.

Galalite, bachelite & Co. 121 impugnature d’ombrello e altre meraviglie

La storia raccontata in questa mostra è curiosa: un ricco campionario di impugnature di ombrello in galalite (“corno artificiale”) prodotte artigianalmente a Casalmaggiore negli anni Cinquanta da Fulvio Rangoni e Umberto Ghezzi, mai arrivate sul mercato perché “bruciate” dalla scoperta e dalla diffusione del Moplen, plastica ben più economica e adatta a riprodurre in serie ogni oggetto… compresi manici per parasole/parapioggia. Nonostante il mancato decollo della ditta FAIO, quelle impugnature di ombrello sono a testimoniare ancora oggi le capacità artigianali ed artistiche che hanno saputo raggiungere Rangoni e Ghezzi, la tecnica e l’inventiva un po’ “guascone” che purtroppo non hanno tenuto conto dell’evolversi dei tempi. Custodite negli anni, quelle impugnature di ombrello in resina ora sono patrimonio di tutta la città, donate da Franco Rangoni e Ariela Ghezzi al Comune di Casalmaggiore e conservate – dopo la mostra –  presso quello scrigno di eccellenze casalasche che è la Scuola Bottoli, sezione staccata del Museo Diotti, di cui è conservatore Valter Rosa.

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Arte senza frontiere visita didattica alla collezione Borgia

Per la #domenicalmuseo a ingresso gratuito, il Museo e Real Bosco di Capodimonte ha deciso di abbattere le frontiere tra culture diverse scoprendo insieme la collezione Borgia (sala 7, primo piano), in un percorso tematico dedicato al valore e alla bellezza della diversità, alla arte intesa come dialogo e contaminazione.

La visita, condotta da Stefania Napoleone, storica dell’arte dei Servizi Educativi del Museo di Capodimonte che, come tutte le prime domeniche del mese, propone ai visitatori del Museo approfondimenti tematici gratuiti, mette in luce proprio l’interesse verso culture ‘altre’ di Stefano Borgia, raffinato ed erudito cardinale, uomo dalle idee nuove e tra i personaggi più influenti del XVIII secolo.

Grazie all’apertura del prelato verso culture lontane ed esotiche, al suo colto spirito illuminista, al suo ruolo di segretario della Congregazione di Propaganda Fide e al materiale proveniente dalle missioni cattoliche presenti nei più disparati angoli del mondo, oltre le frontiere della cultura occidentale, il cardinale istituì, nel suo palazzo di Velletri, un vero e proprio Museo.

Una raccolta specchio di una straordinaria sintesi tra Oriente ed Occidente, suddivisa in dieci classi di oggetti, in linea con lo spirito classificatore e didascalico dell’enciclopedismo illuministico.

Alla collezione, venduta nel 1814 a Gioacchino Murat in base ad un accordo ratificato nel 1817 da Ferdinando I di Borbone, è dedicata la sala 7 al primo piano del Museo di Capodimonte dove sono raccolti i manufatti d’arte medievale e moderna che ripropongono parti dell’originario allestimento borgiano come il Museo Sacro e il Museo Indico.

Appuntamento presso la biglietteria del Museo alle ore 10.00 e alle ore 11.30.

Visita gratuita con prenotazione obbligatoria:

mu-cap.accoglienza.capodimonte@beniculturali.it

tel. 081.7499130 (dal giovedì al martedì 10.00-13.00 | 15.00-17.00).

Per raggiungere il Museo di Capodimonte:

Navetta Shuttle da Piazza Trieste e Trento (Teatro San Carlo)

Fermate a richiesta lungo il percorso

Tariffe da 1.50 euro per singola tratta per i napoletani e da 5 euro per i turisti

Carnevale@MADRE: mascherarsi ad arte

In occasione del Carnevale, i Servizi educativi del museo MADRE propongono Carnevale@MADRE_mascherarsi ad arte, un laboratorio didattico per famiglie inserito nel ciclo Famiglia MADRE, in cui i genitori e figli, assistiti dagli operatori didattici del museo, potranno avvicinarsi alle pratiche e ai linguaggi della contemporaneità, esplorando le opere della collezione site-specific. Ispirandosi ad esse, al termine della visita adulti e bambini potranno realizzare insieme maschere e accessori da indossare, per celebrare il Carnevale trasformandosi in “opere d’arte animate”.

Per chi avrà voglia di condividere la propria esperienza sui social network l’hashtag dedicato è #FamigliaMADRE.

Ingresso al museo gratuito.
Partecipazione gratuita fino ad esaurimento posti con prenotazione telefonica obbligatoria al numero 081.19313016 (lunedì-domenica ore 10:00 -19:00).

Il Museo MADRE di Napoli lancia per Pasqua il “biglietto sospeso”

Quando un napoletano è felice per qualche ragione, invece di pagare un solo caffè, quello che berrebbe lui, ne paga due, uno per sé e uno per il cliente che viene dopo. È come offrire un caffè al resto del mondo…

(Luciano De Crescenzo, Il caffè sospeso)
Per la Pasqua 2016 il museo MADRE di Napoli applica all’arte contemporanea l’antica pratica filantropica del “caffè sospeso”, tradizione napoletana che consente di bere un caffè espresso al bar grazie alla generosità di qualcun altro. Ora questa best practice tutta napoletana – ma riconosciuta a livello mondiale, replicata anche in molti altri paesi (tra cui Francia, Argentina, Grecia, Irlanda, Belgio) e in altri settori (come la ristorazione con la “pizza sospesa”, o l’editoria, con il “libro sospeso”) – approda anche nel museo regionale d’arte contemporanea di via Settembrini per le festività pasquali 2016. A partire dal Giovedì Santo, 24 marzo, e fino al 31 dicembre 2016, chiunque potrà lasciar pagato un biglietto per un successivo visitatore sconosciuto, al momento di comprare il proprio o al termine della visita. Un gesto di generosità e al contempo un invito, affinché ognuno operi in prima persona per far avvicinare anche altri alla cultura del contemporaneo, trasformando un’esperienza intima in una necessità importante, significativa e coinvolgente di condivisione e inclusione.Come il “caffè sospeso”, tradizione napoletana diffusa nel mondo che diviene pratica quotidiana in cui tutta una comunità si riconosce, anche il “biglietto sospeso” si propone come qualcosa di più di un biglietto offerto: procura e rafforza un senso di appartenenza, sottolinea l’importanza dell’arte nella vita di ognuno di noi e incoraggia, infine, gesti semplici e quotidiani di gentilezza reciproca.
La Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee sarà la prima a concorrere all’iniziativa: dal Giovedì Santo (24 marzo) alla Domenica di Pasqua (27 marzo) lascerà, a disposizione di chiunque voglia usufruirne, e che ne potrà fare richiesta direttamente alla biglietteria, 10 “biglietti sospesi” al giorno. Inoltre, nello stesso periodo, contribuirà al 50% all’acquisto del “biglietto sospeso”, che dunque costerà ai visitatori che vorranno aderire solo 3,50 euro (rispetto al prezzo pieno di 7,00 Euro).
Il pubblico del MADRE è invitato a segnalare l’acquisto, con l’hashtag #bigliettosospeso, sui canali social del museo (Facebook.com/madrenapoli e, per Twitter, @Museo_MADRE), per condividere, con i possibili beneficiari sconosciuti, anche l’opera o la mostra che ha suscitato in lui la voglia di trasmettere la propria passione per l’arte contemporanea.

Lunedì in Albis (28 marzo), invece, l’ingresso al museo sarà gratuito per tutti.
Inoltre, per i visitatori che si recheranno al MADRE la Domenica di Pasqua (27 marzo) è prevista una gradita “sorpresa pasquale”: un catalogo in omaggio, fino ad esaurimento scorte, tra una selezione delle pubblicazioni del museo.

Il “biglietto sospeso” per la Pasqua 2016 si pone sulla scia delle politiche inclusive adottate, negli ultimi anni, dal museo MADRE e che mirano a sperimentare e ampliare nuove forme di accesso alla cultura del contemporaneo che attraggano un pubblico sempre più ampio, diffuso e variegato. Vanno in questa direzione le numerose convenzioni e agevolazioni (con Università, Accademia delle Belle Arti e una molteplicità di enti) che danno diritto a ingressi gratuiti o a riduzioni sul prezzo del biglietto (per l’elenco completo consultare il sito www.madrenapoli.it), oltre all’ingresso gratuito settimanale, previsto per ogni lunedì, e l’“Agosto Gratuito”, riproposto ogni anno, con crescente successo di pubblico, dal 2013. Consentire a tutti, cittadine e cittadini campani, turisti italiani e internazionali, la possibilità di avvicinarsi alle ricerche artistiche del presente, trarne stimolo per i propri percorsi individuali di vita, ricerca e lavoro, visitare il museo d’arte contemporanea regionale come spazio-tempo aperto al confronto e al dialogo, anche multiculturale e intergenerazionale: questo l’intento di queste iniziative, che delineano una politica culturale dell’inclusione e della condivisione, rinsaldando la funzione di servizio pubblico dell’istituzione museale.
L’iniziativa, inoltre, è in linea con i programmi per il pubblico promossi dal MADRE fin dal 2013, che invitano i visitatori a farsi parte attiva della vita del museo, trasformando l’istituzione museale in teatro, assemblea, spazio di progettazione condivisa. Un’occasione, insomma, per approfondire ancora una volta la relazione tra il museo e il suo pubblico, celebrata anche dall’artista francese Daniel Buren con l’intervento-simbolo Axer /Desaxér (visitabile fino al 4 luglio 2016), che ha ridisegnato l’ingresso del MADRE creando uno spazio di dialogo con il pubblico, di mobilità percettiva e cognitiva, in cui interno ed esterno, museo e comunità si compenetrano l’uno nell’altro, fino a confondersi fra loro.
Info

Tel. 081.19313016 lunedì-venerdì 9:00-18:00 e sabato 9:00-14:00

info@madrenapoli.it
Lunedì, Mercoledì, Giovedì, Venerdì, Sabato 10:00 ⋅ 19:30 — Domenica 10:00 ⋅ 20:00

La biglietteria chiude un’ora prima / Martedì chiuso / Lunedì ingresso gratuito

Biglietto a prezzo intero: 7, 00 euro; biglietto ridotto: 3,50 euro

Erri de Luca al MANN: “questo museo è necessario!”

I musei italiani non attraggono. In pochi sentono il bisogno, l’emozione, la necessità di visitarli. I turisti lo fanno, gli italiani no. Così l’esistenza fisica dei musei si riduce alla “cura e tutela” delle opere d’arte in essi contenute. Ma non è detto che il museo non possa avere altre funzioni. Da questa riflessione vien fuori a Napoli il progetto “Out of boundaries” (Obvia), un modo per rappresentare l’antico attraverso le forme d’arte perchè solo gli artisti sono in grado di comunicare il genius loci di Parthenope. Obvia, infatti, vede uniti gli atenei Federico II e la Seconda università di Napoli, lo scrittore Erri De Luca, il pianista e compositore Antonio Fresa e due disegnatori, Blasco Pisapia (Disney) e Giorgio Siravo (Mad Enterrtainament) ai quali è stato affidato il compito di portare l’arte fuori dai musei, far circolare opere e idee, cogliere l’attenzione di chi è distratto, attraverso mille punti di vista… perchè il piacere si amplifica quando la bellezza si condivide con gli altri.
Il museo non è la cassaforte in cui si chiudono le opere, ma il luogo dove si prova ad andare oltre il mondo ordinario. Le opere non evocano un tempo passato, ma sono il nostro specchio, il modo come stiamo al mondo. Erri de Luca, intervenuto durante la presentazione del progetto avvenuta il 23 febbraio 2016 presso la sala del Toro Farnese del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, ha introdotto il testo che ha scritto per il MANN con una riflessione sulla differenza tra il nudo precristiano e quello moderno (una curiosità che è stata anche riportata nel suo ultimo racconto a cui lo scrittore si è dedicato nei mesi di congedo dal processo): i nudi precristiani erano come un traguardo per chi li guardava; il nudo moderno corrisponde a un manichino, il cliente di un guardaroba. “Il corpo che abitiamo è l’ultima manifestazione di una macchina che è stata soggetta a millenni di collaudi. Visitando questi posti – confessa Erri de Luca riferendosi al MANN – si ha la sensazione di abitare una macchina antica. Perciò questo museo è necessario!“.
Insomma, il museo è importante non per quello che contiene, ma per quel che evoca. Le opere in esso esposte sono lo specchio di noi stessi, ci sfidano al confronto,a sperimentare nuove visioni del mondo, o semplicemente, e più spesso, a ricordarci in un modo particolare, confidenziale, intimo, quanto ricca e profonda sia l’esperienza umana, e la nostra personale. Così Erri de Luca alla vista del busto di Democrito, conservato al MANN, prova un brivido di soggezione: “Non mi aspettavo di trovare il suo volto addensato di pensieri in una sala del percorso guidato del Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Incontrare Democrito a Napoli… così doveva essere… Democrito doveva stare a Napoli, dovevo immaginarlo prima di incontrarlo! Il Museo Nazionale in cima a via Foria è un serbatoio di Grecia dissepolto e offerta al pellegrino. Chi passa la sua soglia compie un pellegrinaggio nei volti e nei corpi che ci hanno preceduti… Sono uscito, rinnovato dai passi percorsi nel più grande banco dei pegni lasciato dal passato a noi, scialacquatori della eredità!“.


L’opera d’arte è un modo di dare visione e profondità al presente. Viviamo i fenomeni, ma abbiamo bisogno di capirne le origini, il senso, la prospettiva. Serve proprio a questo il museo: a capire quel che non conosciamo e a rafforzarci in prospettiva del futuro. Erri de Luca ha inaugurato una fase entusiasmante, appassionante, sexy del Museo Archeologico Nazionale di Napoli… e non solo!