La mostra “Kairos” di Petrucci da novembre sbarca in Cina, all’Expo di Shangai

novembre 3, 2017 / Eventi, Tempo libero

Dagli Stati Uniti alla Cina. Dopo il successo riscosso dall’esposizione newyorkese dello scorso aprile, la collezione “Kairos” di Nello Petrucci in questi giorni sbarca a Shangai, quando sarà esposta (fino al 5 novembre) nell’ambito della 21st Shangai World Expo Exhibition & Convention Center, in collaborazione con l’Agorà Gallery di New York.

La collezione “Kairos” è composta da 40 tra le più recenti e originali opere firmate da Petrucci. Si tratta di lavori che recano l’inconfondibile firma del talento pompeiano, considerato unanimemente il pioniere di un nuovo corso artistico, un’arte materica definita “pop cinetica”. Locandine di film, fotografie di opere classiche ma anche di avvenimenti di cronaca vengono “fuse” dall’artista, con una tecnica stratigrafica, che ne ricava così lavori unici nel loro genere. Le sue opere uniscono insieme collage e pittura, ma in modo del tutto singolare. E al centro resta sempre la fotografia, un’arte che, per sua natura, coglie un attimo, un istante dell’infinito scorrere del tempo.

Non a caso la collezione, per la prima volta esposta nel lontano Oriente, si intitola “Kairos”, una parola che nell’antica Grecia significava “momento giusto, opportuno” o anche “momento supremo”. I greci antichi avevano due parole per il tempo, chronos e kairos. Mentre la prima si riferisce al tempo cronologico e sequenziale, la seconda significa “un tempo nel mezzo”, un momento di un periodo di tempo indeterminato nel quale “qualcosa” di speciale accade. Ecco perché le sue opere portano a riflettere su un tempo che non è più dato in movimento, ma è colto nella sua fissità: non più Chronos, appunto, ma Kairos.

Nello Petrucci è un artista italiano che vive e lavora sotto le pendici del Vesuvio, a Pompei. La sua ricerca artistica trova la sua origine nel cinema: «Ha influenzato il mio stile di vita, il mio modo di essere, la mia personalità, nel bene e nel male, i film sono il mio carattere. Gli dovevo qualcosa» dice lo stesso Petrucci.

 

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