Riapre il Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato

agosto 26, 2016 / Eventi, Tempo libero

Cresce l’attesa per il Grand Opening del nuovo Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato, in calendario il prossimo 16 ottobre 2016, dopo il completamento dell’avveniristico ampliamento a forma di navicella spaziale dell’architetto di stanza a Rotterdam Maurice Nio e la riqualificazione dell’edificio originario di Italo Gamberini. Il Centro Pecci sarà infatti l’unica istituzione pubblica dedicata all’arte contemporanea in Italia, e una tra le poche in Europa, a inaugurare un nuovo edificio nel decennio 2010-2020.
Fondato nel 1988 — prima istituzione in Italia con una sede costruita ex novo per esporre, collezionare, conservare, documentare e diffondere le ricerche artistiche più avanzate — il Centro Pecci si appresta a diventare un punto di riferimento internazionale per la
sperimentazione dei molteplici linguaggi artistici contemporanei. La sua missione sarà, infatti, quella di indagare tutte le discipline della cultura contemporanea, toccando anche cinema, musica, perfoming arts, architettura, design, moda e letteratura, cercando al contempo di
avvicinare il più possibile l’arte alla società.
A questo scopo il nuovo Centro, oltre a spazi espositivi più che raddoppiati, avrà a disposizione anche l’archivio e la biblioteca specializzata, che conta un patrimonio di oltre 50.000 volumi, il teatro all’aperto, un cinema/auditorium, uno spazio performativo all’interno delle gallerie, un bookshop, un ristorante, un pub/bistrot. Sarà un luogo non solo espositivo, ma il più versatile e trasformabile possibile, basato sulla sperimentazione e la ricerca. Punterà a una relazione dinamica con il suo pubblico, divenendo un luogo particolarmente attivo con il prolungamento dell’apertura alla sera, quando alle mostre si affiancano performance, concerti e proiezioni, ma anche conferenze, laboratori e corsi per adulti.
La mostra inaugurale, intitolata La fine del mondo, a cura del direttore Fabio Cavallucci con il supporto di vari collaboratori e advisor, occuperà l’intera superficie espositiva del museo, arricchita da un fitto programma di eventi collaterali e interventi multidisciplinari. La mostra non intende manifestare una visione catastrofica e apocalittica, ma semmai dare uno sguardo al nostro presente con l’occhio della distanza, che spinge a vedere il mondo da lontano e a pensare alle incommensurabili distanze cosmiche e ai lunghissimi tempi della storia della Terra e dell’Universo, di fronte ai quali le nostre esistenze sono solo frammenti inconsistenti. La
mostra si snoderà tra spazi che aprono a un senso di silenzio e tranquillità cosmica e ambienti più frenetici e caotici, con opere di artisti internazionali come quelle dell’artista svizzero Thomas Hirschhorn, del cubano Carlos Garaicoa, del cinese Qiu Zhijie o del brasiliano Henrique Oliveira. Mescolerà tutte le arti in un flusso continuo, grazie a interventi anche di architetti, musicisti, operatori teatrali come parte integrante del percorso espositivo.
L’occasione della riapertura del Centro Pecci, al quale la Regione Toscana attribuisce il compito di coordinamento del contemporaneo in regione, darà anche l’opportunità di ospitare, nella città di Prato, una serie di eventi e mostre parallele. Tra queste un’iniziativa con grandi opere prodotta dai galleristi toscani in uno spettacolare edificio di archeologia industriale, mostre dedicate ai giovani artisti, opere negli spazi pubblici, e i progetti del recente concorso per il Parco Centrale di Prato che vede la partecipazione di alcuni dei migliori architetti e paesaggisti mondiali.
In attesa della sua riapertura, sotto la direzione di Fabio Cavallucci, il Centro Pecci ha intrapreso una serie di iniziative finalizzate a mettere al centro il dibattito, il confronto sull’attualità per tornare alle radici del “fare cultura”, attraverso numerosi strumenti di dialogo e condivisione come conferenze con personalità di fama internazionale — da Zygmunt Bauman a Luis Sepúlveda a David Grossman — o come il Forum dell’arte contemporanea italiana, primo Forum nazionale per analizzare il “sistema arte in Italia” e capire le ragioni che non lo rendono competitivo su scala internazionale.

Negli ultimi mesi il Centro Pecci ha poi spostato il dibattito sul nuovo sito internet in tre lingue – italiano, inglese e cinese – trasformato da mero canale informativo e promozionale del museo, con sezioni dedicate alle mostre, alla collezione, agli eventi e alla didattica, a piattaforma di ricerca e discussione sviluppate intorno a temi che abbracciano molteplici campi del sapere.
Lo strumento d’approfondimento all’interno del sito è il Journal, che ospita saggi, interviste, contributi di scrittori, filosofi, scienziati, teorici che investigano tutte le complesse sfaccettature della contemporaneità: un luogo partecipato, interattivo e aperto a tutti coloro che vorranno anche nei prossimi mesi alimentare il dibattito, con commenti, integrazioni, proposte.
Il Journal è anche lo spazio virtuale di “costruzione” della mostra inaugurale e sarà arricchito di volta in volta da anticipazioni, video e foto, interviste coi protagonisti della mostra. Un esperimento che riformula il concetto stesso di esclusività dell’informazione, anticipando i
contenuti, mettendoli a disposizione di tutti e soprattutto modificandoli progressivamente a seconda della partecipazione del pubblico, del flusso di contributi e degli stimoli ricevuti.

Dall’autunno, in concomitanza con la riapertura, il Centro Pecci organizzerà presso BASE Milano (negli spazi ex-Ansaldo) delle anteprime e incontri sul tema dell’arte contemporanea.

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