Jerry Calà a Napoli parla della sua “Vita da libidine” e del suo prossimo film

giugno 2, 2016 / News, Personaggi

Quella di scrivere un libro non è stata una mia idea – spiega Jerry Calà -, anzi io prendevo in giro i miei colleghi dicendo che ero l’unico a non aver mai scritto un libro. Poi mi ha chiamato la Sperling & Cupfer, che è una casa editrice di qualità, e ci ho fatto un pensierino: ho cominciato ad andare indietro nel tempo e mi son detto che forse ne valeva la pena. Il testo non è una biografia, ma un racconto della mia vita attraverso il quale illustro (involontariamente) bene un’epoca, quella degli anni ’70 – ’80, anni di grandi cambiamenti (ad es. da Claudio Villa si è passati ai Beatles)“. Con queste parole l’istrionico attore comico giustifica la sua scelta di scrivere il libro “Una vita da libidine“, disponibile in tutte le librerie da aprile e presentato alla libreria Mondadori Mooks di Napoli lunedì 30 maggio. “Napoli, come racconto anche nel libro, è stata per noi (ovvero io, Umberto Smaila, Nini Salerno e Franco Oppini) molto importante – racconta Jerry -. Napoli fu la prima città che ci diede fiducia teatralmente: il teatro Cilea ci ospitò per due giorni registrando sempre il pienone; poi il direttore del San Carluccio ci offrì un posto stabile nel suo teatro, che però non accettammo perchè avevamo già preso altri impegni. Napoli ha accolto molto bene anche i miei film: essendo maniaco degli incassi, telefonavo alle cassiere dei cinema, e quelle dei cinema napoletani mi rispondevano sempre che avevo registrato grandi incassi“. Alla domanda “cosa ti piace di Napoli?” Calogero Calà (è questo il vero nome di Jerry) risponde: “Tutto! Secondo me è sbagliato dire ‘il napoletano’, il napoletano è un italiano… Siamo tutti italiani, siamo un bel popolo, molto variopinto. Siamo tutti uguali! Una grande differenza che c’è tra Napoli e tutta l’Italia è che Napoli nel campo dello spettacolo è uno stato autonomo: ha un suo teatro, dei suoi artisti, che hanno un grandissimo successo e che riescono a vivere anche solo col bacino di Napoli e dintorni“.
Prima di parlare del suo libro, Jerry fa un paragone tra la comicità moderna e quella degli anni in cui lui è emerso artisticamente parlando: “La mia generazione di comici i personaggi se li inventava (vedi Pozzetto), mentre oggi quasi tutti i comici sono imitatori: quello è bravo perchè imita Berlusconi, quella perchè imita Belen, e così via. Sono bravissimi, ma una volta sarebbero stati definiti imitatori, non comici! I napoletani invece sono sempre molto personali, già il dialetto li aiuta a personalizzarsi, e quindi non hanno bisogno di imitare nessuno. Infatti non conosco molti imitatori napoletani…“.
Jerry parla anche del progetto a cui sta attualmente lavorando: “Sto per iniziare a girare un film, sia in veste di attore che di regista. Scrivendo il libro ho ripercorso tutto il periodo della mia vita di gruppo con i ‘Gatti di vicolo Miracolo’, così mi è venuta di nuovo voglia di stare con i miei amici. Siccome io e loro abbiamo una certa età il film si chiamerà ‘2016: Odissea nell’Ospizio’; si tratta di una storia vagamente autobiografica in cui io, Umberto e Franco ci ritroviamo per forza di cose in una casa di riposo. E’ un film molto divertente, ma anche molto legato all’attualità in quanto tra i protagonisti c’è il direttore dell’ospizio che spende al gioco tutto il budget della struttura (esempio di malasanità), poi ad un certo punto il comune decide di mandarci una decina di profughi e ne vien fuori una convivenza strana e divertente“.
Ritornando all’argomento “libro” Jerry parla della scelta che lo ha portato ad accostare ogni città in cui ha vissuto ad un genere musicale: “Ho dedicato ogni capitolo ad una città in quanto la mia vita è sempre stata in viaggio, sin da piccolo, perchè mio padre faceva l’interprete e, quindi, veniva continuamente trasferito, e poi io, grazie al mio lavoro, sono sempre stato in giro. Sono di origini siciliane, vengo da Catania, mi chiamo Calogero; poi vado a vivere con la mia famiglia a Milano, poi a Verona, poi vado a studiare a Bologna… A ogni città ho voluto assegnare un genere musicale legato all’argomento del capitolo, al tono“.
Jerry parla poi del titolo del suo libro: “Una vita da libidine perchè io la vita l’ho un po’ mangiata e ancora voglio assaporarla; poi la ‘libidine’ è stata uno dei miei tormentoni. Il messaggio che vorrei trasmettere, soprattutto ai giovani, è ‘avere fame di vita, di futuro, di realizzazione’, senza lamentarsi o aspettare chi dovrebbe preparare loro il piatto del futuro. Chi ha un sogno se lo deve andare a prendere, come abbiamo fatto noi (quando non c’erano i reality) con le unghie e con i denti“.
Il famoso attore comico conclude il suo intervento a Napoli con una riflessione sulle sue origini ed in generale sul Sud Italia: “Le mie origini sono importanti, le origini te le porti dietro tutta la vita. La mia sicilianità, anche se non si sente nell’accento, mi è rimasta dentro. Una cosa che mi piace in generale del Sud è l’amore che la gente ha per i nonni: in Sicilia, come a Napoli, è difficile trovare tanti vecchietti negli ospizi. Di questa cosa ne vado fiero, è una delle cose che fa una grande differenza tra Nord e Sud“.

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