Il Polo del ‘900 è il nuovo e moderno centro culturale di Torino, aperto a tutti e rivolto in particolar modo alle giovani generazioni e ai nuovi cittadini. È impegnato nel promuovere la crescita civica e formativa di tutta la comunità, in relazione ai temi più attuali e a quelli in prospettiva futura della società, a partire dalla riflessione sulla storia del ‘900. Grazie alla ricchezza di fonti documentarie e alla pluralità delle esperienze e delle competenze dei diversi enti culturali coinvolti nel progetto, il Polo diventerà il luogo e l’attore di attività e iniziative culturali capaci di far dialogare memoria e attualità.

La Fondazione Polo del ‘900, frutto di una progettazione condivisa nel corso degli ultimi anni tra i soci fondatori Città di Torino, Regione Piemonte e Compagnia di San Paolo e gli enti culturali partner, risponde allo schema giuridico della fondazione di partecipazione, non persegue fini di lucro e non può distribuire utili. La Fondazione oltre a occuparsi della gestione degli immobili dei Quartieri Militari Juvarriani – i Palazzi San Celso e San Daniele – coordinerà funzioni e spazi pubblici e svilupperà progettazioni integrate.

Il Polo del ‘900 è pensato con un modello culturale e gestionale assolutamente innovativo.

– Culturale: poichè è stato creato per dare nuova vita agli enti che manterranno la piena autonomia e identità ma nello stesso tempo saranno integrati in un unico centro culturale. Questo rappresenterà un’opportunità per gli attori coinvolti in termini di massa critica, di rinnovamento, di promozione, razionalizzazione e sostenibilità.

– Gestionale perché è pensato per essere sostenibile (per circa il 30% del budget) attraverso la membership, l’affitto degli spazi per eventi e coworking, la sponsorizzazione di imprese culturali e la partecipazione a bandi europei.

In totale sono a disposizione del pubblico, degli studenti e degli studiosi oltre 3.000 metri quadrati di spazi, 540 metri quadrati di cortile utilizzabili per eventi, 1 biblioteca con due sale di lettura e oltre 100 postazioni, 1 sala conferenze, 1 spazio polivalente per mostre ed eventi, 3 aree didattiche, 50 metri quadrati destinati all’area kids, 1 mostra permanente (Torino 1938-1948) e 1 rifugio antiaereo, risalente alla seconda guerra mondiale, visitabile.  Il lavoro dei bibliotecari e degli archivisti ha portato all’integrazione dei patrimoni dei singoli enti in un’unica collezione che vanta più di 300.000 monografie e fondi archivistici, 28.000 audiovisivi, 127.600 fotografie, 650 metri quadrati di depositi, 7 chilometri lineari di archivi. Nei mesi successivi è prevista l’apertura di un bar e del bookshop.
Libri, riviste, video e fotografie che gli Enti culturali partner hanno messo in comune e catalogato con una nuova classificazione che permette la consultazione online e la consulenza in loco degli archivisti e bibliotecari degli Istituti, a turno a disposizione per ricerche e documentazione.
Il Polo de ‘900 svolgerà alcune tra le sue attività nei due palazzi storici di San Celso e San Daniele.  Il primo è stato restaurato e aperto al pubblico nel 2003, è già sede del Museo Diffuso della Resistenza, della Guerra, della Deportazione, dei Diritti e della Libertà, dell’Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza, dell’Istituto Piemontese per la storia della Resistenza e della Società contemporanea “Giorgio Agosti” e del Centro Internazionale di Studi Primo Levi.  A San Celso si trovano anche due sale conferenze, di cui una adibita anche a proiezioni, e troveranno sede gli uffici della neonata Fondazione Polo del ‘900 e dell’ANVGD – l’associazione nazionale Venezia Giulia Dalmazia.
Palazzo San Daniele, è stato oggetto di una profonda ristrutturazione funzionale grazie a un investimento di 5 milioni di euro da parte della Compagnia di San Paolo. Ospita gli uffici di otto enti culturali partner (l’Istituto per la Memoria e la Cultura del Lavoro, dell’Impresa e dei Diritti Sociali, la Fondazione Istituto Piemontese Antonio Gramsci, la Fondazione Vera Nocentini, l’Istituto di studi storici Gaetano Salvemini, il Centro Studi Piero Gobetti, la Fondazione Carlo Donat-Cattin, l’Unione Culturale Franco Antonicelli e l’Organizzazione Rete Italiana Cultura Popolare)  e sei associazioni partigiane (l’ANCR- Associazione nazionale combattenti e reduci, l’ANED – associazione nazionale ex deportati nei campi Nazisti, l’ANPI – associazione nazionale partigiani d’Italia, l’ANPPIA – associazione nazionale perseguitati politici italiani antifascisti, l’AVL – associazione volontari libertà del Piemonte e la FIAP – federazione italiana associazioni partigiane).
Durante la progettazione è stata dedicata particolare attenzione alle utenze più deboli e ai più piccoli. Mappe tattili, presentazioni nel linguaggio dei segni e supporti alla deambulazione sono alcuni dei servizi per i diversamente abili; fasciatoi, scaldabiberon e la disponibilità di passeggini rendono l’esperienza al Polo adatta a tutta la famiglia.
All’ingresso di Palazzo San Daniele si è accolti nel Salotto del ‘900, uno spazio pubblico nel quale si possono comodamente consultare le pubblicazioni sulla storia del ‘900, ma anche portarsi un buon libro da leggere o fare conversazione con altri avventori; uno spazio nel quale gli arredi sono stati disegnati su misura, con costanti rimandi formali al secolo scorso, interpretati in chiave contemporanea. Il resto del piano terra si adatta ai diversi usi previsti, come reading, conferenze, spettacoli teatrali, meeting e mostre temporanee, grazie a un sistema di scorrevoli e di allestimenti su misura mobili, su ruote, e completamente smontabili. Al primo piano trovano luogo la biblioteca e la sale di lettura con sessanta postazioni. L’interrato, Sala Voltoni, nella bella cornice degli spazi originari juvarriani, è immaginato per piccoli eventi.
In tutti gli spazi pubblici vi è la connessione wi-fi.
Il programma per la settimana inaugurale è denso di appuntamenti, a partire dalle 18,00 del 22 aprile il pubblico potrà accedere liberamente agli spazi del Polo del ‘900, soffermarsi nelle biblioteche dei palazzi per assistere alla performance teatrale “La Biblioteca parlante” che condurrà i visitatori della Biblioteca del Polo alla scoperta dei testi contenuti al suo interno. Orario dalle 18,00 alle 19,30.
A cura della Rete Italiana di Cultura Popolare e Ismel, in collaborazione con Ancr, Centro studi Piero Gobetti, Centro Studi Primo Levi, Fondazione Carlo Donat-Cattin e Istoreto.
Oppure si potrà assistere all’inaugurazione della mostra “Lungo un secolo. Oppressioni e liberazioni nel Novecento”, visitabile sino a novembre 2016. Il visitatore è condotto attraverso alcuni dei grandi processi di cambiamento che hanno segnato il secolo scorso, evidenziando la domanda di libertà come il riproporsi dell’oppressione. Il nucleo essenziale del percorso è costituito da coppie di parole in contrapposizione: umani e macchine; le donne e gli uomini; i bianchi e gli altri; poteri e resistenze.  Tre i linguaggi utilizzati: il video, il testo scritto e il disegno.
Sei autori italiani hanno illustrato sezioni del percorso con opere originali: Gabriella Giandelli, Igort & Leila Marzocchi, LRNZ, Fabio Ramiro Rossin e Serena Schinaia.
La mostra è stata realizzata a cura del Museo Diffuso della Resistenza, in collaborazione con l’Unione Culturale “Franco Antonicelli”, l’Ismel, l’Istoreto, l’Ancr.
Alle 21, sempre il 22 aprile, letture di Igiaba Scego dal titolo “Decolonizzare l’Italia”, nella sala conferenze di Palazzo San Celso. A cura dell’Unione Culturale “Franco Antonicelli”, in collaborazione con il Museo Diffuso della Resistenza.
Tra i tanti appuntamenti dei giorni successivi, sabato 23, domenica 24 e lunedì 25 aprile, dalle 14,30 alle 17,30, è proposto dalla Rete Italiana di Cultura Popolare un percorso a piedi, teatrale e multimediale, grazie all’app scaricabile sui propri smartphone e tablet, con partenza dalla Caserma Lamarmora di via Asti e conclusione al Polo del ‘900, dal titolo: “Torino cambia pelle: un percorso che racconta la trasformazione della città e dei suoi cittadini dal 1945 a oggi”. Si rivive la Torino devastata dai bombardamenti, ma finalmente libera dall’occupazione tedesca e la si confronta con la città di oggi attraverso lo strumento multimediale della web app.
Mercoledì 27 aprile, alle 18,30, vi sarà l’inaugurazione di “Casa Gramsci”, in piazza Carlo Emanuele II 15: uno spazio dedicato alla memoria di Antonio Gramsci, che vi abitò nei primi anni del Novecento da studente dell’Università di Torino. I locali sono stati adibiti a luogo di riflessione sui temi gramsciani fortemente legati all’attualità, oltre che a momenti di animazione culturale, in collaborazione con la Circoscrizione Torino Centro, le realtà commerciali del quartiere e le associazioni culturali di zona.
Nel corso dell’inaugurazione verrà presentata la mostra dell’artista visivo Gianluca Costantini. A cura di Fondazione Istituto piemontese Antonio Gramsci Onlus.

 

 

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