“Senza penzier”: l’ultimo singolo di Valerio Jovine

dicembre 10, 2015 / Curiosità, News

E uscito in questi giorni il video dell’ultimo singolo di Valerio JovineSenza penzier”, traccia estratta da “Parla più forte”, settimo album dell’artista napoletano pubblicato dopo l’esperienza al talent show The Voice of Italy, lo scorso aprile.


“Senza penzier” è un ritorno alle pure origini reggae del cantante dall’inconfondibile voce roca e il sound genuino, pulito. Una ballad per la leggerezza di vivere. Una preghiera semplice “pe’ truvà pace”, accesa dal desiderio di liberarsi anche solo per un giorno dalle troppe pressioni che la vita impone tra responsabilità, incertezze, timori e i tanti “cunt pè campà”.

Ogni traccia del disco è per me un pezzo di esistenza realmente vissuta – spiega Jovine -. Senza penzier nasce da un periodo di forti cambiamenti, la prova della paternità, l’arrivo della mia prima figlia, l’addio alla mia casa di sempre al centro storico di Napoli. L’ho scritta in una fase in cui la mia mente era affollata di cose ed è dedicata a quei momenti in cui vorremmo liberarci dai troppi pensieri. Un desiderio che ci accomuna tutti: ne ho avuto la conferma quando dopo solo 10 giorni dall’uscita di Parla più forte, questo era il brano che tutti cantavano di più. La musica è così, supera le strategie, è fatta dalle persone che la scelgono per appartenenza, perché la sentono addosso”.
Il videoclip, realizzato da Michele Pesce al Nuovo Teatro San Carluccio di Napoli, è un viaggio surreale tra i palcoscenici della vita. Gioca sul concetto delle maschere che ogni giorno dobbiamo indossare, come giocolieri in bilico tra realtà e finzione, sostanza e apparenza, in attesa del nostro giorno appunto, senza pensieri. “Abbiamo scelto una modalità un po’ atipica, quasi onirica, per rappresentare la canzone – conclude Jovine -. È un video molto diverso dai soliti scenari immediati che caratterizzano la mia musica, girato come se lo avesse immaginato un regista visionario. Non manca la Napoli che tanto amo raccontata attraverso le immagini fotografiche veraci della gente che anima la città, la stessa gente che poi la rende una città unica al mondo”.

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