Luis Bacalov al Social World Film Festival confessa: “Con l’Oscar ho iniziato una seconda carriera”

luglio 9, 2015 / News, Personaggi

Presso l’Arena Loren, luogo prediletto ove ogni sera si svolgono gli eventi facenti parte del programma del Social World Film Festival, si è esibito ieri sera per la prima volta un premio Oscar, il maestro Luis Bacalov. Un concerto unico ed emozionante, che ha voluto dedicare interamente al cinema, in onore del Festival in cui è stato ospitato. Bacalov durante la sua esecuzione ha alternato brani che sono nati come vere e proprie colonne sonore ad altri che non sono stati scritti per il cinema, ma sono stati impiegati in diversi film.

Ad aprire questo concerto dalla setlist decisamente internazionale, le musiche del compositore cubano Ignacio Cervantes, passando poi per Carlos Gardel e Astor Piazzolla, al quale Bacalov si è ispirato nella scrittura di “Astoriando”, brano utilizzato per il film “Milonga” di Emilio Greco; ancora, “Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto” di Ennio Morricone, tratto dall’omonimo film e, immancabile, la colonna sonora de “Il Postino” che gli ha fatto meritare il premio Oscar nel 1993. Inevitabile la standing ovation finale.
A conclusione del concerto, in una breve intervista con Roberta Scardola, Luis Bacalov ha rivelato il suo modo di  lavorare con i registi: “Vedo sempre i film con loro, chiedo loro cosa si aspettano dalle musiche, quali sono lo spirito e lo stile delle musiche, in che modo potrebbero aggiungere qualcosa al film”. In conferenza stampa, sempre a tal proposito, il maestro Bacalov ha infatti rivelato ai giornalisti presenti: “Lavoro poco nel cinema italiano un po’ perché i giovani vogliono lavorare con i giovani un po’ perché ogni tanto mi fanno leggere una sceneggiatura e mi si drizzano i capelli in testa. Allora io rispondo: ‘Guadi io ho tentato di capire che cosa potrei apportare a questo film, e non ho trovato nulla; quindi questo significa che non sono il musicista adatto per il suo film’… Naturalmente la verità è un’altra!”. Sempre sul rapporto regista-musicista Bacalov ha detto:  “E’importante chiarire il concetto di musica ‘propria’, ovvero quella musica che da un punto di vista estetico e – se vogliamo – anche etico segue una ‘strada’. Nel cinema, salvo qualche eccezione, questo non esiste. Io ho scritto di tutto e il contrario di tutto. I film non sono tutti uguali. Scrivere musica per il cinema significa avere grande flessibilità, significa scrivere musiche che non necessariamente fanno parte di una ‘strada’. A meno che non ci sia un regista che ha prodotto un film in linea con alcune musiche già composte”. “Un buon docente di musica applicata – continua Bacalov – deve far capire ai suoi allievi che non devono scrivere le musiche per loro, ma per i film. Il musicista deve trovare una dialettica positiva con il regista, deve trovare un accordo sulle strade da seguire. Quando questa cosa non succede, quando il regista dice al musicista ‘faccia come vuole’, allora non va bene, inevitabilmente si va incontro a delle incomprensioni”.
Sul tema di questa quinta edizione del Social World Film Festival “L’amicizia. Legame, risorsa, crescita” ha detto: “Io sono nato in Argentina e lo scrittore Borges diceva che gli argentini hanno un sacco di problemi e di vizi, ma hanno anche la passione di trovare un amico e conservalo. Quando ho trovato un regista con il quale ho lavorato particolarmente bene siamo diventati amici. Ne cito due che ho accompagnato nella musica e nella vita, lo scomparso Emilio Greco e Franco Giraldi”.
Il maestro Bacalov non ha segreti e ha svelato anche i modelli a cui si è ispirato nel corso degli anni: “Oltre al fatto che conoscevo bene la musica preesistente, sia italiana che americana, mi sono fino a venti anni fa ispirato a un mio grande amico, ovvero Morricone; negli ultimi anni ho seguito altre strade, ma senza aver studiato le musiche di Morricone forse non avrei mai fatto quello che sto facendo adesso”. “Ho avuto il privilegio di lavorare con grandi registi – confessa Bacalov -. Ho lavorato anche con registi un po’ meno autori, come Fellini, Leoni, artisti che hanno prodotto uno stile. Ho lavorato con registi con cui mi sono trovato molto bene, forse ancora meglio che con Fellini perché con Fellini ho dovuto seguire una strada che non avevo ancora percorso, che era quella di provare a sostituire lo scomparso Rota, allora braccio destro del regista. C’è stato addirittura un momento in cui avevo pensato di abbandonare l’avventura con Fellini, fino a quando non ho capito che dovevo roteggiare”.
Infine, una rivelazione sul periodo che ha cambiato la sua vita, quello in cui ha ricevuto l’Oscar: “Quando è accaduto avevo più di 60 anni. Avevo lavorato tantissimo e ho pensato che era arrivato il momento di lavorare di meno, o addirittura di fermarmi. Poi mi è capitato di scrivere la musica de ‘Il Postino’, film che ebbe un grande successo negli USA, con nostro grande stupore. Si portò a casa 5 nomination e un solo Oscar, quello alle musiche. Questo mi ha cambiato la vita, perché pensavo di godermela un po’ di più, ma mi hanno inondato di commissioni per musiche da film e altro. Ho iniziato una seconda carriera!”.
Al termine della serata il Social World Film Festival ha voluto premiarlo con il Golden Spike Award alla sua straordinaria carriera, poi la consueta firma del Wall Of Fame, il Muro dei Famosi di Vico Equense.
Oggi la serata evento dedicata a Francesco Rosi e Virna Lisi, con ospite Riccardo Scamarcio. Domani tocca alla madrina dell’evento Valeria Golino e Leo Gullotta, con un omaggio a Totò ed Eduardo De Filippo. Poi, ancora, saranno a Vico Equense Andrea Osvart, Lino Guanciale e Giulio Berruti (11 luglio).

Vedi le foto di Luis Bacalov al Social World Film Festival

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