Paris Fashion Week: Hermès, Saint Laurent e Alexander McQueen

marzo 12, 2015 / Moda, Sfilate

 

Nadège Vanhee-Cybulski sembra proprio calzare a pennello ad Hermès. La stilista francese, 36 anni, ha reinterpretato lo spirito equestre di Hermès in chiave più contemporanea e più femminile, e con dettagli nuovi come le grandi tasche a forma di sella sui cappotti in pellami matelassé. L’inizio è blu, uno dei colori dominanti la collezione.
E se il soprabito in pelle e il giaccone di lana orlato di rosso come le coperte dei cavalli hanno una larghezza senza tempo, molto del resto si accompagna al corpo con insistenza. C’è anche un nuovo giallo forte e un ritorno coraggioso del rosso classicamente Hermès, non limitati ai dettagli ma ad abiti in maglia longuette, semplici ma che si fanno notare.

Pelle e camoscio lavorati insieme, pantaloni in nappa blu e camicia rossa, il massimo della eleganza come il maglione blu a collo alto e la gonna a portafoglio per metà in agnello e per metà in foulard di seta stampata con il motivo di cinghie. Tanto visone, anche bluette, anche rasato per piccoli top neri con dettagli in coccodrillo. La nuova borsa “Octagone” è in tre varianti, a mano, a tracolla o a pochette.
Ai piedi tronchetti aderenti o classici stivali con tacco solido, ma anche scarpe maschili in coccodrillo con mascherina e cinturini. Un finale avorio con maglia in seta a collo montante su lunga gonna a portafoglio di raso, da accompagnare con un giaccone da sera nero in jacquard di seta lavorato, tono su tono, con i motivi del foulard “Brides de Gala”.

 

Saint Laurent

Le ragazzacce di Saint Laurent non sfilano, marciano in passerella. Sono esagerate: troppo truccate, troppo cattive, con le calze troppo strappate. Ragazze poco raccomandabili, perfino imbruttite e incupite da una voglia di vivere troppo rasente la malattia e il pericolo. Ragazze che non piacciono ai genitori vecchio stampo.
Lo stilista Slimane, 47 anni, padre tunisino e madre italiana, dal 2012 – anno della sua investitura in Saint Laurent – ha creato le nuove collezioni basandosi su questi concetti: la moda è giovane, cattiva e non perbene.
Lasciando perdere gli eccessi da sfilata, le minigonne sono quelle giuste, le sottane a tutù stanno bene con la giacca perfetta di tweed grigio con tanto di broche sui revers, i pantaloni skinny (anche traforati) hanno la catena in vita, il giubbotto ha un artistico taglio sul retro. Tutto è molto nero con l’eccezione di un paio di vestiti rossi a pois.
C’è il rossetto stampato sul vestitino e la crinolina sotto l’abito da sera ricamato a barrette argentate. Non mancano il grande nodo bianco e molto Saint Laurent sulla spalla del miniabito laminato da sera, il trench in rettile lucido e quello d’argento, una serie di cappottini maschili uno più bello dell’altro sopra minivestiti strippati da discoteca e tubini di velluto con fiocco d’argento in vita.

 

Alexander McQueen

Ebbene si, la donna di Alexander McQueen è una romanticona, ed è anche vittoriana, ma solo un poco e per quel tanto che ormai circola in giro per la moda. Insieme al nero nella collezione pensata da Sarah Burton ci sono il rosa e il rosso, i colori emblema del fiore dei fiori: la rosa. Appare nella trama dei trench e delle giacche, si rivela impressa, nero su nero, sul tailleur pantaloni in pelle, lentamente sboccia, si fa disegno grafico più accentuato, diventa rilievo sul vestito cipria, sboccia rigogliosa in un bouquet cremisi sull’abito rosso. In fondo sono fiori perfino i lunghi abiti in ruches e pizzo, romantici ma con una scollatura grafica sottolineata da pizzi neri che sostituiscono il fetish con una versione dal tocco romantico.
Perché qualcosa di provocante c’è anche nel romanticismo…

 

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