Controcorrente rispetto al trend “belli e giovani”, il mondo della moda non applica la age discrimi­nation. È, infatti, uno dei pochi settori a rispettare, forse inconsapevolmente, l’americano Age Discrimination in Employment Act del 1967, finalizzato ad arginare le discriminazioni sul lavoro basate sull’età.

Per fare degli esempi di non più giovani in costante attività, basti pensare che Giorgio Armani è un ottantenne a capo di un impero creativo-industriale, che Karl Lagerfeld, la cui data di nascita è incognita ma 80 anni dovrebbe averli compiuti, è ben saldo al timone creativo di ChanelFendi, che Miuccia Prada ha più di 60 anni ed è la leader globale indiscussa di qualsiasi tendenza e che Jean Paul Gaultier pur essendo anche lui un ultrasessantenne viene definito ancora l’enfant terrible della moda francese. Questa è la tendenza ageless che ha salvato la moda, industria molto più fiorente di tante altre che la denigrano da sempre. E che ha anche più appeal di molta politica.

L’età media della vita si allunga e le donne soprattutto sono sempre più longeve. La moda ha saputo sfruttare anche questo dato. Jackie O’Shaughnessy, modella che da qualche anno ha raggiunto quota 60 (per galanteria non sveliamo tutti i particolari sulla sua età), è stata scelta dall’ azienda di abbigliamento statunitense American Apparel come testimonial della propria campagna di intimo. “La sensualità non ha data di scadenza”: recita lo slogan… Le foto di questa bellissima donna ci fanno pensare a un modo diverso di considerare la maturità. La vecchiaia non è che una fase della vita: impariamo ad apprezzarla e a non averne paura. Facciamo come Jacky. L’augurio è di vedere altre modelle come lei. Ma soprattutto di vedere donne mature in grado di accettare i cambiamenti del corpo e vivere la vita in modo sereno, attivo e ironico.

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