Gestione dei rifiuti pericolosi in cloud

Luglio 30, 2020 / Curiosità, News

I rifiuti pericolosi sono rifiuti che, se presenti in quantità e concentrazioni sufficientemente elevate, rappresentano una minaccia per la salute umana e/o per l’ambiente se vengono immagazzinati, trasportati, trattati o smaltiti in modo improprio.


I rifiuti pericolosi sono principalmente generati da processi industriali e produttivi e includono una vasta gamma di materiali come:
• materiali di fabbricazione (acidi, fanghi, prodotti chimici, ecc.),
• rifiuti biomedici di ospedali e altre strutture sanitarie,
• solventi di scarto,
• pesticidi di scarto,
• lubrificanti industriali e oli,
• batterie scariche.
I rifiuti pericolosi richiedono una gestione speciale rispetto a come vengono raccolti, immagazzinati, trasportati, trattati, recuperati e smaltiti per ridurre gli effetti negativi sulla salute umana e sull’ambiente.
Tutti i vari processi quindi, dalla raccolta allo smaltimento, devono essere monitorati al fine di percorrere l’iter legislativo corretto in materia di gestione dei rifiuti.

Disposizioni europee della gestione dei rifiuti pericolosi
Le disposizioni europee del 2014 per la gestione dei rifiuti pericolosi impone alle aziende di migliorare i sistemi utilizzati per la gestione dei rifiuti.
Oltre a quelli generati dai prodotti di scarto industriali, sono inclusi anche i rifiuti urbani raccolti tramite le aziende municipali. Il fine è quello di incoraggiare modi nuovi, innovativi ed economici per riciclare i prodotti e ridurre i costi per i consumatori.
A tal fine l’Europa ha dettato le linee guida per informatizzare tutto il processo della gestione dei rifiuti pericolosi tramite software che possano consentirne il monitoraggio, l’amministrazione e il tracciamento, dalla raccolta allo smaltimento o al riciclo.
Attualmente sono ancora molto utilizzati software che non dispongono di accessi da remoto per l’invio della documentazione presso gli organi ministeriali di controllo. Anche la gestione da parte degli addetti da dispositivi diversi dai terminali dedicati è praticamente inesistente.
Inoltre è noto che vengono ancora utilizzati dei moduli cartacei che non consentono un tracciamento meticoloso di tutto il processo.
Il programma dettato dall’Europa per la gestione dei rifiuti pericolosi o speciali ha come scadenza di attuazione della riforma tecnologica il 31 dicembre 2020. Per tale data tutte le aziende dovranno essere in regola con la digitalizzazione dei sistemi di gestione dei rifiuti pericolosi.

Metodi per la gestione dei rifiuti pericolosi
Sono disponibili diverse opzioni per la gestione dei rifiuti pericolosi. L’obiettivo è ridurre la quantità di rifiuti alla fonte e riciclare i materiali per altri usi produttivi. Tuttavia, sebbene la riduzione e il riciclaggio siano opzioni desiderabili, non sono considerati il rimedio finale al
problema dello smaltimento dei rifiuti pericolosi.
Sarà sempre necessario il trattamento e lo stoccaggio o lo smaltimento di una certa quantità di rifiuti pericolosi. Indi per cui la digitalizzazione dei rifiuti serve anche per il monitoraggio dei rifiuti trattati e stoccati.
A tal proposito molte aziende private e statali stanno portando avanti il progetto ideato da Nica, affermata software house di sistemi di gestione dei rifiuti pericolosi e non. Questa società ha creato un software in cloud: winwaste.net. Questo software consente la totale gestione di tutta la filiera dei rifiuti da remoto e da qualunque tipo di device. Questo software è stato ideato tenendo presenti le direttive europee e ha come scopo quello di digitalizzare tutti gli aspetti relativi alla raccolta, al trasporto, allo stoccaggio, al trattamento e al riciclo dei rifiuti.

Monitoraggio dei rifiuti pericolosi
Il Ministero dell’ambiente ha un sistema di monitoraggio dei dati provenienti da tutte le aziende che gestiscono i rifiuti chiamato SISTRI (sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti). Questo sistema pone un’attenzione maggiore sui dati di gestione dei rifiuti pericolosi.
La mancata comunicazione corretta al SISTRI di tutta la procedura di gestione dei rifiuti pericolosa fa scattare automaticamente dei controlli presso l’azienda non in regola. Con winwaste.net la procedura di invio dei dati al SISTRI è integrata e la sua gestione da remoto consente agli operatori di aggiornare in tempo reale il passaggi dei rifiuti da un luogo all’altro.

La vita dei rifiuti pericolosi
Il monitoraggio dei rifiuti pericolosi è un processo articolato, formato da vari passaggi che necessitano tutti di una gestione, sia tecnica che amministrativa, al fine di ottenere le certificazioni necessarie di bontà dell’intero processo.
Il software per la gestione dei rifiuti pericolosi deve accompagnare gli operatori durante le seguenti fasi:
• raccolta,
• trasporto,
• stoccaggio,
• trattamento o lavorazione,
• recupero o riciclo.
Questo processo vale per tutti i tipi di rifiuti. Pericolosi e non. Ma per quelli pericoli si aggiungono dei processi aggiuntivi. Le aziende quindi devono dotarsi di un software che consente la gestione di tutte le tipologie di rifiuti inclusi:
• rifiuti industriali liquidi,
• rifiuti pericolosi (infiammabili, corrosivi, tossici).
Questi nello specifico devono passare per lavorazioni chiamate di depotenziamento delle caratteristiche pericolose. Soprattutto in questo caso un monitoraggio affidabile è necessario. Il software deve consentire l’aggiornamento di tale procedure in tempo reale e da qualunque luogo consentendo quindi una tracciabilità precisa di ogni passaggio.
L’informatizzazione di tutta le gestione dei rifiuti consente di allinearsi alle direttive europee, ma consente sopratutto di evitare errori durante i vari step.  L’assenza di errori permette di verificare se le procedure che la comunità europea ha dettato sono sufficientemente efficaci per la gestione dei rifiuti pericolosi e non.
È nell’interesse delle aziende dotarsi di un software come wiwaste.net, in quanto ciò consente di migliorare sempre più l’indice di affidabilità delle procedure e portare avanti una politica ambientale sempre più sostenibile per l’economia e per l’ambiente.

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