Cicerale, in provincia di Salerno, fino al 23 agosto ritorna per gli appassionati delle sagre genuine la caratteristica  “Festa dei ceci“.

La tre giorni punta a promuove e valorizzare, insieme ed attraverso al rinomato e pregiato cece autoctono impiegato dai migliori cuochi internazionali, la storia, gli artisti, l’enogastronomia, le leggende, l’artigianato delle zone interne del Cileto, e a sostenere l’aspetto sociale con la riscoperta dei mestieri di un tempo riproposti ai fini di uno sviluppo occupazionale per dare nuove opportunità ai giovani ed un’alternativa concreta all’emigrazione che sta man mano desertificando l’area.
L’organizzazione è a cura dell’attivissima Pro Loco, presieduta dall’instancabile pluririconfermato Matteo Del Galdo, e dal Comune di Cicerale, guidato dallo “storico” sindaco Francesco Carpinelli.

La Festa dei ceci rappresenta uno dei massimi eventi che la gente del Cilento ed in particolare la ridente Cicerale, dalla proverbiale ospitalità, offre ai suoi graditi visitatori, che qui vengono accolti in maniera genuina e sincera, proprio come nei tempi antichi. È ampiamente partecipata dalla cittadinanza intera, coinvolta a livello capillare; vede impiegati i giovani, accanto agli anziani, cultori della “Ciceralità”.

Negli antichi portoni, gli immancabili e suggestivi appuntamenti con l’ arte, la cultura e il folklore, alla scoperta dei mestieri di una volta, dell’affascinante storia e delle suggestive leggende del borgo, come quelle legate all’antichissima Corbella di “Donna Savella con le sue trentatré Castella” illustrata ai visitatori  attraverso racconti, proverbi e versi dei cantastorie e degli anziani custodi del sapere.
Mostre d’arte e quella animata degli “antichi mestieri”, figuranti in costumi d’epoca, artigianato tipico, curiosità, prodotti alimentari di eccellenza, rappresentazioni, antichi balli e tanta buona musica popolare (Myosotis, Alina, Donnaluna, ecc) fanno da cornice alle tre serate. È possibile degustare le ricette tradizionali nelle quali è protagonista principale, in abbinamenti appetitosi, il rinomato legume.

Le tradizionali lagane e ceci, le frittelle con farina di ceci, ed le tante altre gustosità “della nonna”, genuine e corroboranti, sane ed appetitose: questo il menu dedicato al legume autoctono, il tutto accompagnato  dal generoso vino cilentano.

“Preparato secondo tradizione ed interpretato nelle più appetitose proposte e varianti, il nostro rinomato cece è il protagonista della caratteristica Festa in programma nella antica cittadina di Cicerale fino al 23 agosto. Un appuntamento di forte richiamo turistico per la sua particolarità e la gustosità dei piatti serviti nel suggestivo contesto del centro storico, nei cortili degli antichi palazzi nobiliari, tra essi: il cinquecentesco Palazzo Marchesale dei Primicile Carafa; la cappella di Santa Maria apparente della famiglia Marra; il Palazzo dei nobili di Sarluca, trucidati nel 1861 dopo l’unità d’Italia perché fedeli ai Borboni; la Cattedrale che nel 1800 sorse sulle rovine della antica cappella di San Giorgio.  Sono preziose testimonianze di un passato glorioso e custodi di tradizioni affascinanti ed uniche che connotano un territorio di grande bellezza, caratterizzato da una natura preponderante”, spiega Matteo Del presenta la sua “creatura”.

Il cece di Cicerale si distingue per la polpa ricca e gustosa, ha proprietà fisiche ed organolettiche uniche che lo rendono top per qualità e gusto e ha determinato il riconoscimento quale Presidio Slow Food dal 2012. È tra le varietà considerate migliori al mondo, ricercato ed impiegato dai più famosi cuochi, simbolo della civiltà contadina ciceralese, emblematico della biodiversità campana, della sana alimentazione e della longevità che costituisce uno degli aspetti più significativi della Dieta Mediterranea, secondo l’Unesco Patrimonio dell’Umanità. Il cece ciceralese è contraddistinto da un basso contenuto in umidità che assicura un tempo di conservazione prolungato ed  in cottura si ingrossa notevolmente offrendo un’ottima resa.

“Innanzitutto il nostro rinomato cece ed in generale le nostre produzioni agroalimentari tipiche costituiscono, insieme alle tante bellezze naturali, alla storia ed alle tradizioni di Cicerale, dei volani di sviluppo di primaria importanza per il nostro territorio – sottolinea il sindaco Francesco Carpinelli – Puntiamo su essi innanzitutto per ridare slancio alla nostra economia e recuperare le nostre preziose radici”.

La tradizionale Festa dei ceci vede capillarmente mobilitata l’intera cittadinanza, coordinata con estrema passione e professionalità dai componenti dalla Proloco, a partire dal direttivo tutto, guidata da Matteo Del Galdo, con il fattivo tesoriere Giovanni Gargaro, la vicepresidente Carmela Ferri ed i consiglieri Tolomeo Carmine e Antonio Marzocca.
All’opera tanti collaboratori.
Agli stand: Gerarda e Paola Cafasso, Enza Del Galdo, Gianluigi Carpinelli, Rossella Corrente, Concetta Del Galdo, Pina Gargaro, Stefania Tesoniero, Giorgio Mollo, Angelo Pio Tesoniero, Domenica Lisa, Alberina Corrente, Davide Del Galdo, Domenico Manzo, Carmela Ferri.

Assistenza: Massimo e Francesco Belgrande, Giuseppe Coppola, Donato Tesoniero, Loris Torrusio, Daniele Palumbo ed i ragazzi Mina Giandonato e Stefano Fatima.

Ai fornelli: Lucia Valva, Celestina Ruggero, Maria Benedetta Coppola, Agostina Paladino, Anna e Carmine Gargano.

Rappresentazione antichi mestieri: Rosina e Swami Del Galdo, Antonietta Mottola, Giorgia e Giovanna Paladino, Vincenzo Pomposelli, Pasquale Cammarota, Lauretta Voria, Virginia Torrusio, Irene Russo.

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