Caravansaray Selinunte San Siro: dal 25 al 27 settembre al Piccolo Teatro Grassi

Dal 25 al 27 settembre debutta sul palco del Piccolo Teatro Grassi di Milano “Caravansaray Selinunte San Siro”, uno spettacolo frutto di un progetto di drammaturgia urbana partecipata per la rigenerazione di spazi periferici, a cura di Outis in partenariato con Politecnico di Milano – DAStU (Dipartimento di Architettura e Studi Urbani), Associazione Genitori Cadorna, Alfabeti Onlus e in rete con Custodi Sociali (un servizio del Comune di Milano), mare culturale urbano | Ludwig – Officina di linguaggi contemporanei, anche produttore esecutivo.

Il progetto si avvale del contributo della Fondazione di Comunità Milano onlus, MiBACT (Direzione Generale Arte e Architettura Contemporanee e Periferie Urbane) – Premio Creative Living Lab.

«Caravansaray Selinunte San Siro non è che la punta di un iceberg, l’esito di un processo lungo che trova il suo punto d’origine in una volontà oltre che artistica, anche sociale e politica insieme – dichiara Outis –, quella di portare le storie di persone che vivono in luoghi periferici, direttamente nel cuore della città, al Piccolo Teatro, che ringraziamo per la collaborazione, insieme all’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano. Il Piccolo Teatro è un luogo fortemente simbolico e in chiara sintonia con l’idea che Giorgio Strehler e Paolo Grassi intesero: “Un teatro d’arte per tutti”. Il concetto che la periferia nutra il centro trova qui una sua sintesi. Da ciò discende la nostra decisione di offrire un’occasione d’arte teatrale, eliminando il costo di un biglietto che altrimenti ne avrebbe reso elitaria la fruizione. Per questo offriamo lo spettacolo a titolo gratuito, innanzitutto agli abitanti di San Siro e alla città di Milano, per uno scambio reale tra i vari quartieri».
Cinque autori, Bruna Bonanno, Angela Demattè, Anna Serlenga, Fabrizio Sinisi (anche coordinatore drammaturgico), il rapper Daniele Vitrone, in arte Diamante, insieme al regista Benedetto Sicca, si sono incontrati insieme ad altre competenze con gli abitanti del quartiere San Siro, per realizzare un progetto dal forte valore politico e sociale, scegliendo strategicamente il teatro e la drammaturgia per raccontare storie e proiettare se stessi nella comunità e negli spazi.
Gli autori hanno lavorato in residenza per sette mesi dialogando con le associazioni e gli abitanti di questo quartiere caratterizzato da forte marginalità, deprivazione socio-economica e conflitto, quell’area di Milano a più alta densità di residenti di origine straniera (circa il 45%) e in cui circa il 20% dei residenti è costituito da over 75, persone spesso isolate, a rischio di fragilità anche per le difficoltà legate alle abitazioni, normalmente prive di ascensori, che non favoriscono la vita sociale.
Il lavoro di indagine sul territorio è iniziato nell’ottobre 2019, per esplicitarsi in un percorso di drammaturgia partecipata, esito di un lavoro che ha posto l’autore in una condizione di ascolto, in un confronto vivo con gli abitanti, veri fornitori di vissuto ed esperienze.
A dare corpo e voce al testo nato da questa indagine, gli interpreti Francesco Aricò, Emanuele D’Errico, Dario Rea, Francesco Roccasecca, insieme ai rapper Diamante, Flo’w, Scock e Anima VDP.
Il progetto artistico nasce dal basso, ponendo le radici in un humus di convivenza in grado di creare identificazione e coesione, elaborando una narrazione condivisa per combinare la dimensione intima e insieme pubblica degli spazi urbani.
Grazie alla collaborazione con il Politecnico, l’Associazione Cadorna, Alfabeti, con i Custodi Sociali, mare culturale urbano, si è concretizzata la possibilità di realizzare performance, brevi interventi teatrali diffusi nel quartiere e spettacoli itineranti anche con contenuti diversi, con un focus conclusivo sulla cultura rom.
«Abbiamo frequentato per quasi un anno – afferma Fabrizio Sinisi – alcuni tra i principali luoghi di aggregazione e di coagulo sociale del quartiere: la scuola di lingue di Alfabeti, le ex-portinerie dei Custodi Sociali diventate sportelli e luoghi d’incontro, il centro di ricerca del Politecnico in via Gigante, le panchine di piazza Selinunte, le riunioni delle associazioni di quartiere, i cortili, i bar, le pizzerie, i luoghi d’incontro. Sono state trovate persone, agganciate delle storie, iniziate delle amicizie; sono stati approfonditi dei filoni, vinte delle reticenze, perforati dei silenzi; sono state accompagnate delle lamentazioni, composti dei racconti, giocate delle tombole, cantate delle canzoni. Si è sfiorato insieme, tante volte, il ridicolo, la retorica, il senso d’inutilità che sempre si rischia quando si mettono a reazione mondi diversi che non si sono mai incontrati prima, e che ancora non sanno come parlarsi».
Gli autori hanno dato vita a diversi testi, che sono infine confluiti in un’unica drammaturgia, in una vera e propria “opera rap”. Tutti hanno restituito un proprio personale tragitto: Bruna Bonanno ha composto un corale di voci dove una pluralità di figure gioca al rilancio, come un’orchestra che tenti continuamente di superare il proprio volume e guadagnarsi l’orecchio dell’ascoltatore; Diamante ha costruito insieme ai ragazzi del quartiere delle martellanti litanie rap; Anna Serlenga ha aperto un piccolo zibaldone tutto al femminile di donne soprattutto straniere, mentre Fabrizio Sinisi si è indirizzato verso una sorta di favola urbana. Infine, Angela Demattè ha scritto una lamentazione laica sui tanti morti che, purtroppo, il quartiere di San Siro ha registrato durante l’epidemia.

«L’enorme ricchezza di storie – spiega il regista Benedetto Sicca – le diverse culture ed etnie dei personaggi, mi hanno imposto di utilizzare il gioco del teatro con grande libertà, senza cercare di ingabbiare la messa in scena in una coerenza espressiva univoca, senza rispettare il genere, l’età e l’origine dei personaggi, senza imitarne l’accento di questo o di quel paese lontano, tradendo – di proposito – ogni forma di verosimiglianza. Ne è venuto fuori un viaggio nella mente di un uomo, Lui appunto, che innamorato e tradito dalla sua Milano, sublima la propria solitudine ed i propri ricordi in una danza rituale ed astratta imparata alla Tv».

 

 

 

 

 

 

Dal 25 al 27 settembre
venerdì 25 ore 20.30 | sabato 26 ore 19.30 | domenica 27 ore 16.00

ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria

I biglietti possono essere richiesti
– alla biglietteria telefonica n. 02.42.411.889 attivo dal lunedì al sabato ore 9.45-18.45, domenica ore 10-17. Sarà necessario indicare un indirizzo e-mail valido al quale verrà inviato il biglietto elettronico. 
– presso la biglietteria del Teatro Strehler (largo Greppi 1, MM2 Lanza), da lunedì a sabato 9.45-18.45; domenica 13-18

 

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